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Pagina inziale » Tavola » Articolo n. 107 del 8 marzo 2001 (8232) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
Il miccone pavese
Il miccone pavese

Indovinello: secondo voi la fettina di salame di Varzi, potendo scegliere, che pane preferirebbe tra uno comune ed il miccone?

Suggerimento: "salame e pane dei paesi tuoi".....

Risposta: il miccone, ovviamente!

Il miccone fa parte delle tipologie di pani bianchi, molto comuni nella bassa padana, ed è prodotto soprattutto nell'Oltrepò, a Stradella, Broni e Casteggio. Si conserva per diversi giorni (oltre la settimana), ed è uno dei quei pani che acquista bontà se consumato "vecchio" di un paio di giorni.

Probabilmente alle origini, questo tipo di pane, fatto con farine di grano tenero e integrale, era ad uso e consumo delle popolazioni contadine (il pane si faceva il sabato e doveva durare per tutta la settimana): un pezzo di formaggio, una fetta di salame, un pezzo di pane ed un bicchiere di vino rosso era il pasto consumato nei campi fino a non molti decenni fa.

Il pane era frutto del duro lavoro nei campi, l'aratura, la semina, la mietitura, la trebbiatura, infatti, erano operazioni che dipendevano dalle braccia del contadino. Alla preparazione del pane poi sono legati numerosi riti e superstizioni popolari, per esempio, in molte realtà rurali, nessuna massaia preparava il pane nei primi tre giorni di Maggio perché "il pane confezionato in quei giorni ammuffiva".

Il pane bianco è di nascita più recente, solo dal 1700, infatti, i mulini più organizzati erano in grado di produrre farine più raffinate e prive di crusca: la famiglia dei pani bianchi, inizialmente era destinata ad una classe più ricca e benestante, solo in seguito il consumo si estese a tutti gli strati sociali.

Gli ingredienti per fare il "miccone pavese" sono: farina di grano tenero, acqua, lievito naturale e sale. Il trucco sta nell'uso del lievito naturale e nella lavorazione: l'impasto deve essere lavorato a lungo e lasciato lievitare, una prima volta, quindi lavorato ancora fino ad ottenere una pasta tenera. Dopo aver ricavato delle forme tondeggianti, che saranno incise trasversalmente sulla parte superiore, si lasceranno lievitare ancora per diverse ore. Trascorso questo tempo il pane sarà cotto nel forno ben caldo.

Una curiosità: nella splendida cornice del Castello di Sant'Angelo Lodigiano (XII secolo), a pochi chilometri da Pavia, è possibile visitare il Museo del Pane, una ricca raccolta di informazioni tecnico-storiche sulla lavorazione del pane in Italia e nel mondo.

 
 Informazioni 
 

Delia Giribaldi

Pavia, 08/03/2001 (107.)

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