S’inaugura sabato mattina, in contemporanea nelle sedi degli Archivi di Stato di Palermo e di Milano, nel Salone Teresiano della Biblioteca Universitaria di Pavia e nell’aula magna dell’ex convento di Sant’Agostino a Corleone, la mostra "I lombardi a Corleone, Documenti e cronache di una migrazione antica da nord a sud" che ricostruisce, con i documenti custoditi nelle diverse sedi, un viaggio affascinante attraverso la penisola avvenuto intorno alla metà del XIII secolo.
Nel declino del dominio svevo in Italia (forse negli ultimi anni di Federico II, forse sotto i suoi successori), sotto la guida di Oddone de Camerana, un gruppo di «Lombardi», molti dei quali del territorio di Tortona e dell’Oltrepò pavese, si trasferì in Sicilia, individuando come sede definitiva Corleone.
Le motivazioni di questa avventurosa migrazione al di là del mare, e per via di mare, sono probabilmente più di una: alla necessità di abbandonare luoghi in cui prevalevano le forze antisveve si aggiungeva verosimilmente il desiderio di raggiungere un’area dove la produzione e i commerci erano più sviluppati e dove un recente spostamento di saraceni a Lucera aveva lasciato ampi spazi di insediamento. Non è comunque da escludere che il flusso di popolazione sia durato anche più di una generazione e abbia coinvolto aree di origine progressivamente più ampie.
La mostra utilizza fonti di diverso livello e credibilità che provengono da Archivi di tutta l’Italia: documenti della cancelleria sveva, pergamene notarili, fonti narrative e cronachistiche, riferimenti ai luoghi e spazi concreti attraverso carte moderne e portolani medievali o dei primi del Cinquecento.
I documenti sono esposti in originale presso i singoli Istituti, ma la mostra ha, nel suo insieme, una versione interamente virtuale, con la cura scientifica di Ezio Barbieri e la grafica di Patrizio Cornelio, che consente una panoramica completa senza ricorrere a costose e potenzialmente dannose operazioni di spostamento. |