Metti una sera d'estate a zonzo per Pavia, incuranti delle zanzare e con la voglia di scoprire qualcosa di nuovo su questa nostra città, fonte inesauribile di storie per chi voglia ascoltare.
Nascono così le visite guidate organizzate da "Progetti" per "Destatedisera" - Edizione 2003.
L'appuntamento, fissato per ciascun venerdì, fino all'8 di agosto, è con cinque passeggiate (la prima si è svolta lo scorso venerdì), non troppo impegnative visto il clima estivo e prevacanziero, a caccia di curiosità, storie, leggende e atmosfere dei tempi che furono.
Tempi relativamente vicini quelli della prima visita (svoltasi lo scorso venerdì) "Tra Ottocento e Novecento - percorso tra gli splendori del neogotico, liberty e art decò". Pensata con l'intento di immaginare la città dei nostri nonni e bisnonni, ricostruendo i cambiamenti che avvennero nella vita quotidiana e, di pari passo, il volto nuovo e moderno che gli architetti dell'epoca impressero a Pavia.
Tempi più lontani quelli indagati dalla prossima visita, 18 luglio "Tra sacro e profano - itinerario tra chiese, monasteri, postriboli e taverne".
Partendo dalla celebre affermazione di Opicino de Canistris che racconta come a Pavia, nella prima metà del XIV secolo ci fossero ben 170 chiese, si dimostrerà che, accanto agli edifici dello spirito e della fede, trovavano in realtà spazio anche luoghi deputati a piaceri più terreni.
Chiese e taverne, monasteri e bordelli sorgono a poca distanza nella geografia cittadina del XIV, XV e XVI secolo. Monache e meretrici sono vicine di casa in epoca viscontea quando il Malnido, il postribolo ufficiale della città, sorgeva pressoché dirimpetto a Sant'Agata al Monte, convento di antica e illustre fondazione; mentre il più famoso istituto assistenziale per donne perdute che volessero cambiar vita, il Santa Margherita, nasce all'inizio del XVII secolo di fronte al collegio Borromeo e, soprattutto, a un tiro di schioppo da Porta Nuova, altra zona di lupanari.
Neppure la cattedrale, infine, è immune dalla vicinanza con una casa di amore a pagamento collocata nella contrada Rovelecca, oggi via dei Liguri, e frequentata, si dice, anche da Leonardo nei suoi soggiorni pavesi.
Ecco le prossime visite in calendario:
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