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Pagina inziale » Musica » Articolo n. 1563 del 19 dicembre 2003 (3363) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
Conversazione con Sironi
Conversazione con Sironi

Una delle massime soddisfazioni per un recensore è venire a sapere che l'artista di cui ha parlato ha letto e ben giudicato le sue parole. Quando poi l'artista addirittura ti ringrazia e ti chiede di incontrarti per conoscerti di persona…..beh, allora il proprio ego riceve una bella spinta verso l'alto.

In pratica, al di là dei toni ''fantozziani'' della mia introduzione, è accaduto che Roberto Sironi mi ha scritto invitandomi ad un incontro ''in quel di Milano'' ed io, lusingato ed incuriosito, ho accolto subito il suo invito.

Di Roberto Sironi vi ho già parlato in almeno due occasioni precedenti.

Rifacendosi alla tradizione dello chanconnier francese e del nostro cantautorato più ''colto'' Sironi accosta testi che raccontano piccole storie di piccoli uomini (e donne) sullo sfondo di tempi e avvenimenti che possono essere ''grandi'' o non esistere per niente. Un'eleganza musicale un po' decadente o una sobria linea melodica insaporiscono questi testi donando, anche ai più corrosivi, la lievità dell'ironia.

Un Premio Tenco alle spalle, una gavetta in Francia e poi il successo fuori dalle frontiere nazionali. Tournè, oltre che nella stessa Francia, anche in Germania, Svizzera, concerti a Londra (dove divide il palco con Ennio Morricone), cinque album all'attivo ma, in Italia, uno strano ''silenzio'' lo circonda.

Ho imparato a conoscerlo attraverso i dischi, ma l'uomo che si nasconde dietro le canzoni mi incuriosisce e così eccomi presente all'appuntamento milanese.

Ci incontriamo davanti ad un bar di Lorenteggio e si presenta con una stretta di mano formale ''Piacere, Roberto Sironi''. Rispondo con altrettanto sussiego ''Piacere, Furio Sollazzi''…poi tutti e due sorridiamo, come per dire ''va bene, abbiamo capito il gioco, recitato la parte e adesso conosciamoci''.

Ed è quello che è successo nelle tre ore seguenti.

Seduti ad un tavolino ci siamo scrutati, interrogati, sondati, indagati, messi alla prova, confidati. Non è stata una intervista ufficiale, tanto e vero che non ho preso appunti, anche se alcune sue definizioni sarebbe stato bello riportarle con le parole originali, ma non sarebbe stato ''etico'' (anche se ormai il termine ha perso quasi significato). E' stata una chiacchierata tra due persone che, a poco a poco, scoprono di avere moltissime radici comuni (umane ed artistiche) e di trovarsi un po' fuori posto nei meccanismi dell'attuale società.

Ho scoperto che Roberto (come già sospettavo) è una ''bella'' persona, che crede fermamente in quello che fa, nei testi e nella musica che produce, con una onestà intellettuale ormai rara da riscontrare nel ''rutilante'' mondo della musica.

Mi racconta di quando, insieme a suo figlio (allora sedicenne), si era recato in Francia con un contratto per un'esibizione in un locale di Parigi e di come, dopo aver scoperto che il posto non era il più adatto per proporre la sua musica, abbia girovagato per tutti i pub e i bistrot sino a che ne trovò uno disposto ad ingaggiarlo per tre sere consecutive. Le tre sere divennero tre mesi (durante i quali viveva con il figlio in una stanzetta ricavata sopra il palcoscenico) e di come poi, da lì, sia cominciato il successo vero.

Ogni tanto mi guarda e mi ripete di non capire le reali ragioni di questo ''silenzio italiano'' nei suoi confronti.

Si parla di critici e di critica, di artisti e di produttori, di Media e di cultura musicale in Italia.

Mi confessa (ma questo già lo sapevo) che in Francia le cose vanno in tutt'altro modo; e non solo in Francia, anche in Inghilterra e in Germania e persino la Svizzera ha un'approccio verso i musicisti (e gli artisti in generale) ben diverso dal nostro.

''Io vorrei capire'' è un intercalare che usa spesso durante queste conversazioni.

Parliamo delle sue canzoni e del suo stile, del suo modo di raccontare storie; non grandi temi universali o problematiche politiche, ma piccole storie di umanità varia.

''una delle cose belle che ti accadono sul palco è cantare una canzone, raccontare una storia ed accorgerti che tra il pubblico ci sono persone che si riconoscono in quella storia''.

Si beve, si mangia qualche cosa, si fuma (molto), ci si racconta aneddoti, si parla di musica ma non solo.

Quando ci lasciamo è come se ci conoscessimo da molto più tempo delle tre ore trascorse insieme. Ci facciamo gli auguri di Natale e ci diamo appuntamento ad un prossimo incontro, magari a Pavia.

Mi piacerebbe veramente che, un giorno, si esibisse a Pavia. Vorrei che imparaste a conoscerlo e ad apprezzarne le canzoni.

Quando salgo in macchina, inserisco subito nel lettore uno dei due CD che mi ha regalato: è il primo, ormai introvabile, ''Io Sono un Artista'' (l'altro è ''…è così'', versione definitiva di quel pre.mixato di cui vi avevo parlato un po' di tempo fa).

L'ascolto e, pur essendo molto diverso dai dischi attuali, comincio a capire un po' il suo percorso artistico; ma per parlarvi dei due dischi vi rimando ad un prossimo articolo.

In questo mi sono limitato ad accennarvi ad un incontro e ad un ''Ciao'' da amici.

Devo proprio farvi degli accostamenti? (Lo so, lo so, che siete abituati male) Va bene, allora scomoderò Conte e un certo Buscaglione meno dirompente; Brel (per quel po' di descrittivismo triste) e Trenet e Becaud per l'ironia con cui riesce a trasfigurare i lati meno piacevoli della vita.

Artista italiano, uomo di spettacolo, cantante, autore di canzoni e di teatro, Roberto Sironi comincia molto presto la sua carriera artistica esibendosi in piccoli Clubs, e partecipando a Festivals musicali un pò in tutta Italia; nel 1988 registra il suo primo Album ''IO SONO UN ARTISTA'' (Lira Records - Milano) Dopo alcuni anni trascorsi conciliando le due passioni, (Canzone e Teatro) realizzando come autore/attore spettacoli teatral-musicali, nel 1991 partecipa alla Manifestazione Internazionale della Canzone ''PREMIO TENCO '91'' a Sanremo. Nello stesso anno registra il suo secondo Album ''PERFORMANCE'' (LPE Records - Milano) ed è in questa occasione che comincia ufficialmente la lunga ed attuale collaborazione con Italo ''Lilli'' Greco, ex-Produttore RCA di Roma, noto personaggio del panorama musicale Internazionale per le sue collaborazioni con artisti come Ennio Morricone, Paolo Conte, Francesco De Gregori, Antonello Venditti, Patty Pravo, Avion Travel, Sylvie Vartan…

Sironi arriva in Francia nel 1995 e crea insieme a suo figlio Alessandro (pianista, compositore ed arrangiatore) una piccola orchestra che nello stesso anno si produrrà in una cinquantina di concerti a Parigi.

Nel 1996, autoprodotto, registra in Francia il suo terzo Album ''BELLO'' a ''L'Ouest de la Grosne''. Questo disco, che riceverà un importante consenso di critica e di pubblico, sarà il debutto di una nuova carriera artistica ed Internazionale che porterà Sironi ad esibirsi in tutta la Francia, in Inghilterra,Germania, Svizzera e Belgio.

Nel 1999 registra il suo quarto album ''ROBERTO SIRONI'' con l'etichetta italiana DFV, distribuito in Germania, Francia, Svizzera,Olanda ed Austria da SIEBENPUNK-MINT RECORDS (Monaco), in Italia da CNI di Paolo Dossena.

Nel Marzo 2001, Sironi partecipa con Ennio Morricone al Festival ''ONLY CONNECT'' al BARBICAN CENTER di LONDRA. Nel 2002, ROBERTO SIRONI registra in Francia (Tournus) il suo quinto Album di cui ho avuto il piacere (e il previlegio) di ascoltare un premixato in anteprima, mandatomi dallo stesso Sironi.

Essendo ormai più noto sul mercato internazionale che in quello italiano, Sironi si cimenta in canzoni in lingua Francese (Gentilhomme Italien) o inglese (Toujours e Crazy). Lo stile si mantiene quasi inalterato eccetto per una leggera tendenza ad un'orchestrazione più articolata che, in alcuni casi (Fantomas), si accosta alla musica da film (questo va inteso come un fatto positivo). Ci sono anche sporadici episodi all'essenzialità rarefatta della prima scrittura (Canzone d'Autore) che sfocia poi in un lirismo quasi Classico.

Di più non vi dico (anche perché non so se sono autorizzato a farlo, visto che il disco non è ancora in commercio).

In ogni caso, se vi capitaste di trovare in qualche negozio un qualsiasi disco di Roberto Sironi …non fatevelo scappare. E un acquisto sicuro!

 
 Informazioni 
 

Furio Sollazzi

Pavia, 19/12/2003 (1563)

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