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Pagina inziale » Tavola » Articolo n. 346 del 4 febbraio 2003 (5266) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
Brasadè e brasadlö
Brasadè e brasadlö

Brasadè o brasadlö: di che ciambella sei?
Ti piace sgranocchiare con pigra indolenza, come un tenero uccellino? Be' allora sei senza ombra di dubbio per una tenera brasadè.
Se invece mangiare, possibilmente facendo il bis, ti dà gioia, il brasadlö, è decisivamente il tuo ciambellone...!

Entrambe sono tra i tanti dolci tipici della nostra Provincia: le ciambelle di Mornico - ottenute con impasto per dolci non lievitato - o quelle di Broni il cui impasto è più dolce, facilmente riconoscibili perché si presentano chiuse ad anello. Il brasadlö, non è altro, che il cimbellone - chi non ricorda una nonna che ne impastava uno per far fare la merenda o la colazione alla nipotina - farcito, di solito, con abbondante uvetta.

Nella tradizione contadina, il ciambellone era definito anche "il dolce delle folle", esso veniva infatti preparato in occasione di feste familiari, battesimi, cresime o matrimoni. L'offerta di generose fette di ciambellone concludeva e caratterizzava anche il rito della"stima", ovvero la valutazione della dote della sposa.

 
 Informazioni 
 

Delia Giribaldi

Pavia, 04/02/2003 (346)

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