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Pagina inziale » Turismo » Articolo n. 5775 del 26 luglio 2007 (3639) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
Da Pavia a Capo Nord - Dal S. Gottardo alla C3
Da Pavia a Capo Nord - Dal S. Gottardo alla C3
(…segue…)
 
Dopo altri 110 chilometri e 7 ore di sonno, ritroviamo il nostro Diego Vallati pronto ad affrontare la 3^ tappa… “Oggi la grande prova, il S. Gottardo. Si comincia subito con una salita dura, neanche tanto breve. Poi diventerà più ragionevole.
La Valle del Ticino è veramente bella, risaltata ancor più dalla bella giornata…
Trovo abbastanza in fretta la cadenza giusta, purtroppo c’è molto pavé (quasi sempre tranne nei tornanti). Nella strada principale il traffico, in direzione contraria, è enorme; scarso nella mia. Una fortuna perché, pur essendo larga, la strada non ha spazio oltre la riga bianca.
Il tempo sta cambiando e fa freddo.
Ad un tratto una galleria di 1800 metri: il lampeggiante non fa molta luce e la torcia idem. Il frastuono delle auto è incredibile, quello delle moto da impazzire… e fa un freddo boia. Paura. Pur essendo in salita tiro come posso e mi volto continuamente. Per fortuna nella mia direzione il traffico è ancora scarso”.
 
Al passo del San Gottardo il nostro “ciclista vanitoso” (come lui stesso si definisce ironicamente) si fa immortalare dai passanti. E molti lo fotografano al posto del panorama perché sta già diventando popolare! Un succo di frutta, un altro strato di vestiti ed eccolo pronto per la discesa… che ogni tanto lo obbliga a soste “per scongelarsi”.

 
Entro ad Andermatt, cerco qualcosa, che so io?, un prete per un timbro e un pernottamento, oppure una pensione economica.”
Già, perché il nostro “virtuoso del pedale” si è dotato di una sorta di “Credential”  (una credenziale che, come lungo il cammino per Santiago di Compostela, ha la funzione di “passaporto” nel quale, oltre alla data, al luogo di partenza e alla meta, con relativa data di arrivo, vengono apposti i timbri degli ostelli convenzionati dove si pernotta, a prezzi agevolati proprio grazie a questo documento)
Niente, è una località turistica, tutto è caro. Proseguo ancora qualche chilometro e trovo da dormire poco fuori Wassen”.
 
La tappa del 3° giorno è stata di una sessantina di chilometri: non avesse fatto così freddo, Vallati ne avrebbe fatti almeno altri 20. “Pazienza, meglio non rischiare, è stata la prova generale per la Lapponia!”.
Altre 7 ore di sonno gli consentiranno di fuggire dalla Svizzera - “Bella e impossibile (troppo cara)” - affrontando il tratto di 129 km che separa Wassen da Aarau: siamo al 4° giorno di marcia.

Diego Vallati nei pressi di FluelenIl percorso attraversa la verde valle del Reuss e il nostro Vallati, che ha imboccato la ciclabile n° 3 (C3), può ammirarla in tutta sicurezza. Poco prima di Altdorf qualcuno gli suggerisce la via principale ma, dopo aver seguito il consiglio per un paio di chilometri, ci ripensa e torna sulle sue pedalate, deviando poi per Attinghausen… Può addirittura concedersi il lusso di “perdere” la C3 e allungare un po’ la strada passando per boschi e prati con mucche al pascolo… Sarà lo scenario alla Heidi ad averlo distratto? Prosegue nel silenzio e gioca al turista scattando foto e facendosi immortalare con il Lago dei Quattro Cantoni.
 
Poco dopo Gersau un altro “lusso”: c’è il traghetto per l’altra sponda. Qui la C3 lo attende: facendogli accarezzare le rive del suggestivo lago lo conduce a Lucerna e poi Rothenburg, dove un sinuoso saliscendi lo porta in altre zone boscate.
Sempach è un gioellino, anche Sursee è proprio graziosa”. A fatica ritrova la C3, ma scopre che è sterrata! “È molto bella, ma non fa per me e Oli (la bici) – scrive Vallati sul suo diario – Usciamo dopo 5 o 6 km, anche perché bisogna trovare dove dormire. Decido di provare ad Aarau, qualcosa toverò, speriamo non il temporale visti,  i nuvoloni neri”.
Per 50 Fr. svizzeri troverà una stanza al di sotto di ogni aspettativa: “Senza farmi vedere porto la bici in camera, rompendo il fanalino posteriore. Dopo cena subito a letto: copro il cuscino con un mio asciugamano e dormo con la calzamaglia… C’è poco da spiegare...”.

Anche il 4° giorno è terminato con successo. Pensierino della sera: “Noto che le casette svizzere non si fanno mancare i nanetti…”.

(... continua...)

 
 Informazioni 
3^ tappa: FaidoWassen = 60 Km
4^ tappa: WassenAarau = 129 Km

 

Sara Pezzati
e il Diario di viaggio di Diego Vallati

Pavia, 26/07/2007 (5775)

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