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Pagina inziale » Cultura » Articolo n. 604 del 29 agosto 2002 (4121) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
Sacro e profano
Sacro e profano

Un certo numero di esperti o "iniziati" è al corrente delle figurazioni "oscene" che si ritrovano, qua e là, nelle immagini dell'arte medievale.

Alcune rappresentazioni falliche e del sesso femminile sono passate indenni attraverso i fulmini di San Bernardo, la Controriforma, gli "abbellimenti" barocchi e i pudori dei secoli scorsi.
Quelle che rimangono rendono la testimonianza di un culto delle forze generatrici e del valore apotropaico (scaramantico) dato a queste rappresentazioni.

Gli esempi che si ricordano di solito sono quasi sempre di provenienza francese, ma anche in Italia non mancano casi interessanti.

Ad esempio a Pavia, sulla facciata principale della Basilica di San Michele, così come in altre chiese romaniche (nella cripta di San Teodoro, o nella distrutta Basilica di San Giovanni in borgo), ricorrono numerose sirene, ma si trovano anche tritoni barbuti ed ermafroditi. Figure ormai cancellate o quasi, all'esterno, dall'erosione subita dalla pietra arenaria.

Sempre a Pavia, a San Lanfranco, vediamo sulla facciata tre formelle di terracotta che raffigurano due organi sessuali femminili e uno maschile. Per vederle distintamente, occorrono una luce adatta (radente) e un binocolo o un teleobiettivo.
In fine, a Baselica San Pietro (presso Albaredo Arnaboldi, a 15 km da Pavia), sul campanile, un'altra minuscola formella, di pietra bianca, rappresenta una copula in piedi.
 
 Informazioni 
 

Alberto Arecchi

Pavia, 29/08/2002 (604)

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