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Pagina inziale » Cultura » Articolo n. 612 del 20 novembre 2002 (5647) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
Una curiosa leggenda
Una curiosa leggenda

Sulla piazza ove ora s'innalza l'imponente facciata del collegio Borromeo si affacciava un tempo la chiesa romanica di San Giovanni in Borgo, cui era legata una curiosa leggenda che riguarda le donne.

Nella chiesa, detta anche San Giovanni della Palude, c'era una cappella dedicata all'Arcangelo Raffaele. Le donne, secondo la tradizione, non osavano metter piede in quella cappella, per paura di morire entro l'anno, come era capitato ad una regina longobarda, ingiustamente gelosa del marito.

Il Re veniva di notte a pregare in questa cappella, attraverso il sottopassaggio reale che la collegava con la cripta di San Salvatore (qualcuno dice l'odierna San Mauro, dall'altra parte della città, qualcun altro una chiesa omonima dentro lo stesso Palazzo Reale). La Regina lo aveva seguito di nascosto per spiarlo. L'Arcangelo Raffaele volle punirla di aver dubitato di un marito così pio.

Leggiamo il testo originale di questa leggenda, riferita in latino al principio del sec. XVI dallo storico Giacomo Gualla, e poi tradotta in lingua italiana da Stefano Breventano, una settantina d'anni dopo. Ma qui viene la parte più divertente del racconto del Breventano:
"E ben che io habbi qui notata questa cosa descritta dal Gualla, io la stimo però più tosto favola, che altrimenti, perché si come non è vero, che le donne (che entrano in questa capella) muoiano innanzi che finisca l'anno, come à studio ne fece la isperientia la mia moglie già sono più di venticinque anni, e altre, che sono pur ancora vive, così credo che non sia vero, che ci fusse quella tomba".

Nel libro di Padre Romualdo da S. Maria, alla fine del Seicento, ritroviamo lo stesso racconto, riferito però ad una chiesa del San Salvatore, e non possiamo neppure essere certi che si tratti del San Salvatore ancor oggi esistente (la chiesa detta anche di San Mauro), o di un'altra chiesa, forse vicina al Palazzo Reale dei Longobardi o all'interno della sua stessa cinta.
Anticamente però esisteva un passaggio sotterraneo, attraverso il quale i Re Longobardi avevano l'abitudine di recarsi dai Sepolcri regali, posti nella chiesa di San Salvatore fuori le mura, ad occidente, a questa chiesa, per pregare in segreto per i loro predecessori presso l'Altare, a quel tempo famoso, dedicato all'Arcangelo Raffaele...

 
 Informazioni 
 

Alberto Arecchi

Pavia, 20/11/2002 (612)

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