Pavia e provincia: Pavese, Oltrepò Pavese, Lomellina, eventi, spettacoli e manifestazioni di Pavia e provincia
sabato, 19 settembre 2020 (961) Qual Buon Vento, navigante! » Entra


 
Articoli della stessa rubrica
» Fabrizio Poggi & Chicken Mambo: Spaghetti Juke Joint
» Macadam: Latitudine incrociate
» Nat Soul Band: Not so bad
» Far Out
» Ho sbagliato secolo
» Blues, Blues e ancora Blues
» Shag’s Airport
» Accordiamoci
» Il leone nell’Arena
» Francesco Garolfi: Un posto nel mondo
» Alberto Tava: il nuovo disco Mediterraneo
» Il matrimonio che vorrei: da oggi a Pavia
» Reality: ma quando ANCHE a Pavia?
» Magic Mike: quando è lui a spogliarsi...
» Il rosso e il blu: scuola italiana...
» Giorgia, che sorpresa!
» I Beach Boys in Italia: c’ero anch’io!
» Wanna Be Startin’ Somethin’. Thriller rivisitato
» Il ritorno dell'uomo armonica
» Un disco tutto pavese per Woody Guthrie

Vedi archivio

 
Altri articoli attinenti
» Il Mio Film. III edizione
» Incontro al Caffè Teatro
» Nel nome del Dio Web
» La Principessa Capriccio
» Fra moglie e marito… Drammi del linguaggio
» La Farina Dal Diaul La Finisa In Crusca
» Gran Consiglio (Mussolini)
» Corpi in gioco
» Guglielmo Tell
» Il sogno di Peter Pan
» Le signorine
» Grease
» Petit Cabaret 1924
» La Tempesta
» Crossroads 2019 - Il Cinema dei percorsi di fede
 
Pagina inziale » Spettacoli » Articolo n. 900 del 14 marzo 2003 (3382) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
La finestra di fronte
La finestra di fronte

Ferzan Ozpetek è un bravo narratore.

Sceglie un ambiente, vi colloca dei caratteri (attenzione! Non soltanto degli esseri umani che si arrabattano nel tentativo di farsi personaggi), studia delle battute e pensa un punto di vista, possibilmente originale, dal quale guardarli.
Poi mette in scena il tutto.
Condisce con una bella fotografia (avete notato ultimamente quanto questa sia migliorata nel cinema italiano? Ormai è raro vederne una mal fatta o tirata via con indifferenza... buon segno no? Succedesse lo stesso con tutto il resto, dalla recitazione all'audio in diretta!) accarezza con gentili movimenti di macchina le situazioni e monta il tutto in sequenze compatte e significanti.

Tutto bene allora! Niente da obiettare?
Beh, quasi.
Giovanna Mezzogiorno funziona come moglie giovane e insoddisfatta di periferia romana, è una che si fa i fatti propri, la sua collega e vicina di casa turca ne è una spalla puntuale ed ironica, che contrappunta in maniera divertente le cadute di "eccessiva drammaticità" del film, Massimo Girotti poi è quantomeno commovente nella sua più recente e sentita interpretazione, l'ultimo saluto prima del commiato... eppure qualcosa ancora non convince.

Le "fate ignoranti" erano un'altra cosa, ammettiamolo.

Qui i momenti belli non sono pochi ma non mancano purtroppo anche quelli imbarazzanti: come la telefonata che ha Simone per protagonista tra Giovanna ed il suo vicino Lorenzo al di là della finestra della cucina, o l'incontro d'amore lungamente sognato tra i due nella casa di lui già smobilitata per l'imminente trasloco: perché tutte quelle candele? Poi per fortuna c'è il pensiero di lei che si materializza nello specchio traslucido della "finestra di fronte", la sua finestra, vista dal vicino, la realtà diventa sogno, c'è il marito, stanco e noioso ma in fondo buono con i bambini, i figli, l'amica e, sorpresa, c'è lei pure!

Quello è il suo posto, quella la sua parte da recitare in questa "commedia".
Cambiare vita, da contabile a pasticcera passi, ma il salto da moglie timida ad amante scatenata del bellone di fronte spiato da sempre, questo come lo giustifichiamo?
La risposta è difficile ed infatti Giovanna decide di rimanere.
Il marito cambierà di turno, così starà più tempo con lei, il capo-pasticcere le darà la soddisfazione di inserire il suo dolce nella lista della settimana, il volto di Lorenzo sta già scomparendo nella sua memoria ma una voce le rimane nel cuore: è quella di Davide/Simone, un vecchio che ha perduto memoria e senso dell'orientamento e l'ha aiutata a ritrovare se stessa e a non perdersi dopo essersi ritrovata.

Ed è forse questo il momento più bello del film. Quello dell'inquadratura in dettaglio degli occhi di Giovanna che non rinunciano a guardare il mondo che la circonda.
Scorrono i titoli di coda, ma gli occhi di Giovanna non si bloccano in un brutto fotogramma congelato. Rimangono aperti a vedere, a fissare, a guardarci.
Mentre lasciamo i nostri posti asciugandoci una lacrimuccia.
Mentre ci allontaniamo da un piccolo film che ci ha dato una mano a tirare avanti, con coraggio e onestà, provandoci ancora una volta... perchè non è detto che vada sempre male, no?

 
 Informazioni 
 

Roberto Figazzolo

Pavia, 14/03/2003 (900)

RIPRODUZIONE VIETATA
www.miapavia.com è testata giornalistica, il contenuto di queste pagine è protetto dai diritti d'autore.
In caso di citazione o utilizzo, si prega di evidenziare adeguatamente la fonte.



MiaPavia è una testata giornalistica registrata, © 2000- 2020 Buon Vento S.r.l. - P.I. IT01858930181
Tutti i diritti sono riservati - Chi siamo - Contatti - Mining pool