La rassegna cinematografica più importante - diamoci delle arie – dell’anno, o meglio la sua preziosa appendice, è infatti iniziata proprio giovedì scorso, eccezionalmente al cinema Corallo, ed ha potuto contare su quasi 150 spettatori, che si son goduti il bel film della regista libanese Nadine Labaki, E ora dove andiamo? ridendo, commuovendosi, intenerendosi insieme davanti ad uno schermo da cinema, ahi, speriamo di non rimpiangerlo troppo tra qualche giorno...
Poi è stata la volta della prima lezione di cinema sul monumento dell’espressionismo Il gabinetto del dottor Caligari (martedì 8 maggio), e anche qui una bella sala gremita, quella del palazzo del Broletto, nonostante l’ora pomeridiana ha fatto onore all’evento.
Poi giovedì scorso è stata la volta di The Lady – L’amore per la libertà di Luc Besson. Grande film d’apertura dell’ultimo Festival del Cinema di Roma The Lady fino a che non è entrato nel programma di Sguardi Puri Extra brillava per la sua assenza nell’a-normale programmazione di questa città.
É con piacere allora che scrivo che più di 260 persone hanno potuto recuperare questa visione nella bella cornice del cinema Politeama durante i due spettacoli delle 16 e delle 21 di giovedì 10 maggio.
Ora questo martedì 15 maggio alle 14.30 al Palazzo del Broletto tocca ad Ossessione di Luchino Visconti, capolavoro del Neorealismo antelitteram, con Massimo Girotti, Clara Calamai, Juan De Landa, Dhia Cristiani, girato in un’Italia difficilmente confrontabile con quella di oggi eppure così preziosa per capire quella di oggi.
Gino capita per caso nello spaccio di Bragana e s’innamora di sua moglie Giovanna. Lei vuole liberarsi del marito. Organizzano un finto incidente di macchina, ma il finale sarà differente da quello che i due hanno pensato. Esordio folgorante di Visconti in pieno fascismo. È il punto di arrivo di una riflessione sul realismo cominciata sulle pagine della rivista “Cinema”, ed ha alle spalle il realismo poetico francese - Visconti ex-assistente di Renoir - e del realismo sociale americano - il film è ispirato a “Il postino suona sempre due volte” di James Cain. I due grandi divi dell’epoca, Girotti e Calamai, sono usati in un inedito contesto di crudo realismo, con un uso assolutamente innovativo dei set naturali come gli argini o il delta del Po. Il fascismo reagisce all’inizio proibendone la proiezione e poi consentendo che ne esca una versione censurata.
Audace, scandaloso, sensuale nei gesti come nelle espressioni Ossessione distrugge il celebre motto clerical fascista dio-patria-famiglia e manda in soffitta stilemi calligrafici e anestetizzati del periodo (schemi che alla tv di oggi piacerebbero tanto, se solo riuscisse a sollevarsi dalla banalità volgare in cui giace inane) soppiantati da uno stile teso, nero e soprattutto nuovo nei contenuti quanto nei movimenti di macchina, primi piani, piani americani, campi lunghi e gru.
Moderno, innovativo, osato, racconta squallore e insofferenze esistenziali, la provincia e la povertà, l’adulterio e l’istinto nomade, il machismo e l’amicizia. Ma soprattutto la frustrazione e l’erotismo femminile, nascosto e diabolico di Giovanna. In una parola tutto ciò che era rigorosamente vietato dalla censura littoria.
Al cinema, invece, ciò che ci aspetta giovedì 17 maggio (alle 16.00 e alle 21.00), sempre al Politeama per Sguardi Puri – Inspiration as Catalyst è il film vincitore di Oscar The Help di Tate Taylor con Emma Stone, Viola Davis, Bryce Dallas Howard, Octavia Spencer, e la grande Jessica Chastain (ricordate la giovane seducentissima madre di The Tree of Life?).
Naturalmente anche questo in prima visione a Pavia.
Che succede quando il passato non è mai passato del tutto? Jackson, Mississippi. Inizio degli anni Sessanta. Skeeter si è appena laureata e il primo impiego che ottiene è presso un giornale locale in cui deve rispondere alla posta delle casalinghe. Le viene però un’idea migliore. Circondata com’è da un razzismo tanto ipocrita quanto esibito e consapevole del fatto che l’educazione dei piccoli, come lo è stata la sua, è nelle mani delle domestiche di colore, decide di raccontare la vita dei bianchi osservata dal punto di vista delle collaboratrici familiari di colore o “negre” (come allora venivano dispregiativamente chiamate). Inizialmente trova delle ovvie resistenze ma, in concomitanza con la campagna che una delle “ladies” lancia affinché nelle abitazioni dei bianchi ci sia un gabinetto riservato alle cameriere, qualche bocca inizia ad aprirsi.
Il meritato Golden Globe a Octavia Spencer per il ruolo di Minny così come il successivo Oscar per la migliore attrice non-protagonista sono soltanto la punta dell’iceberg di questo film. Geniale per le interpretazioni, elegantemente corale al femminile, ispirato al romanzo omonimo di Kathryn Stockett, best seller negli USA, The Help è in realtà un evidente ossimoro.
Un film nuovo e vecchio. Tanto curato nelle location e nelle interpretazioni, e quindi collocato in uno spazio e in un tempo, quanto universale ed attuale proprio negli esiti.
Ecco allora sullo sfondo Martin Luther King ed il suo sogno, ecco John Fitzgerald Kennedy ed il suo martirio.
E mentre osserviamo le storie di “ieri” ci interroghiamo forzatamente sulla realtà d’oggi: è davvero così differente il mondo che ci vive intorno?
Vi aspetto in sala dunque! |