Sarà un pomeriggio all’insegna della cultura quello di domenica 8 luglio a Montecalvo Versiggia, tra letteratura, vino e qualche suggestione cabalistica legata al numero otto.
Alle 17.00, nella piazza antistante la chiesa di Sant’Alessandro e il Museo del Cavatappi, verrà presentata la nuova edizione del polimetro “Nostra Signora dell’Uve” di don Giacomo Patri.
Si tratta di un componimento poetico edito nel 1887 dall’allora parroco di Montecalvo, uscito per i tipi della Tipografia Pontificia San Giuseppe di Milano, fortunosamente rinvenuto e oggi dato alle stampe in una sontuosa versione grazie a Torchio de’ Ricci. Un’opera letteraria tutta dedicata alla Madonna dell’Uva venerata da tempo nell’omonima chiesetta del posto, conosciuta anche come “cesa vecia”.
Ma non è tutto qui. Per l’occasione, infatti, sei produttori della zona presenteranno in anteprima il loro Pinot Nero vinificato in rosso, vendemmia 2010, prodotto in team, che si chiama “8”. E non è un caso. Perché è l’8 luglio, perché otto sono le punte della stella mariana. E tutto torna, o tornerà, lungo i sentieri del Pinot Noir, tra storia, devozione e belle lettere.
Alla presentazione interverranno i giornalisti Matteo Colombo (“Il Popolo”), Antonio Morra (“Corriere della Sera”), Carlo Passera (“ilvostro.com”), Massimo Zanichelli (“L’Espresso”) e lo scrittore Mino Milani. Proprio Milani ha firmato la postfazione al polimetro, raccontando nei dettagli la sua storia e intrecciandola con quella di Montecalvo, delle sue genti, dei suoi monumenti e dei suoi illustri concittadini come Carlo Pisani Dossi. Sullo sfondo di tutto la figura di quel prevosto, il Patri appunto, nato ad Arquata Scrivia nel 1851 e destinato a reggere la parrocchia di Montecalvo dal 1877 al 1892 quando morì in Voghera.
“Un vino, un paese, un castello: ce ne è più d’uno, in Oltrepò. Ma non come questi. Qui siamo a Montecalvo Versiggia, tra la Valle Scuropasso, la Versiggia e la Versa, un posto speciale: la terra del Pinot Nero. Uva straordinaria, capricciosa, difficile da coltivare, ma generosa di soddisfazioni ai vignaioli, e che offre vini altrettanto eccezionali quanto quelli che Paolo Monelli destinava all’O.P. all’Optimus Potor, ossia il vero bevitore”. Inizia così Milani a introdurre i versi di Patri e, prima di entrare nel merito, ci ricorda anche che quel polimetro venne composto per il solenne giubileo sacerdotale del Papa Leone XIII e “partì da Montecalvo diretto al Vaticano”.
Da allora è passato di mano in mano, di biblioteca in biblioteca; poi, quando sembrava che se ne fossero perse le tracce, fu scoperto a Firenze nella Biblioetca Nazionale e da lì riportato in Oltrepò.
L’8 luglio, prima di degustare il Pinot Nero, sotto la caratteristica brenta, ne avremo un “assaggio” sfogliando la nuova edizione made in Certosa di Pavia. Davanti allo splendido panorama delle colline della Valle Versa dove, quando scende la sera, le stelle sono luminose e poi ne bastano poche, otto soltanto, per fare luce sulla “cesa vecia”.
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