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Pagina inziale » Musica » Articolo n. 11552 del 7 marzo 2013 (3055) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
A pranzo con Gazich
A pranzo con Gazich
A volte una “L” può cambiare il senso di una frase; se dicessi che sono stato a pranzo a Trapani, potrei sembrare uno di quegli eccentrici milionari, con il jet personale, che girano l’Italia e il mondo in lungo e in largo.
Se invece aggiungo una “L” al posto giusto, si evince che, più prosaicamente, sono stato a pranzo al Trapani, il locale di Mirabello in cui si tengono concerti e si mangia del pesce ben preparato, e ci sono andato non con un jet, ma con l’auto che mi ha prestato mia figlia (visto che la mia è in riparazione).
L’occasione era l’incontro con un gruppo di amici e Michele Gazich, musicista e amico, di passaggio a Pavia.
 
Michele Gazich è musicista, produttore artistico, autore e compositore. Con uno stile personale immediatamente riconoscibile (il suo strumento principale è un violino degli anni '30, fabbricato a Genova, più o meno ammaccato e riparato, che lo segue dagli inizi della sua carriera) Gazich, ad oggi, ha collaborato a più di quaranta album e, dopo numerose collaborazioni con artisti italiani, si è fatto apprezzare anche fuori dal nostro paese, con tour in USA ed Europa.
 
Dal tour europeo del 1992 inizia la collaborazione artistica con Michelle Shocked, ancor oggi in corso; dal 2000 al 2012 collabora con Eric Andersen, di cui sono da ricordare, in particolare, la serie di concerti, nel settembre 2012, presso il prestigioso Billboard Auditorium di Tokyo.
Dal 2001 al 2006 collabora con il cantautore Massimo Bubola; Gazich interviene nello spettacolo live di Bubola con violino, viola e piano e coproduce artisticamente gli album realizzati dal cantautore veronese in questo periodo, tra cui Segreti Trasparenti (2004), firmando in coppia con Bubola la musica di alcune canzoni.
Lo troviamo in tour in Europa e USA con Victoria Williams, Mark Olson ed Eric Andersen, con il quale partecipa a May your song always be sung (2003), doppio CD, tributo internazionale a Bob Dylan, con nomi come Rick Danko e Elliott Murphy.
Nel settembre 2006 Gazich, a Los Angeles, partecipa alle session di The Salvation Blues (2007) di Mark Olson, album del grande ritorno del fondatore degli storici Jayhawks, a cui segue un tour di più di 300 date, che percorre più volte USA ed Europa in festival e teatri, dall’aprile 2007 al dicembre 2008. Nell’autunno 2009, Gazich partecipa alle registrazioni del successivo album di Olson, Many colours kite (2010), curando gli arrangiamenti degli archi.
Ha composto musiche di scena per spettacoli teatrali, tra cui ricordiamo Il Sogno del Fuoco (1998), in collaborazione con Il Piccolo Teatro di Milano/Teatro d’Europa, Elogio della Follia (2001) e Un Cantico (2007). Ha inoltre collaborato alla colonna sonora del film Le ragioni dell’aragosta (2007) di Sabina Guzzanti; si è anche dedicato all’insegnamento universitario, approfondendo tematiche legate alla musica e alla poesia.
A partire dal 2008, Gazich ha iniziato la pubblicazione di album di canzoni a proprio nome;
Dieci canzoni di Michele Gazich, Dieci esercizi per volare, Il giorno che la rosa fiorì, e un EP con l’apporto della band La Nave dei Folli. Ad essi si aggiunge L’Imperdonabile (2011), registrato totalmente da solo, sovraincidendo voce e strumenti.
 
L’Imperdonabile ha dato origine al Concerto spirituale, che nel corso del 2012, è stato in tour in Italia ed in Europa, proposto dal vivo con una formazione a tre: oltre al suo violino e alla sua viola, si possono ascoltare pianoforte, dulcimer, bouzouki, chitarra, violoncello e seconde voci. Il tour, ancor oggi in corso, ha toccato Cracovia lo scorso 30 marzo, dove Gazich ha rappresentato l’Italia nell’ambito delle celebrazioni per la memoria. Il 18 maggio 2012, nel Duomo di Brescia, il concerto è stato registrato per Verso Damasco, il box-set pubblicato a fine 2012, contenente il film-concerto della serata, un documentario sul “fare musica” di Gazich, un CD audio e un libro in lingua italiana ed inglese, contenente i testi e saggi critici.
 
Proprio di questo cominciamo a parlare, tra un piatto di polpette di pesce spada, un fritto misto e un bicchiere di vino bianco.
Innanzitutto gli confermo che la sua decisione di interpretare personalmente le proprie composizioni, sino a quel momento affidate ad altri vocalist, è stata una scelta felice.
Nel suo “recitar cantando” si coglie maggiormente il senso del testo e, allo stesso tempo, anche le scelte musicali per sottolinearne il pathos diventano più “logiche”.
In questa sua ricerca quasi mistica di un senso della “storia” che esplori il rapporto dell’individuo con la divinità, il fato e quindi anche con sé stesso, attraverso l’intrecciarsi delle varie religioni con i drammi e le riflessioni personali, il concerto filmato nell’antico Duomo riassume pienamente il percorso svolto.
La mia domanda è se il tutto sia assimilabile da un pubblico impreparato e quindi non corra il rischio di rimanere un prodotto “di nicchia”.
Mi risponde che, se qualche dubbio aveva avuto, era stato poi fugato dall’acquisizione di tutto un nuovo pubblico, trasversale, che pescava anche tra gli amanti di musica classica e di poesia, che andava ad aggiungersi ai lettori del Buscadero (nota rivista nazionale di musica) ed al suo pubblico che da anni lo segue.
Si parla di progetti futuri: una storia in musica che segua le peregrinazioni della sua famiglia, dalla Croazia, a tutto il bacino mediterraneo, per finire negli Stati Uniti. Mi sembra un idea interessante e non vedo l’ora di ascoltarne i risultati.
 
Si raccontano aneddoti, storie di tournè, di musicisti, di scrittori e cineasti …e si fanno le 15.00.
Michele deve andare (e non è il solo); prima però estrae dalla custodia il violino e, dopo aver dichiarato che lui non fa parte della schiera dei musicisti che si fanno pregare, per ringraziarci del pranzo e della compagnia, ci offre un brano dei suoi, un pezzo di Corelli (sobbalzo decisamente nel riconoscere in quel pezzo classico l’intera linea melodica di un famoso brano degli anni '60: La Playa, in italiano Se qualcuno Si Innamorerà Di Me, di Marie Laforet) e un paio di traditional country.
 
Poi ci salutiamo e ci diamo appuntamento ad un prossimo incontro, alla prima occasione.
 
 Informazioni 
 

Furio Sollazzi

Pavia, 07/03/2013 (11552)

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