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Pagina inziale » Cultura » Articolo n. 12034 del 13 novembre 2013 (3183) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
Il fabbro e il liutaio
Il fabbro e il liutaio
…ovvero l’arte del fare. Carlo Mo, sculture di chiara fama, noto nel mondo per le sue grandi sculture di acciaio e Giuseppe Tumiati, un liutaio molto famoso nel suo campo, saranno i protagonisti della mostra Il fabbro e Il liutaio, che verrà inaugurata giovedì, dalle 19.00 alle 22.00, presso l’Officina Mo di Pavia con “Una serata di musica e arte e gioielli”.
 
Strumenti quali tsorba o il violino in comunione con le forme pure di acciaio di Calro Mo. Ma Officina Mo non si accontenta, lontana da il triste pensiero romantico che vuole l’artista per l’artista presenta anche dei gioielli: i gioielli della figlia dello scultore Francesca Mo, affermata designer, che festeggerà a Milano, dal 20 di novembre, i suoi dieci anni di attività.
 
Per Giuseppe Tumiati la liuteria è l’arte che rende possibile l’arte. Diplomato alla Civica Scuola di Liuteria di Milano nel 1993, già dal ‘90 si occupa professionalmente di costruzione, restauro e riparazione di Strumenti Musicali a corde pizzicate, ad arco e a tastiera. Vive a Canneto Pavese all’ombra di un castello, dove, sabato o domenica inclusi, lo troverete rintanato al lavorare nel suo magico laboratorio.

Ha partecipato a numerose esposizioni specifiche in Italia e all’estero. Gli oltre 450 strumenti a tutt’oggi costruiti, sono distribuiti in quattro continenti. Un suo strumento è esposto al Museé de la Villette (dipartimento musicale del Louvre, ex CSNM) a Parigi.
 
Insomma, sarà una mostra che esporrà l’arte della bottega. Ma al di là del concetto di “bottega” cosa unisce davvero uno scultore che lavora un materiale così pesante come l’acciaio e un liutaio che si misura con il legno?
Non sembra, ma sono molte cose. Intanto la necessità della purezza delle forme e del loro equilibrio e poi la perfezione nella realizzazione de "l’oggetto". Sia per una scultura anche di 6 metri di diametro, che pesa qualche quintale, sia per un piccolo violino il gioco della perfezione è sempre di un’inezia.
 
Carlo sceglieva personalmente le lastre di acciaio per le sue sculture perché ne leggeva le venature e se sbagli al momento della saldatura la lamiera si torce e diviene impossibile domarla. Quale il primo passo di un buon liutaio? La scelta del legno adatto e le sue venature.
Per realizzare un singolo strumento sono necessarie almeno 100 ore di lavoro dove le mani e il pensiero del liutaio che indagando in forme ormai antichissime lo rendono unico. Parliamo di arte. E poi gli strumenti a corda seppure leggerissimi devono sopportare una forza di tensione di kili e kili cosa fa stare in piedi una scultura di 11 metri di altezza? Il perfetto equilibrio dei pesi e la tensione che tiene il materiale…
 
Una mostra dal sapore rinascimentale, tra quadri, disegni di cavalli strumenti incantevoli e sculture, alcune inedite, di Carlo Mo. 
 
 Informazioni 
Dove: Via Mascherpa, 2 c/o Officina Mo - Pavia
Quando: dal 14 (inaugurazione dalle 19.30 alle 22.00) al 26 novembre 2013. Orari: dalle 17.00 alle 20.00.
Per informazioni: tel. 335/8040553
 

La Redazione

Pavia, 13/11/2013 (12034)

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