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Pagina inziale » Musica » Articolo n. 1224 del 14 luglio 2003 (3265) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
Lorenzo Riccardi al Barattolo
Lorenzo Riccardi - Tra fiamma e candela

Avvisati all'ultimo minuto con un giro di messaggi telefonici e da improvvisate locandine distribuite all'ultimo momento, un manipolo di amici-estimatori si è ritrovato, Giovedì sera (10 Luglio), al Barattolo per assistere ad una Prova generale del concerto di presentazione del nuovo disco di Lorenzo Riccardi.

Di Lorenzo Riccardi vi ho già parlato in più occasioni. E' sicuramente il cantautore pavese più originale e "ispirato". Peccato che per più di due anni si sia ritirato in una specie di "vita monastica" (casa e una ristretta cerchia di amici) assolutamente determinato a produrre il nuovo disco come aveva in mente di farlo e con la qualità che si era prefissato.

Dopo aver ascoltato il concerto ed essere entrato in possesso di una delle prime copie del CD, posso tranquillamente affermare che ha centrato in pieno l'obbiettivo.

Ma partiamo dal concerto.

Lorenzo Riccardi al Barattolo

Intanto, per la prima volta, costretto dalla complessità di alcuni arrangiamenti, Lorenzo si è trovato nelle condizioni di dover cantare i brani nuovi con l'uso delle basi del disco.

Leggermente impacciato (all'inizio) non sapeva bene cosa fare durante gli assoli strumentali ma, dopo un po', ha preso la giusta confidenza e se l'è cavata piuttosto bene.

Ha aperto con il primo brano del CD, Il Diavolo nella Bottiglia, e, con stupore, mi sono accorto che si trattava di una canzone che avevo suonato con lui alcune volte in concerto e che, allora, portava il titolo provvisorio di "Nessuno Uscirà Vivo".

I nuovi brani procedono a blocchi di quattro, intervallati da nuove versioni di vecchi brani e da inserzioni curiose come canzoni di Totò o di Domenico Modugno (bellissimi recuperi) o versioni di Bob Dylan e di Neil Young (nel finale del concerto).

Betti Verri e Stefano Cattaneo

Ad aiutarlo ci sono Stefano Cattaneo (coproduttore dell'album, arrangiatore e tecnico del suono, oltre che ottimo polistrumentista), Betty Verri (sempre brava e delicata nei suoi interventi vocali) e Stefano Gianini alle percussioni.

L'atmosfera è rilassata, quasi da festa privata: ci conosciamo tutti e i nostri commenti si intrecciano con quelli di Lorenzo.

Questo primo ascolto comunque mi da la certezza che il nostro Riccardi ha compiuto dei passi avanti nel ricercare atmosfere ed arrangiamenti originali.

E' sempre lui, con il suo stile e il suo modo di scrivere canzoni, ma qualcosa è cambiato e anche la voce viene usata, a volte, in maniera differente, più teatrale.

Passiamo ora al disco.

Titolo dell'album "Tra fiamma e candela".

Bella copertina di Luciano Ferro, con foto, sul retro del libretto, presa a Spaziomusica con Daniela Bonanni che porge una torta con candelina a Lorenzo. In altro a destra una dedica a Bruno Morani.

I musicisti che compaiono nelle note di produzione sono, oltre a quelli citati, Giorgio Cordini, Mauro Pagani, Max Gabanizza, Joe Damiani, Beppe Caruso.

Inusitata la presenza di Fernanda Pivano che legge un estratto di Melville tratto dal finale di Moby Dick (una delle manie di Riccardi. Non a caso uno dei suoi primi brani si intitolava Ismaele).

Tutti i brani sono ben incisi ed interpretati. Ci sono canzoni tipicamente Riccardiane, come Il Diavolo nella Bottiglia, Successo Quotidiano, L'Angelo della Palude, ma con arrangiamenti che hanno un sapore nuovo dovuto forse anche all'introduzione dell'elettronica.

Ci sono piccoli gioiellini come Pettirosso o il breve cameo di Candela, ma anche canzoni ironiche come In Mezzo al Mar (che potrebbe sottotilolarsi Dedicata a Silvio)) o una stralunata versione di Cielito Lindo.

Ho lasciato per ultime le due canzomi migliori dell'album: la splendida Senza Parole e l'intrigante Controvento, forse il brano più innovativo dell'album.

Quindi, complimenti Lorenzo: bell'album.

 
 Informazioni 
 

Furio Sollazzi

Pavia, 14/07/2003 (1224)

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