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Pagina inziale » Musica » Articolo n. 12278 del 25 marzo 2014 (3129) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
Federico e la musica
Federico e la musica

Per ricordare Federico Borromeo, nel 450° anniversario della nascita, il Collegio Borromeo ha organizzato un ciclo di eventi culturali a ingresso libero; in calendario una conferenza-concerto sul tema "Federico e la musica".

Il prof. Marco Bizzarini (Università degli Studi di Padova), autore di un libro sull'argomento edito da Bulzoni, tratteggerà  il pensiero musicale dell'alto prelato milanese: l'erudizione del cardinale, nel rivelare aspetti sorprendenti, aiuta tra l'altro a reinterpretare in modo innovativo la musica composta nella prima metà del Seicento soprattutto nei conventi milanesi, vere eccellenze culturali della città.
Gli esempi musicali che faranno da cornice alla conferenza saranno presentati dall'ensemble Il Demetrio in formazione cameristica (Antonella Gianese, voce; Maurizio Schiavo e Stefania Gerra, violini; Ugo Nastrucci, tiorba e liuto).

Il cardinale Federico Borromeo è tuttora celebre ai nostri giorni grazie alla penna di Alessandro Manzoni che ne ha fatto uno dei personaggi più alti e indimenticabili del suo romanzo storico. Del cugino di san Carlo si ammira anzitutto l’operato nell’ambito delle discipline umanistiche: sua l’idea di istituire la Biblioteca Ambrosiana di Milano, in cui una mole immensa di volumi a stampa e di manoscritti confluì da ogni regione d’Europa e del Medio Oriente. L’interesse del cardinal Federigo nei confronti delle lingue orientali lascia tuttora ammirati per la lungimiranza del progetto culturale. Assai nota anche la sua passione per la pittura, non disgiunta da una finezza di giudizio che portò il cardinale a riconoscere immediatamente le straordinarie qualità dei dipinti del Caravaggio, tra cui la celebre Canestra di frutta, tuttora esposta alla Pinacoteca Ambrosiana.

Ma il mecenatismo del Borromeo ebbe modo di manifestarsi anche in un ambito parallelo non meno interessante: quello della musica.  Gli anni in cui visse (1564-1631) coincidono con uno degli snodi più vivaci e decisivi per la storia musicale europea: è l’età di Claudio Monteverdi, il periodo in cui, fra l’altro, nasce il melodramma e in cui si pongono le basi per la musica strumentale moderna. Lo sterminato epistolario del cardinale Borromeo ha evidenziato la presenza, tra i corrispondenti, di musicisti di primissimo piano, tra cui Giulio Caccini, Luzzasco Luzzaschi e Adriano Banchieri. Dalla corrispondenza del cardinale con alcune claustrali e mistiche del suo tempo,  emergono frequenti accenni al canto femminile accompagnato dal suono del liuto. V’è motivo di credere che lo stesso Federico, almeno in gioventù, nel periodo degli studi a Bologna o nei primi anni romani, sia stato un sonatore di liuto o, quanto meno, abbia avuto modo di frequentare alcuni virtuosi di questo strumento.

 
 Informazioni 
Quando: Mercoledì 26 marzo (ore 21)
Dove: Collegio Borromeo (pavia)

 

Furio Sollazzi

Pavia, 25/03/2014 (12278)

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