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Pagina inziale » Musica » Articolo n. 12377 del 8 maggio 2014 (3223) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
Due americani a Pavia
Due americani a Pavia

Serata speciale quella di stasera, con il ritorno a Pavia del songwriter James Maddock a un anno di distanza dal suo concerto in piazza della Vittoria nell’ambito di “Raccontami Estate”, questa volta in versione acustica accompagnato dal chitarrista Alex Valle (De Gregori, Ron) per presentare il nuovo album “Another Life”.

James Maddock è nato e cresciuto a Leicester in Inghilterra, ma la sua carriera musicale è cominciata e si è sviluppata negli Stati Uniti: nel 2000 è il leader della band Wood con cui realizza l’album Songs from Stamford Hill che gli permette di firmare un contratto con la Columbia Records. Il singolo del disco, Stay You, entra in classifica e viene incluso nella colonna sonora della fortunata serie televisiva Dawson’s Creek. Maddock inizia a suonare dal vivo al fianco di personaggi come Paula Cole, Train e Susan Tedeschi. Si chiude la parentesi con gli Wood e Maddock si rifugia nel Lower East Side lontano dai palchi e senza incidere dischi per diversi anni. Il 2009 è l’anno del grande ritorno per il suo primo album solista dal titolo Sunrise on Avenue C che riceve prestigiosi premi e riconoscimenti come i NY Music Awards. Il talento di James Maddock ha una qualità fuori dal tempo che può dividere solo coi più grandi cantautori.
La sua musica tocca l’anima. Sunrise on Avenue C scala in poco tempo le prime posizioni delle classifiche radiofoniche e conquista i favori del pubblico e della critica. Durante un concerto avviene l’incontro con David Immergluck, chitarrista della rock band di fama mondiale Counting Crows; Immergluck e Maddock iniziano una  lunga e importante collaborazione così come importante è l’incontro di James con il leader della band irlandese Waterboys, Mike Scott, con il quale inizia a scrivere canzoni a quattro mani, tra cui la splendida Beautiful Now che Maddock include nel suo disco Wake Up and Dream, pubblicato nel 2011. È questo il disco della consacrazione per il rocker di Leicester che si ritaglia un ruolo da protagonista nel panorama del songwriting mondiale. Viene chiamato dalla Light of Day foundation insieme a Willie Nile, Joe D’Urso e Israel Nash Gripka per un tour mondiale con l’obiettivo di raccogliere fondi per la lotta e la ricerca contro il morbo di Parkinson. Padrino d’eccezione della Light of Day Foundation è Bruce Springsteen che proprio in quel contesto si è esibito insieme a James Maddock sul palco del Paramount Theatre di Asbury Park nel concerto conclusivo di questa maratona di solidarietà.

A soli quattro giorni di distanza, domenica 11, c’è il ritorno in Italia del rocker di Chicago Michael McDermott che, accompagnato al violino dalla moglie (a sua volta cantautrice) Heather Horton, presenterà il nuovo album “West Side Stories”. “West Side Stories” non è soltanto il nuovo disco ma è a tutti gli effetti il progetto di una nuova band di Michael, “The Westies”, intrapreso per conferire alle sue canzoni vecchie e nuove un’anima più folk in grado di valorizzare la profondità delle composizioni di McDermott e il virtuoso stile di Heather Horton.

Si può dire che la vita artistica di Michael McDermott si divida in due parti: la prima contraddistinta dalla spensieratezza da ventenne in grande ascesa il cui sogno di firmare un contratto per una grande casa discografica si realizza, a cui segue un clamoroso successo che però lo getterà in una spirale personale apparentemente senza uscita. La seconda è quella della risalita, segnata dall’incontro con la donna che diventerà sua moglie, da una ritrovata consapevolezza e di conseguenza da quella maturità artistica che lo ripropone oggi come uno dei più profondi e credibili autori in circolazione. Per McDermott tutto comincia nel 1991 quando il disco oltre d'esordio "620 W Surf" lo consacra come "the next big thing", tanto da scalare le classifiche americane e ritrovarsi a tu per tu con tutti i più grandi della musica. Seguono album straordinari come “Gethsemane” ma il successo commerciale non viene confermato e per Michael inizia un periodo travagliato dal quale sembra non riuscire più ad uscire.
La sua parabola personale è lo spunto per la trama del film “Rounders” (“Il Giocatore”, in Italia) con Matt Damon ed Edward Norton: è infatti ispirato a lui il personaggio del protagonista interpretato da Damon che infatti si chiama Mike McDermott, mentre quello interpretato da Norton si chiama Murphy (il vero cognome di Michael).  Tuttavia McDermott continua a macinare dischi e concerti, tra cadute e risalite e album come “Ashes” e “Last chance lounge” raccolgono brani meravigliosi che ancora oggi riempiono le scalette dei suoi concerti. Il momento di svolta arriva con il tour che segue l’uscita dell’album “Noise from words” e con l’incontro con Heather Horton che sposerà poi proprio in Italia, a Ferrara. Con il cuore al folk del Village e l'anima al rock'n'soul che attraversa tre decadi di grande musica, McDermott ha nel tempo assestato altri ottimi capitoli discografici e ha lentamente trovato una propria dimensione artistica, lontana dai clamori degli esordi ma più consona alla sua odierna natura di maturo storyteller. A confermarlo i più recenti album, “Hey La Hey” e “Hit me back” che hanno rilanciato McDermott anche nel nostro Paese con tour sempre seguitissimi.

Difficile scegliere: forse bisognerebbe ascoltare tutti e due i concerti.

 
 
 Informazioni 
Dove: Bar Trapani, via Montemaino 62, Pavia (quartiere Mirabello)  

James Maddock
Quando: giovedì 8 Maggio, ore 21:00

Michael McDermott
Quando: domenica 11 Maggio, ore 19:00
 

Furio Sollazzi

Pavia, 08/05/2014 (12377)

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