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Pagina inziale » Cultura » Articolo n. 12483 del 17 giugno 2014 (3281) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
Uno:Uno. A tu per tu con l’opera. Ritratto d'uomo
Uno:Uno. A tu per tu con l’opera. Ritratto d'uomo

Un’opera d’arte al mese, per un anno ricco di cultura. L’appuntamento con Uno:Uno. A tu per tu con l’opera, l’iniziativa organizzata dai Musei Civici del Castello Visconteo, Settore Cultura del Comune di Pavia, in collaborazione con l’Associazione Amici dei Musei Pavesi, tona domenica con Antonello da Messina e Ritratto d’uomo.

Il prezioso olio su tavola di Antonello da Messina sarà esposto fino al 25 luglio 2014 in una sala pensata appositamente per ospitare un capolavoro alla volta, in modo da privilegiare il contatto diretto con l'opera e una fruizione "slow".  Un video focus e alcuni documenti scelti accompagneranno l'esposizione e consentiranno di approfondire la storia del dipinto, l'iconografia e la sua collocazione della produzione dell'artista.

Antonello da Messina è stato uno dei massimi artisti del Quattrocento italiano, cui va il merito di aver compiuto una autonoma rielaborazione delle innovazioni dell'arte fiamminga.  Pochi dettagli rimangono delle sue vicende biografiche (morì nel 1479, a quarantanove anni), ma si sa che iniziò il proprio percorso artistico presso la bottega di Colantonio nel vivace clima culturale della corte aragonese di Napoli, dove ebbe occasione di ammirare opere catalane e provenzali, oltre che capolavori nordici.
L'inconfondibile cifra stilistica dell'artista si traduce in ritratti straordinari che modulano caratteristiche tipicamente fiamminghe - come la posa di tre quarti, il diaframma del parapetto, il fondo scuro - con una resa del dato psicologico inedita e rivoluzionaria per acutezza di penetrazione.

Il "Ritratto d'uomo" proviene dalla collezione del marchese Malaspina, che lo aveva acquistato presso una famiglia patrizia veronese ritenendolo un autoritratto dell’artista.
Nel catalogo manoscritto delle sue raccolte d’arte, il marchese annota infatti che “il quadro di cui si tratta è un ritratto che credesi il suo, fatto da se medesimo, ove trovasi il di lui nome fuso nel dipinto assai ben eseguito e che mostra d’esser assomigliantissimo”.

Dal 1837 collocata nello Stabilimento di Belle Arti Malaspina, la piccola tavola fu trafugata nella notte tra il 10 e l’11 maggio 1970 e recuperata solo nell’agosto del 1977. La pellicola pittorica ha purtroppo risentito di queste travagliate vicende, così come il supporto originale, una tavoletta di legno di noce spessa solo 5 millimetri. Per questo motivo, l'opera è esposta all'interno di un climabox, che consente un migliore controllo dei parametri di umidità e temperatura importanti per una corretta conservazione.

Quanto alla datazione, fino ai primi anni cinquanta del Novecento il ritratto era ricondotto a un momento attorno al 1473, mentre gli studi recenti tendono generalmente a collocare l’opera in uno stretto giro d’anni tra il 1465 e il 1470, prima del soggiorno veneziano del maestro, dal momento che molti elementi stilistici e tecnici sembrano richiamare le esperienze formative del giovane siciliano, in particolare l’implacabile definizione della forma e l'attenzione per il dettaglio.   
Inoltre alcuni particolari dell’abbigliamento, come la giubba rossa che si ingrandisce finendo a punta dietro le spalle e il copricapo a tronco di cono, ricordano lo stile fiammingo in uso negli anni Sessanta del Quattrocento (si veda quello di Dirck Bouts nel ritratto di Jan van Winckele di Londra, datato 1462). Anche l'acconciatura, con una frangia un po' rada sulla fronte, corrisponde alla moda esibita anche da Philippe de Croy, ritratto da Rogier van der Weyden (Anversa).

Il ritratto, caratterizzato dalla particolare intensità dello sguardo e dalla sottile ironia che è sempre sottesa alla produzione di Antonello, è concepito secondo una complessa costruzione spaziale, che mostra il personaggio di tre quarti, con la testa lievemente ruotata rispetto alle spalle per attivare un dialogo enigmatico con lo spettatore.

 
 Informazioni 
Quando: dal 22 giugno al 25 luglio
Dove: Musei Civici, Pavia
Le visite e l’ingresso ai musei sono gratuiti e senza prenotazione.
Si terranno alle ore 16.30; ritrovo presso la biglietteria dei Musei civici 

 
 
Pavia, 17/06/2014 (12483)




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