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Pagina inziale » Musica » Articolo n. 1258 del 30 luglio 2003 (1665) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
The Who - Live at Royal A. Hall
The Who - Live at Royal A. Hall

E' uscito da poco un triplo CD degli Who registrato dal vivo. Parlare degli Who in questi ultimi tempi, dopo l'inaspettata scomparsa, lo scorso 27 giugno, del leggendario bassista John Alec Entwistle, trovato morto in una camera d'albergo di Las Vegas per un infarto conseguente ad un'overdose di cocaina, proprio alla vigilia del nuovo Tour americano e l'incriminazione del chitarrista Pete Towshend con infamanti accuse di pedofilia, può apparire imbarazzante. Invece è doveroso ricordare una delle più grandi rock band della storia per quello che ha dato alla musica e ad intere generazioni di musicisti.

Il primo album - Who my generation

Gli Who sono una delle formazioni più inossidabili che il rock britannico abbia conosciuto. Il quartetto che si fa chiamare inizialmente The Who e poi su indicazione del manager Pete Meaden, The High Numbers. Con questo nome pubblicano, nel 1964, il 45 giri ''I'm The Face'' . L'anno seguente è decisivo: i quattro si ribattezzano The Who e vengono scoperti da Kit Lambert e Chris Stamp e, grazie ai singoli ''I Can't Explain'' e ''Anyway, Anyhow, Anywhere'' (aprile 1965) assaporano i primi successi, ma è l'inno epocale ''My Generation'' (novembre 1965) a lanciare il quartetto. L'esordio a 33 giri The Who Sings My Generation (1965) è adottato dai giovani mod inglesi come bibbia di vita giovanile, anche grazie a un live act fulminante e di impareggiabile energia che sconvolge la scena rock a causa delle chitarre che Townshend distrugge colpendo l'amplificazione e alle pirotecniche devastazioni operate da Keith Moon sulla sua batteria.

Mi ricordo quando li ho visti al Palalido a Milano: ero in prima fila e per due giorni buoni ho avuto un notevole calo di udito dovuto ai tremendi volumi che usavano.

Tommy (1969), è la prima opera rock che riesce a individuare un ruolo nuovo per gli autori di musica giovanile. Il successo del doppio LP riporta The Who al centro dell'attenzione grazie ad una serie di indimenticabili brani (''I'm Free'', '', ''The Acid Queen'', ''Tommy Can You Hear Me?''). L'apparizione al festival di Woodstock nell'agosto del 1969 conferma The Who come un gruppo rock di rara potenza e raffinatezza, ma anche portatore di un'immagine ribelle e coerente. Il tour che segue cattura al meglio questo spirito, come testimonia il ruvido disco dal vivo Live At Leeds (1970), un'opera di rara forza dove gli Who riescono a esprimere tutta la propria grinta e abilità.

Quadrophenia (1973) è il doppio album che ancora una volta cattura lo spirito di una porzione dell'universo giovanile: ''The Real Me'', ''I'm One'', ''Is It In My Head'', ''I've Had Enough'', ''5:15'' e ''Love Reign O'er Me'' catturano con impeto l'ultimo grande momento creativo degli Who.

Ma tra Townshend e Roger Daltrey (la voce del gruppo) iniziano a evidenziarsi dissapori legati alla leadership del complesso e poi Keith Moon, il 7 settembre 1978, muore a causa di un'overdose di sedativi. È l'inevitabile conclusione di una vita sfrenata e senza limiti.

E' l'inizio di una fase di album negativi, di tentativi solistici non sempre a buon fine, di qualche lavoro azzeccato (pochi).

Entwistle & Gallagher

Nel 1993 Tommy diviene anche un musical a Broadway, ma Townshend cambia drasticamente il messaggio in maniera revisionista. John Entwistle muore nel giugno 2002.

Dopo 4 mesi di indagini e di analisi approfondite sugli 8 PC sequestrati, la Polizia britannica scagiona Pete. Il chitarrista ha ammesso di aver navigato per siti pedofili, ma sono stati chiariti i motivi di ricerca, proprio come lo stesso Pete aveva spiegato a inchiesta iniziata. Si spera possa quindi chiudersi una volta per sempre questa spiacevolissima vicenda.

Tutto sembra ricompattarsi e così questo nuovo album segna un ritorno sulle scene dei vecchi leoni.

Il concerto risale al 2000; si tratta di un evento di beneficienza per la raccolta di fondi da devolvere alla ricerca per la lotta contro il cancro. I nostri sono dunque affiancati da una serie di artisti illustri come il violinista Nigel Kennedy su una trascinante versione di Baba O' Riley e Bryan Adams in Behind Blue Eyes... e poi Eddie Vedder, Noel Gallagher e Paul Weller.

Storico salto di Towshend

Registrato splendidamente e ottimamente suonato, il doppio CD diventa triplo nell'edizione speciale che vede un CD aggiuntivo contenente 4 brani registrati sempre alla Royal Albert Hall nel Febbraio del 2002, poco più di tre mesi prima della scomparsa del bassista Entwistle.

Con i tre Who, sul palco a fare ''banda fissa'', Zac Starkey (il figlio di Ringo Starr) alla batteria e John Rabbit Bundrick alle tastiere.

Insomma, uno di quei dischi che bisogna avere per forza.

 
 Informazioni 
 

Furio Sollazzi

Pavia, 30/07/2003 (1258)

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