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Pagina inziale » Musica » Articolo n. 12651 del 30 settembre 2014 (2283) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
Metamorfosi '300
Metamorfosi '300

Dopo la “divagazione” jazzistica del mese di settembre, Pavia Barocca torna con il cartellone di musica antica e appunto barocca. In scena, Michele Pasotti con la sua Fonte Musica (Alena Dantcheva soprano, Francesca Cassinari soprano, Gianluca Ferrarini tenore, Efix Puleo viella da braccio, Teodoro Baù viella da gamba, Federica Bianchi clavisimbalum, Núria Sala Grau danza, Michele Pasotti liuto e direzione).

«La cultura del Trecento italiano e francese vive una rinascita dell’antichità che si è soliti associare all’Umanesimo quattrocentesco. Metamorfosi ‘300 è una ricerca sonora sul mito nel tardo medioevo.
Gli antichi miti della classicità, tramandati soprattutto attraverso le Metamorfosi di Ovidio e le sue traduzioni e attualizzazioni medievali ritornano in alcuni brani appartenenti al repertorio dell’Ars Nova. Ma il mito non torna senza metamorfosi: da manifestazione della verità di un mondo politeistico, si tramuta di volta in volta in favola morale, exemplum che insegna accordandosi con il sistema di vizi e virtù della morale cristiana, oppure in storia d'amore, archetipo delle pene, della bellezza, dell'impossibilità dell'amor cortese. Soprattutto questa seconda traduzione della metamorfosi come effetto della forza d'amore è la novità dei maestri italiani. Nei loro testi il mito perde la sua funzione morale per servire la corte d'amore e si odono cantare l’errore dell'amore di Narciso per sé solo, l’amore di Febo per Dafne, la brama di Atteone e la bellezza inattingibile di Diana, il ratto di Proserpina, l'amore di Arianna per Teseo, Marsia, Filomena, Anfione, Medusa tutti in coro e infine (all'inizio) il canto corruttore della bella Yguana, la maga-sirena simbolo della seduzione metamorfica delle apparenze e dell’incanto ipnotico della musica.

Queste cose non avvennero mai, ma sono sempre” scriveva Salustio a proposito della materia mitologica. E infatti, a partire dal ‘300, la musica occidentale si è sempre nutrita alla fonte del mito. Quando i compositori non hanno attinto alla grande favola sacra cristiana, quando la storia da mettere in musica era “profana”, il ritorno al mito come grande e insuperato repertorio di storie esemplari, di archetipi narrativi in cui tutti si possono sempre riconoscere è stato costante. Un ritorno all'antico che nasce nel Trecento e caratterizza la lunga gestazione e le prime prove del genere più importante del repertorio profano: l'opera.

Per evidenziare, portare a visione il racconto del mito che spesso è solo accennato e dato per noto nelle composizioni trecentesche, abbiamo proposto a una danzatrice esperta in danze narrative (quella indiana per eccellenza) di raccontare con i gesti e con il corpo quello che la musica sottintende. Ne è nata l'idea di un concerto danzato in cui i miti prendono forma davanti a noi, quasi come se la danza fosse il nostro ricordo delle antiche storie a cui la musica fa riferimento».

Così Michele Pasotti presenta l’appuntamento di venerdì sera al Collegio Ghislieri: un concerto danzato sulle trasformazioni del mito nell’Ars Nova.

 
 
 Informazioni 
Dove: Aula Magna del Collegio Ghislieri, piazza Ghislieri 5 - Pavia
Quando: venerdì 3 ottobre 2014, ore 21.00
Ingresso: biglietti da euro 6.00 a euro 18.00
Per informazioni: Ghislierimusica, tel.: 0382/3786266, e-mail: info@ghislierimusica.org

 
 
Pavia, 30/09/2014 (12651)




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