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Pagina inziale » Cultura » Articolo n. 13032 del 9 aprile 2015 (3001) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
Lasciate che i bambini vengano a Me
Lasciate che i bambini vengano a Me

Perché sforzarsi di essere “distaccati” o super partes quando, invece, potrei spendere una buona parola (per quel che vale la mia) per una bellissima persona?
Me lo sono chiesta prima di iniziare a scrivere questo articolo, che per me, sinceramente, non è l’ennesima segnalazione di un appuntamento in provincia, ma l’annuncio di un’iniziativa importate, per chi la realizza e per chi vi partecipa, che quest’anno giunge alla 10^ edizione.

Ho conosciuto il pavese Siro Marco Forlani quasi un decennio anni fa, quando un giorno, con l’umiltà di cui solo un grande uomo può essere capace, entrò nella nostra redazione chiedendo se ci poteva interessare una mostra che stava organizzando…
Mi raccontò la sua storia, della sua passione per la biciletta, per la fotografia e di come i viaggi fatti su due ruote, macinando chilometri attraverso Paesi dove a scandire la quotidianità sono fame e povertà, avessero dato origine all’idea di una mostra fotografica a scopo benefico.

L’idea era semplice e, come testimoniato dal successo delle varie edizioni, anche efficace: una carrellata di immagini, accompagnate da osservazioni personali tanto “sentite” da sembrare poesie, per raccogliere fondi da donare alle opere delle Suore Domenicane del Santo Rosario.

«Cercavo un titolo – racconta Forlani –, anzi cercavo un tema da trattare per celebrare il decimo anno di questo progetto iniziato nel 2006, c’è voluto poco… Lasciate che i bambini vengano a MeQuesto titolo l’avevo dentro, tante volte ho chiuso il Vangelo su queste Parole, così mi è bastato seguire il cuore per sentirmi addosso gli sguardi di tutti quei bambini che ho conosciuto in tanti viaggi. Non conosco i loro nomi ma ricordo i loro occhi, occhi color carbone, occhi che vanno dritti a toccarti l’Anima, sguardi così profondi da farti sentire a disagio, contatti senza parole, sentimenti che si incontrano.

A Loro dedico questa mostra di fotografie, soprattutto la dedico
ai 70 milioni di bambini nel mondo che non possono accedere all’istruzione,
ai 250.000 bambini soldato costretti ad uccidere e a farsi portatori di morte,
ai bambini oggetto di sfruttamento e abusi di qualunque genere (sono 168 milioni i bambini lavoratori nel mondo),
ai 5 milioni di bambini che ogni anno muoiono per denutrizione e cause conseguenti,
ai bambini che muoiono per mancanza di medicine adeguate per curare le più banali malattie
al milione e mezzo di bambini uccisi nei lager nazisti, i loro nomi risuonano perennemente nel Memoriale dell’Olocausto (Yad Vashem) di Gerusalemme,
a Anna, la più piccola uccisa nell’eccidio di Sant’Anna di Stazzema,
la dedico anche a Malala Yousafzay, 17 anni pachistana, che, tre anni fa, fu gravemente ferita dai talebani per la sua lotta a favore dell’istruzione femminile.
A Malala è stato conferito il Premio Nobel per la pace.
».

Non credo serva aggiungere altro, se non l’accorato invito a partire per un emozionante viaggio per immagini in Kenya, Tanzania, Uganda, Tibet, … tra visi sorridenti e occhioni lucidi, manine tese e abitini sporchi e logori, capanne e abitazioni fatiscenti, uomini fieri e giovanissime mamme al lavoro per cercare di assicurare un pasto alla propria famiglia…

La mostra, aperta a pubblico e scolaresche, sarà visitabile a San Lanfranco, fino alla prossima domenica. 

 
 Informazioni 
Dove: Sala Grande della Basilica di S. Lanfranco, via San Lanfranco, 4 - Pavia
Quando: da sabato 11 aprile (inaugurazione alle 15.30) a domenica 19 aprile 2015, nei seguenti orari: lun. - ven.: 15.00 alle 19.00; sab. e dom.: 10.00-13.00 / 15.00-19.00.
Ingresso: libero (sono gradite offerte)
Per informazioni: visite fuori orario, anche da parte di gruppi e scolaresche, sono possibili telefonando allo 0382/423429

 

Sara Pezzati

Pavia, 09/04/2015 (13032)

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