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Pagina inziale » Turismo » Articolo n. 14058 del 23 giugno 2016 (2956) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
Un sabato alla corte dei Malaspina
Un sabato alla corte dei Malaspina

Una giornata in Oltrepò per visitare due località dalla storia millenaria, legata indissolubilmente alla nobile famiglia dei Malaspina, immergendosi nella tradizione culturale e gastronomica di queste alte terre pavesi.

Una visita guidata al castello di Oramala, con guida storica, intratterrà i partecipanti dalle 10.30 alle 11.15, poi, dalla sommità della torre del castello, la guida AVM illustrerà le principali caratteristiche geografiche e naturalistiche del territorio.
A fine visita, si ridiscende a Varzi per il pranzo nella cantina storica della rinomata Bottega del Pastaio (Antipasto di salumi tipici locali (salame di Varzi, coppa, pancetta) - Torta di riso - Ravioli di brasato - Assaggio di formaggi locali - Torta di mandorle - Acqua e vino inclusi).
Al termine del pranzo la guida AVM accompagnerà il gruppo per le vie e i portici del borgo antico per immergersi nella sua millenaria e affascinante storia.

Di origine longobarda, il casato malaspiniano discendeva dal ceppo obertengo dei marchesi di Toscana, che resse, a cominciare dal XIII-XIV secolo, i molti feudi della Lunigiana e, dal XIV secolo, il marchesato di Massa e signoria di Carrara, poi principato di Massa e marchesato di Carrara. Il motto malaspiniano fu: “Sum mala spina malis, sum bona spina bonis” (Sono una spina pungente per i cattivi, e una spina che non punge per i buoni).

I Malaspina di Varzi discesero da Azzolino, nipote di Obizzino e figlio di Isnardo, che morì prima della divisione del 1275; Azzolino ebbe in comune con il fratello Gabriele un terzo delle signorie del nonno Obizzino, parte in Lunigiana e parte in Lombardia, e successivamente, in accordo col fratello, tenne per sé i soli feudi lombardi, localizzati in valle Staffora attorno a Varzi. Il marchesato di Varzi fu diviso tra i tre figli di Azzolino: la linea di Isnardo, che possedeva Menconico, si estinse nel XV secolo, le altre due invece sopravvissero:
Malaspina di Fabbrica, da Fabbrica Curone in una valle adiacente alla valle Staffora, discendevano da Obizzo figlio di Azzolino. Si estinsero alla fine del XIX secolo dopo che erano divenuti Sforza-Malaspina.
Malaspina di Varzi (linea primogenita), si estinse nel XIX secolo dopo essersi molto ramificata e aver perso gradualmente il controllo del marchesato. Forse ne esistono ancora discendenti tra i molti Malaspina della valle Staffora, di cui si ignora la genealogia, provenienti da rami decaduti. Da essi derivarono dei rami che acquisirono una propria identità…

Il castello di Oramala è un fortilizio situato nel comune di Val di Nizza in provincia di Pavia. È posto su uno sperone roccioso a 758 m s.l.m. affacciato sulla valle Staffora. Venne costruito nel X secolo dalla famiglia Malaspina, nel 1029 possesso del ramo Obertengo. Dopo un passaggio, nel 1157, nelle mani dei marchesi D'Este e nel 1161 del vescovo di Tortona, ritorna, nel 1164, grazie a Federico Barbarossa ad Obizzo I.
Verso la fine del XII secolo, con le fortune dei Malaspina, vede il momento di maggior splendore, diviene centro di diffusione culturale ospitando trovatori provenzali.
Nel 1474 la rocca viene fortificata da Manfredi Malaspina, per adeguarla alle nuove esigenze difensive dovute all'entrata in uso dell'artiglieria. Fuori dai flussi della storia il fortilizio rimane alla famiglia Malaspina sino alla fine del XVIII secolo, quando i marchesi di Oramala, trasferendosi a valle, ne decretano il declino; abbandonato, cominciò ad andare in rovina. Nel 1985 gli attuali proprietari, i fratelli Panigazzi, iniziano la ristrutturazione e il ripristino delle parti crollate, che è tuttora in corso. Nel 2005 viene aperto al pubblico il Museo dell'arte contadina e degli attrezzi del ferro. Attualmente il castello è sede dell'Associazione Culturale Spino Fiorito ed è circondato dal Parco Letterario “Dante e i Trovatori nelle terre dei Malaspina”.

Di probabile origine ligure (il nome contiene la radice var che -cfr. i fiumi Var e Vara - dovrebbe significare fiume), Varzi è noto dal 993, quando era possesso dell'abbazia di San Colombano di Bobbio; in quell'epoca non era che una dipendenza della curtis di Ranzi, attualmente una piccola località nel territorio comunale. Presso Varzi sorgeva l'antica pieve di San Germano, della diocesi di Tortona, da cui dipendevano molti paesi della valle. Come il resto della vallata, cadde sotto il potere dei Malaspina, che ne ebbero regolare investitura nel 1164. Il diploma imperiale non cita ancora Varzi, ma i castelli circostanti. Probabilmente il paese cominciava a svilupparsi grazie ai traffici dei mercanti che, percorrendo la via del sale, dalla pianura risalivano la valle per raggiungere la costa ligure scavalcando l’Appennino.
La fortuna di Varzi iniziò nel XIII secolo: le successive divisioni ereditarie tra i Malaspina determinarono nel 1221 la separazione tra i Malaspina dello Spino Secco (in Val Trebbia) e dello Spino Fiorito (in Valle Staffora); questi ultimi si divisero nel 1275 tra altre tre linee; il marchese Azzolino, capostipite della linea di Varzi, vi prese dimora, vi fece costruire il castello e fortificò il borgo, facendone il capoluogo di una vasta signoria. Essa comprendeva, oltre che gran parte del comune di Varzi attuale (tranne le frazioni Cella, Nivione e Sagliano che appartenevano al marchesato di Godiasco), il comune di Menconico e parte di quelli di Santa Margherita di Staffora e di Fabbrica Curone. Nel 1320 i Malaspina diedero a Varzi gli Statuti, compilati dal giurisperito cremonese Alberto dal Pozzo. La progressiva rovina dei Malaspina comunque non diminuì la prosperità di Varzi, che rimase il centro dei commerci della valle e uno dei maggiori centri dell’Oltrepò.

 
 Informazioni 
Dove: Varzi - parcheggio nella piazza del mercato
Quando: sabato 2 luglio 2016
Orario: ritrovo ore 9.40, partenza ore 9.50 per il Castello di Oramala (dopo aver riempito le auto disponibili)
Note: La partecipazione prevede un contributo di 23 €, per bimbi sotto i 10 anni un contributo di 20 €.
La quota di partecipazione prevede il servizio di Guida storica e l’ingresso al Castello di Oramala; il pranzo nella cantina storica di Varzi; il servizio di guida di AVM. 
Non sono comprese nella quota: spese di viaggio e ogni altra spesa personale.
Si raggiunge la località di ritrovo con la propria auto, poi si riempiono le auto disponibili e si copre la distanza fra Varzi e il Castello di Oramala.
È obbligatorio iscriversi entro il 28 giugno via mail a info@viadelmare.pv.it o telefonando al 388.1274264, fornendo nome e cognome dei partecipanti e un n. di cellulare.
È necessario versare la quota di 23 € anticipatamente entro il 28 Giugno 2016, tramite bonifico (le indicazioni per il pagamento verranno fornite agli iscritti).

 
 
Pavia, 23/06/2016 (14058)

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