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Pagina inziale » Musica » Articolo n. 1428 del 27 ottobre 2003 (3814) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
Roberto Aglieri - Fabularium
Roberto Aglieri - Fabularium

Roberto Aglieri è flautista, compositore e musicoterapeuta; in questa veste collabora con il Centro AfaR (Associazione Fatebenefratelli per la Ricerca) di San Colombano.

Aglieri, dopo avere conseguito il diploma di flauto presso il Conservatorio di Parma, inizia un percorso di ricerca indirizzato verso la sperimentazione, il jazz, l'etnomusicologia, l'informatica applicata alla musica e la musica elettronica. Studia improvvisazione jazz con Giorgio Gaslini e John Surman, musica araba con Salah EI Mahadi presso la Scuola di Musica Comparata di Venezia, musicoterapia con Gertrud Orft.

Nel 1987 incide Ragapadani (il suo primo disco come compositore) e continua l'attività di solista collaborando con Markus Stockausen, Anouar Brahem, Beniat Achary, Carlos Zingaro, Mauro Pagani, Guido Mazzon, Tony Rusconi, Umberto Petrin, Jean Marc Montera.

Nel 1995 fonda la 'Living Orchestra'' che raggiunge un assetto stabile nel 1997 con il nome di ''Diatonic Orchestra''.

Insieme a questo gruppo Aglieri realizza il disco ''Amina'' (2002).

In tempi ''non sospetti'' Aglieri è stato uno dei primi a sperimentare commistioni musicali trasversali ai vari generi musicali, ad usare l'elettronica, ad esplorare la musica etnica e ad assorbirne gli stimoli e le suggestioni. La sua è sempre stata una musica basata più sulle atmosfere e sulle sensazioni che sui virtuosismi, anticipando quelle che poi vennero chiamate ''World Music'' e ''New Age'' e che lui non ha mai riconosciuto come categorie di appartenenza.

Se Amina era l'espressione discografica del comune modo di sentire musica che guida la Diatonic Orchestra (che ormai abbiamo più volte avuto modo di ascoltare e apprezzare in vari spettacoli Live), questo Fabularium è il riflesso di alcune sfaccettature più personali di Aglieri.

Se da un lato è più vicino ad un disco come Ragapadani, dall'altro se ne discosta per la non omogeneità (nel primo presente per la sua peculiarità di progetto unico).

Fabularium è infatti una sorta di ''Antologia Personale'' di Roberto Aglieri essendo composto da una Suite e da tre lavori scritti per il teatro.

Anche qui la differenza con i lavori precedenti è evidente: queste composizioni nascono come una sorta di colonna sonora per installazioni artistiche, performances teatrali o balletti.

Roberto Aglieri

Quella di Fabularium non è una musica facile, né per tutti; è quella che, un tempo, si sarebbe definita ''musica colta''. È musica classica contemporanea, per il modo compositivo e l'uso impressionistico delle atmosfere e l'utilizzo di Lieder cantati in lingua tedesca; ma è anche jazz se si considera l'ampio spazio dato ai singoli musicisti nell'esprimere le proprie emozioni tra le righe di una partitura ''non stretta''.

Il modo ''trasversale'' (alla musica e ai generi) che Roberto ha di affrontare una composizione ci è rivelato anche dai nomi dei musicisti che l'affiancano: Guido Mazzon, Umberto Petrin, Martina Galvagni, Tiziano Tononi, Angelino Bosoni, Mauro Orelio, Mauro Pagani, Andrea Sacchi, Avo, Fafo, Vincenzo Rende.

E' un disco che ha bisogno di essere assimilato lentamente, con numerosi ascolti e una predisposizione particolare; ma potreste ritrovarvi ad amarlo profondamente.

 
 Informazioni 
 

Furio Sollazzi

Pavia, 27/10/2003 (1428)

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