Pavia e provincia: Pavese, Oltrepò Pavese, Lomellina, eventi, spettacoli e manifestazioni di Pavia e provincia
venerdì, 14 dicembre 2018 (1033) Qual Buon Vento, navigante! » Entra


 
Articoli della stessa rubrica
» I tempi, i luoghi, gli uomini della Battaglia di Pavia
» I Re Magi
» Appuntamento in museo
» Tra il 224 e il 220 a.C. - I parte
» Tra il 224 e il 220 a.C - III parte
» Tra il 224 e il 220 a.C. - II parte
» Arriva Gesù
» Una curiosa leggenda
» Tra il 550 e il 225 a.C. - III parte
» Quella Madonna che viene da lontano...
» Il Santo del prosciutto - II parte
» Il Santo del prosciutto
» Tra il 550 e il 225 a.C. - II parte
» Tra il 550 e il 225 a.C. - I parte
» Tra l'800 e il 500 a.C.
» San Siro
» La greenway del saladino
» Natale 1808: aspettando Ugo Foscolo
» I Longobardi e la presa di Pavia
» Il santo delle saette

Vedi archivio

 
Altri articoli attinenti
» Nuova sezione permanente: la 'Sala del collezionista. Grafica e arti minori'
» A tu per tu con l'opera Kids
» Inaugurazione APP museale
» Mercatino di Natale e visita guidata del centro storico Bagnaria
» Crossroads of Europe
» Visite in festa - Verso Santa Maria delle Grazie
» Torre d’Isola in festa…aspettando il Natale
» Uno:Uno. A tu per tu con Maria Cozzi
» Sabato al museo
» 1918-2018 Pavia e la Grande Guerra- Nuova sezione
» A tutto museo - donazione Morone
» I mille sapori di una passeggiata con l'autore
» Nel 1940 con Luigi Cantù
» L'ultimo canto
» Il Duomo e le tre Piazze
 
Pagina inziale » Turismo » Articolo n. 1432 del 28 ottobre 2003 (6958) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
Tra il 220 e il 218 a.C.
Statua di Annibale La battaglia del Ticino

Mentre Ticinum diventava Colonia, i Cartaginesi invadevano la Spagna, non solo ma, Annibale, succeduto nel comando ad Asdrubale, espugnava la città di Sagunto, alleata dei Romani e posta sul confine del fiume Ebro che era stato concordato nella pace seguita alla prima guerra punica.
Le conseguenze di questa situazione si fecero sentire anche nella Provincia Cisalpina: i Romani avevano creato basi di rifornimento detti "Empori" a Ticinum, ma anche a Clastidium (Casteggio), Placentia (Piacenza) ed a Viginti Columnae (Viccolonne Piccolomini) a pochi chilometri dal castrum di Vigevano (Viginti milia). Quest'ultimo, che aveva preso il nome dalla pietra miliare (columna) che ne segnava la distanza da Mediolanum, era un "Emporio fortificato": una vera e propria fortezza posta a guardia del territorio dell'Insubria e centro commerciale con i Levi e Taurini.

Annibale intanto marciava, seguendo forse le orme di Belloveso, verso l'Italia. Inteso il pericolo, Roma gli inviò incontro Publio Cornelio Scipione il quale, dopo aver tentato invano di fermare i Cartaginesi al Rodano, veleggiò fino a Pisa, da dove mandò ai Pretori Manlio ed Attilio l'ordine di raccogliere al più presto presso Piacenza quanti più soldati potevano, dai presidi dislocati in quelle terre, per poter marciare contro Annibale che stava per passare le Alpi.

Le tribù galliche della Cisalpina pensarono fosse giunto per loro il momento per riacquistare la libertà perduta... Annibale superò le Alpi ed entrò nella Taurinia: gli Insubri inviarono ad Annibale messi che lo salutavano liberatore ma i Taurini, credendo di cadere ancora sotto il controllo insubre, per loro insopportabile, opposero resistenza ai Cartaginesi.

Annibale li affrontò e li sterminò, poi puntò verso Mediolanum che, non appena ricevuto l'annuncio del suo avvicinarsi, dichiarò la sua adesione ai Cartaginesi e scacciò il Propretore romano. Insubri e Boi si gettarono sulle Colonie romane di Placentia e di Cremona arrivando perfino ad assediare Modena e a mettere in pericolo la guarnigione numerosa del Pretore Lucio Manlio. All'avvicinarsi di Scipione col suo esercito si ritirarono ed egli poté riprendere il caposaldo di Placentia.

A Ticinum le notizie arrivavano ad ondate: Scipione era comunque il più vicino ed aveva con sé a Placentia un forte esercito formato da soldati romani e mercenari gallici. Avanzava verso la città dalla strada di Lodi (Lodi non c'era ancora ma vi era la traccia di una via di comunicazione assai frequentata), e puntava a tagliare la strada ad Annibale, andandogli incontro al di là del Ticino (passando probabilmente anche da Ticinum).
Ticinum si dichiarò fedele a Roma e forse fin da questo momento comincia l'atavica discordia e rivalità tra la popolazione cenomane di Milano e la quella gallico etrusca di Pavia.

I due eserciti si trovarono di fronte in Lomellina, ove Viccolonne era già stata circondata dai Cartaginesi ed assediata ma non ancora assalita. Annibale non sciupò energie in quel momento per espugnare quella valida fortezza: da buon stratega, a contatto col nemico, pensò di affrontarlo subito, ben sapendo che, vinto l'esercito, le fortezze sarebbero automaticamente cadute.
Pose così il suo campo presso Cassolvecchio mentre Scipione poneva il suo a Campus Latus (ove sorge l'attuale Gambolò). Lo scontro avvenne quasi di sorpresa, solo tra le opposte cavallerie inviate in avanscoperta, e Scipione uscì battuto da quello scontro.

Anche i Cartaginesi ebbero però gravi perdite inflitte loro ad opera dei cavalieri romani rimasti appiedati ma pur sempre valorosi, tra cui lo stesso Scipione che rimase ferito e fu tratto in salvo dal figlio diciassettenne che portava lo stesso nome e che in seguito sarà il distruttore di Cartagine e verrà soprannominato "l'Africano".

L'esercito romano, con la cavalleria decimata ed il Console ferito, rimase disorientato e Scipione, prudente, dette l'ordine di ripiegare immediatamente: una parte dell'esercito si ritirò verso il Ticino, guadandolo alla testa di ponte di Castelletto (Visconti) ove il Console aveva già fatto costruire un ponte nel muovere contro Annibale; l'altra invece - il grosso dell'esercito coi Capi - si ritirò verso il Po per raggiungere la base di Placentia ove tutti dovevano convenire ordinatamente.
La ritirata fu tanto veloce e silenziosa, che i Cartaginesi se ne accorsero quando, volendo dar battaglia, non trovarono più il nemico. Il ponte provvisorio sul Po fu pure distrutto per ostacolare Annibale che si era dato subito ad inseguirlo, il che gli permise di guadagnare il tempo necessario per riordinare e rinfrancare l'esercito.

Abbandonata a se stessa, Viccolonne fu assalita e distrutta ed i difensori, circa tremila, passati a fil di spada. Questa inumana strage portò il panico tra i Galli indecisi e tra quei pochi che, come Ticinum, si erano dichiarati, forse controvoglia o per le circostanze, a favore di Roma. Una colonna cartaginese, scarseggiando i viveri per l'esercito, puntò decisamente sull'emporium casteggino, che fungeva da magazzino granario romano... Non ebbero bisogno di combattere: il Prefetto Publio Brundufino (o secondo Tito Livio, Dasio da Brindisi, ufficiale delle truppe federate), glielo consegnò pur di aver salva la vita ed anzi si ebbe un compenso di 400 nummi (pezzi) d'oro.

Vicumviae (Vicomune) e di Bronum (Broni) che invece opposero resistenza, furono occupate e incendiate e gli abitanti che non riuscirono a fuggire, furono trucidati.
Ticinum si svuotò. Il presidio romano aveva lasciato la città e raggiunto Scipione a Placentia. Poi era giunta la notizia che Scipione, al Trebbia, era stato nuovamente battuto da Annibale che aveva operato un'azione di sorpresa operando col fratello Magone, pure abile condottiero. Placentia era caduta.
Allora tutti i Galli della Cisalpina si unirono ad Annibale che ormai pensava di avere la strada aperta fino a Roma: riorganizzato il suo esercito dopo i saccheggi, si mosse seguito dalle tribù cisalpine ma, per quanto si sappia, tra queste non vi erano i Marici o i Ticinesi.

(...continua...)

 
 Informazioni 
Articoli correlati:
Tra l'800 e il 500 a.C.
Tra il 550 e il 225 a.C. - I parte
Tra il 550 e il 225 a.C. - II parte
Tra il 550 e il 225 a.C. - III parte
Tra il 224 e il 220 a.C. - I parte
Tra il 224 e il 220 a.C. - II parte
Tra il 224 e il 220 a.C. - III parte
 

La Redazione
(Tratto da "La storia di Pavia raccontata da Virginio Inzaghi" - Libro I, 1000 a.C.-567 d.C.: periodo celtico romano, gotico e bizantino) di Virginio Inzaghi

Pavia, 28/10/2003 (1432)

RIPRODUZIONE VIETATA
www.miapavia.com è testata giornalistica, il contenuto di queste pagine è protetto dai diritti d'autore.
In caso di citazione o utilizzo, si prega di evidenziare adeguatamente la fonte.



MiaPavia è una testata giornalistica registrata, © 2000- 2018 Buon Vento S.r.l. - P.I. IT01858930181
Tutti i diritti sono riservati - Chi siamo - Contatti - Mining pool