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Pagina inziale » Ambiente » Articolo n. 146 del 4 marzo 2002 (4178) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
Primula veris
Primula veris

Minima, vulgaris, farinosa, latifolia, elatior, auricula, acaulis, hirsuta, glutinosa, reticolata... Hanno forma e colore diversi a seconda della specie e sono fra le "primizie" di primavera: signore e signori... Le primule!

Appartenente alla famiglia delle Primulacee, la Primula veris è tra tutte quella utilizzata in campo officinale.

Originaria dell'Europa e dell'Asia è diffusa nei prati e nei cespuglietti, nelle faggete e nei boschi umidi di latifoglie in genere; non è raro quindi trovarla sulle nostre colline.

La Primula veris è una pianta erbacea perenne il cui fusto, dal portamento eretto, varia tra i 10 e i 30 centimetri.

Le foglie, di forma ovale e aspetto rugoso, hanno margine dentato o ondulato e pagina inferiore coperta da lieve peluria. Caratteristica la disposizione a "rosetta" che si ritrova in tutte la specie.

I fiori sono invece disposti ad ombrello e fanno la loro comparsa tra marzo e aprile, proseguendo nella fioritura fino a giugno inoltrato. La corolla consta di cinque petali di colorazione gialla o arancione e intensa profumazione.

Si coltiva in terra piena o in vaso, con l'accortezza di destinarle terreni asciutti e riparati da correnti d'aria. Richiede abbondanti e frequenti annaffiature e un'esposizione a mezz'ombra.

La semina può avvenire tra marzo e aprile, mentre per la coltivazione della primula è bene ricordare anche di tagliare i fiori non appena appassiscono e, dopo la fioritura, di cambiare terriccio e vaso.

Della primula si raccolgono fiori, foglie e radici, che andrebbero raccolti rispettivamente nei periodi immediatamente successivo alla fioritura, precedente alla fioritura e autunnale ("andrebbero" perché trattasi di specie protetta).

Una curiosità: questa specie era consigliata da Santa Ildegarda, già nel XII secolo, come rimedio contro la malinconia, dai suoi fiori essiccati infatti si ricava un infuso, detto tè o "cordiale" che, forse grazie al gradevole aroma, pare abbia buoni effetti sull'umore.

 
 Informazioni 
 

Sara Pezzati

Pavia, 04/03/2002 (146)

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