Pavia e provincia: Pavese, Oltrepò Pavese, Lomellina, eventi, spettacoli e manifestazioni di Pavia e provincia
giovedì, 18 ottobre 2018 (762) Qual Buon Vento, navigante! » Entra


 
Articoli della stessa rubrica
» 10 per Pavia a Catania!
» Il Demetrio su Amadeus
» La Sella Plicatilis a Magdeburgo
» Beatles Next Generation: bufala o realtà?
» Adotta un'orchidea!
» Oh, questa è bella! (appendice sanremese)
» George Harrison - Living in the material world
» I ragazzi della Via Stendhal
» Una tela del Procaccini a Lungavilla
» Donald & Jen MacNeill e i Lowlands
» La musica in Portogallo
» Cucina ebraica in Lomellina
» Mistero a Pavia
» Musica e auto
» La colomba… Ha fatto l’uovo!
» Musica ceca
» Una giornata a Camillomagus
» Piva piva l'oli d'oliva
» Sodalizio gastronomico...
» CicloPoEtica 2010

Vedi archivio

 
Altri articoli attinenti
» Nel 1940 con Luigi Cantù
» L'ultimo canto
» Il Duomo e le tre Piazze
» Quella scuola che è il nostro orgoglio
» Uno:Uno. A tu per tu con Francesco Hayez
» Lo sguardo di Maria
» Apertura musei per le GEP
» Mercatino del Ri-Uso
» Risorgimento a tutto museo
» Notte bianca al Museo per la Storia
» Festa del Ticino
» Storie d’acqua dolce
» Villa Necchi: “Luoghi del Cuore"
» Agostissimo
» Sabato al museo
 
Pagina inziale » Turismo » Articolo n. 1468 del 11 novembre 2003 (5736) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
Dal Castello alla Certosa
Dal Castello alla Certosa

Quella del sotterraneo che collegava luoghi importanti sotto il piano di campagna è una tradizione diffusa: in tutti i castelli, in tutti i monasteri si racconta dell'esistenza d'un passaggio segreto.
Non sempre si tratta di miti, poiché tutti i complessi fortificati dovettero sempre prevedere una via d'uscita d'emergenza, nota soltanto a chi ne possedesse la chiave. Mai la forza poté essere disgiunta dall'astuzia, meno che mai nei sistemi difensivi. Lo studio dei passaggi segreti nei sistemi difensivi è un elemento importante per comprendere la vera funzione degli apparati fortificati, le tattiche e le strategie delle diverse epoche. In particolare, il Signore della città e la sua guardia personale, ma anche gli ordini militari cavallereschi, possedevano la chiave per entrare e uscire inosservati dalle mura delle città, senza dovere sottostare a controlli di nessun tipo.

In molti luoghi del Centro Storico di Pavia si narra di passaggi sotterranei, che dovevano collegare diversi monasteri con la Cattedrale, o palazzi nobiliari col Castello Visconteo. In realtà tali passaggi segreti esistevano e furono, per lo più, costruiti per ragioni difensive.
La mappa della Pavia sotterranea, se fosse possibile rilevarla, riserverebbe molte sorprese. Infatti le ripetute ricostruzioni, nel corso dei secoli, i mutamenti delle unità immobiliari e l'abbandono, in taluni casi, di parti di sotterranei, hanno fatto sì che le cantine dei palazzi e degli isolati del centro conservino spesso, come in un palinsesto, le tracce più "parlanti" della città d'altri tempi: vani sotterranei che passano sotto vie e cortili, ma anche vani celati, che possono riservare tesori e sorprese d'ogni tipo.

Tra questi vani sotterranei, dobbiamo annoverare anche parti di lunghi percorsi, che generalmente non si riesce a seguire a lungo, perché o sono franati o sono stati murati. Alcuni tratti di quei percorsi sotterranei si ritrovano talvolta, durante lavori di ristrutturazione e di recupero dei piani cantinati, ma vengono talvolta confusi con tratti del mitico complesso di "fognature romane" che percorre il sottosuolo della città. Abbiamo citato l'espressione tra virgolette, sia perché il sistema di cunicoli e condotti sotterranei non era una semplice fognatura, ma un complesso sistema di drenaggio delle acque risorgive e reflue, sia perché non tutti quei condotti sono ascrivibili a costruzione dell'età romana.

È d'obbligo il tenero ricordo di una leggenda molto diffusa, che vorrebbe far derivare il nome stesso della città di Pavia dall'espressione "Pan via".
Durante un assedio, gli abitanti della città, ormai ridotti alla fame, avrebbero escogitato un astuto espediente per distogliere il nemico dalla cruda verità: dopo aver importato il frumento dalla Certosa, attraverso il mitico sottopassaggio, avrebbero cotto una notevole quantità di pane solo per gettarlo sulle teste degli assedianti, in modo da ostentare una presunta ricchezza e da scoraggiare la loro stessa resistenza.

Nel sistema difensivo di Pavia esistettero certamente alcuni collegamenti sotterranei. Se n'è trovato con certezza uno, che correva sotto la contrada di San Michele, diretto fuori porta San Giovanni (forse verso la casa templare di San Giovannino). Appare credibile l'ipotesi di un sotterraneo che permettesse l'evacuazione, o per lo meno un passaggio segreto, dal Castello Visconteo di Pavia al Parco, sino alla cascina Corso e al Castello di Mirabello.

Rimane però avvolta nel mito l'esistenza d'un altro passaggio segreto, che dal Castello di Pavia conducesse sino alla Certosa, passando per la Repentita e per Borgarello.
Nell'estate del 1956 i giornali locali riportarono il caso di quattro giovani sorpresi ed arrestati mentre, nei dintorni di Borgarello, scavavano alla ricerca di quel mitico passaggio sotterraneo visconteo, che dovrebbe collegare il Castello di Pavia alla Certosa. Altri tentativi sono ricordati da diversi "miti metropolitani", dei quali si conserva la memoria.
Sulla base delle tradizioni orali e delle ricerche di vani sotterranei colmati o otturati, condotte nel corso degli anni, siamo in grado di proporre un'ipotesi molto attendibile relativa al percorso del passaggio segreto nelle campagne del Parco Ducale.

Le cinque tappe del percorso, corrispondenti ad altrettante stazioni di accesso/uscita dal sotterraneo, scandite a intervalli di un miglio l'una dall'altra, risultano essere le seguenti:

Partenza dai sotterranei del Castello Visconteo.

  • 1^ tappa - Case Nuove dei Canonici: il nome stesso, su cui qui non possiamo soffermarci, testimonia l'importanza di questo luogo


  • 2^ tappa - La Pantaleona/La Rizza: i due insediamenti, adiacenti, si trovano oggi separati dalla linea ferroviaria Pavia-Milano


  • 3^ tappa - La Repentita: è il luogo ove la tradizione vuole fosse tenuto prigioniero Francesco I e fosse inventata, a suo uso e consumo, la Zuppa alla Pavese. Qui si usciva dal muro del Parco Vecchio che - come abbiamo detto - misurava tre miglia da sud a nord; qui un cunicolo sotterraneo, documentato dalle testimonianze dei "vecchi", fu chiuso una trentina d'anni fa per impedirne l'accesso ai ragazzi.


  • 4^ tappa - Torre Del Maino di Borgarello, antichissimo complesso fortificato, di probabile origine celtica, detto anche "Torre Bianca" su alcune antiche carte. Il sotterraneo della torre è attualmente ingombro di macerie.


  • 5^ tappa - Conclude il percorso l'arrivo ai sotterranei della Certosa di Pavia, che attendono ancora d'essere esplorati.
  • Ricordiamo che l'intero complesso della Certosa è provvisto di un'intercapedine seminterrata e ventilata, che ne ha consentito il mantenimento nei secoli, contrastando la risalita dell'umidità nei muri, nonostante il clima umidissimo e nonostante le risaie e le marcite installate nei campi circostanti.

    Il percorso individuato è l'unico razionalmente plausibile, non solo perché regolarmente scandito da tappe alla distanza relativa d'un miglio, la cui esistenza risale almeno all'epoca viscontea, ma perché evita accortamente ogni avvallamento ed ogni corso d'acqua dell'ampio territorio del Parco.

     
     Informazioni 
     

    Alberto Arecchi

    Pavia, 11/11/2003 (1468)

    RIPRODUZIONE VIETATA
    www.miapavia.com è testata giornalistica, il contenuto di queste pagine è protetto dai diritti d'autore.
    In caso di citazione o utilizzo, si prega di evidenziare adeguatamente la fonte.



    MiaPavia è una testata giornalistica registrata, © 2000- 2018 Buon Vento S.r.l. - P.I. IT01858930181
    Tutti i diritti sono riservati - Chi siamo - Contatti - Mining pool