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Pagina inziale » Ambiente » Articolo n. 150 del 22 ottobre 2001 (3880) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
Urtica dioica
Urtica dioica

Urtica dioica, nome scientifico dell'Ortica comune, deriva dal latino "urere" cioè bruciare. Questa pianta infestante gode infatti di una pessima reputazione per via dei suoi peli urticanti che, per semplice contatto con l'epidermide, provocano fastidiose irritazioni, prurito e gonfiore.

E' il caso di dirlo: "se la conosci la eviti", ma è anche vero che conoscendola meglio si scopre che, dietro agli antipatici peletti di cui è interamente cosparsa, nasconde anche numerose virtù...

L'ortica cresce spontanea in tutta Italia, dal mare alle zone montane, prediligendo terreni incolti delle zone ruderali, ricchi di sostanze azotate (vicino a casolari, ai piedi dei muri...).

Pianta erbacea perenne appartenente alla famiglia delle Urticacee, l'ortica presenta fusto a sezione quadrata con portamento eretto, di altezza compresa fra i 40 centimetri al metro e mezzo.

Le foglie, pelose e di un bel verde intenso, sono dotate di picciolo; semplici e opposte, hanno forma ovale e margine seghettato.

I minuscoli fiori, unisessuali ("dioica" proprio perché fiori maschili e femminili sono portati da piante diverse), sono di un pallido colore giallo-verde e sono raccolti in infiorescenze a spiga pendenti dall'ascella delle foglie. La fioritura è prolungata e va dalla primavera all'autunno.

Ma veniamo al temibili quanto affascinanti peli urticanti. Ogni pelo è strutturato come una microscopica siringa: alla sua base si trova un ampolla contenente un liquido caustico, mentre il fusto cavo, siliceo, termina con un apice acuminato la cui estremità si spezza al minimo contatto inserendosi sotto pelle a modi "ago" e permettendo "l'iniezione" del famigerato liquido. Un'elaborata miscela di acido formico (lo stesso che caratterizza le punture delle formiche e di altri insetti) e di istamina, fattore di allergia, che provoca dolore e arrossamento.

Non si lamentino però i Pavesi: la nostrana "bsia" è niente in confronto all'Urtica gigante, una specie fortunatamente tropicale, la cui peluria provoca ferite con conseguenze paragonabili a quelle derivanti da un morso di serpente dal veleno non mortale, ma comunque pericoloso.

Qualche nota "a favore" per riscattare le sorti di questa pianta dalle doti troppo spesso sottovalutate? Dell'ortica si utilizza tutta la parte aerea per preparare infusi, decotti e... ricette. Le foglie d'ortica, essiccate o sbollentate, perdono il potere urticante mentre conservano le proprietà depurative e i giovani getti, ricchi di vitamine A e C, teneri e al massimo del loro potere curativo, sono ottimi in cucina.

Come già detto, le ortiche sono diffusissime un po' ovunque, ma per chi desiderasse coltivarle nel proprio giardino concludiamo con una curiosità: il terreno verrà arricchito dalla loro presenza e ne trarranno benefici le piante vicine, se poi le ortiche vengono aggiunte al cumulo del concime ne accelerano la maturazione.

 
 Informazioni 
 

Sara Pezzati

Pavia, 22/10/2001 (150)

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