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Pagina inziale » Tavola » Articolo n. 15535 del 11 marzo 2019 (343) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
"Dilecta Papia, civitas imperialis"

I Volontari del Touring Club Italiano organizzano un nuovo interessante appuntamento: Federico Barbarossa e la sua "dilecta Papia, civitas imperialis"

L'evento, curato dalla Prof.ssa Maria Pia Andreolli Panzarasa, è dedicato alla narrazione di un personaggio controverso, che segnò la storia medievale italiana, e che nel corso delle sue numerose campagne militari nella Penisola legò indissolubilmente il suo nome alla città di Pavia. Parlare di questo formidabile imperatore, il cui regno durò quasi quaranta anni, caratterizzando la storia del XII secolo, non è cosa facile, anche perché occorre superare le antiche polemiche storiche relative al ruolo "reazionario" o a quello "innovativo" della politica federiciana ed alla questione se il Barbarossa realizzò o meno i suoi disegni se, cioè, fu un vincitore o un vinto.
Volendo conoscere l'uomo oltre che l'imperatore, occorre delinearne il carattere, per comprenderne le scelte e la politica. Sappiamo che egli ebbe un grande senso del dovere e della dignità regia prima, imperiale poi, cariche da lui vissute come sacro impegno di cui avrebbe dovuto rendere conto a Dio, ma anche capace di realismo politico e, all'occorrenza, di una certa spregiudicatezza. Gli fu rimproverata una eccessiva durezza ed un rigore esagerato in tutto ciò che riguardava le questioni ufficiali e di principio, cui, tuttavia, facevano riscontro la generosità e la disponibilità nelle relazioni private e personali. Nei rapporti caratterizzati da perenni contrasti con i Comuni, il Barbarossa, che li considerò sempre ribelli usurpatori dei suoi "iura regalia" sanciti dal diritto romano, ne intuì comunque il grande potenziale economico e ritenne giusto da un lato combatterli, dall'altro tassarli, anche pesantemente, per ottenere i mezzi per la sua politica ad ampio respiro. In questa "ricerca dell'uomo" Barbarossa, non si può dimenticare la figura di Beatrice di Borgogna, la bella e fedele sposa, che seppe e volle condividere l'avventurosa, difficile vita del marito e il cui ruolo ė stato spesso, a torto, ignorato o sottovalutato e fa riaffiorare il ricordo di un'altra sovrana borgognona, che tanto illustrò la nostra città: Adelaide, sposa di Ottone di Sassonia.

Da storica pavese, la Prof.ssa Andreolli Panzarasa ha voluto delineare, al di là del grande e, per molti versi, temibile imperatore, l'uomo, il marito, il padre che, con la bella e fiera Beatrice, per oltre trenta volte fu nella sua "dilecta Papia", dove visse momenti esaltanti, felici ma anche drammatici e difficili. I sovrani amarono la nostra città, i Pavesi si mantennero fedeli e ne ricambiarono l'affetto, perpetuandone, nei secoli, il ricordo.

 

 
 Informazioni 
Dove: Pavia - Sala Malaspina al piano terra dell'omonimo Palazzo, sede della Prefettura
Indirizzo: Via Malaspina, 7
Quando: sabato 16 marzo 2019
Orario: 15.30
 
 
Pavia, 11/03/2019 (15535)




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