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Pagina inziale » Ambiente » Articolo n. 1557 del 15 dicembre 2003 (4049) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
Le piante di Natale
l'agrifolgio

Non solo abeti, stelle e rose di Natale... in queste feste molte altre piante si rubano la scena nelle vetrine dei fiorai e nelle decorazioni natalizie.

Il vischio (Viscum album), pianta natalizia per antonomasia, è un piccolo arbusto dalle bacche bianche che vive come parassita sugli alberi. Citato da Virgilio nell'Eneide per le sue virtù magiche e considerato dai Celti come un dono dagli Dei agli uomini, rappresenta, soprattutto nei Paesi del Nord, uno spirito protettivo, panacea contro tutti i mali, ed quindi regalato come pianta di buon augurio da appendere sulla soglia di casa per allontanare demoni e malefici.
Se ve ne regalano uno potete provare a piantarne un seme nella corteccia di un albero, meglio se su di un pino, un biancospino, una quercia, un pioppo o un melo che non soffrirà l'invadenza delle radici dell'ospite.

Agrifoglio e pungitopo, spesso considerati la stessa pianta, appartengono in realtà a due specie diverse anche se simili: sia il pungitopo (Viscus aculeatus) sia l'agrifoglio (Ilex aquifolium) presentano infatti piccole bacche rosse e foglie pungenti, ma ovali e pungenti solo all'estremità il primo, più dure, ondulate e a margini spinosi, il secondo.
Nella tradizione cristiana le foglie spinose sono un simbolo di forza e di difesa contro le malattie, mentre le bacche rappresentano la luce di Natale; entrambi sempreverdi evocano inoltre un'immagine di durata e prosperità, mentre al rosso dei loro frutti si associano l'allegria e l'abbondanza, motivi per cui vengono regalati come portafortuna per il nuovo anno.
Se non volete farli soffrire teneteli alla larga dal calore domestico poiché prediligono le basse temperature, ma se li lasciate sul balcone o in giardino ricordate anche che temono il gelo!

Meno noti forse come simboli del Natale vanno citati anche...
il biancospino (Crataegus monogyna), arbusto che può raggiungere grandi dimensioni, germoglia nei giorni di Natale e fiorisce a Pasqua, scandisce quindi con il suo ciclo vitale i momenti più importanti dell'anno liturgico cristiano. Si narra che il primo biancospino sia nato a Glastonbury in Inghilterra, dal bastone che San Giuseppe d'Arimatea piantò con le sue mani. Nel linguaggio dei fiori simboleggia la speranza.

Il ginepro (Iuniperus communis), sempreverde con foglie aghiformi e bacche aromatiche blu-nere, si riteneva fosse in grado di curare dal morso dei serpenti, ed essendo il serpente il simbolo del demonio, nella tradizione cristiana gli venne attribuito il potere di tenere lontano dal male e di purificare dai peccati. Secondo la leggenda Maria, in fuga dai soldati di Erode, trovò rifugio e nascondiglio fra i suoi rami e dal suo legno si sarebbe ricavata la croce di Gesù.
All'inizio del 900 nelle campagne (soprattutto in Emilia) era superstizione bruciare un ramo di ginepro nelle sera di Natale, di S. Silvestro e dell'Epifania.

Anche l'arancia, secondo alcuni, è considerata quale frutto natalizio poiché, come dono invernale dal colore solare, ben rappresenta con il suo splendore un simbolo di speranza sulla tavola delle feste.

 
 Informazioni 
 

Sara Pezzati

Pavia, 15/12/2003 (1557)

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