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Pagina inziale » Musica » Articolo n. 1819 del 9 aprile 2004 (1740) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
E. Clapton - ritorno alle origini
E. Clapton - ritorno alle origini

Non è la prima volta che Eric Clapton si tuffa nelle acque ancestrali delle origini del Blues. In modo ricorrente, negli ultimi anni, Clapton sembra voler ricordare a sé stesso e al proprio pubblico le origini musicali da cui discende la sua musica: il Blues.

Questa volta Clapton lo fa con un disco dedicato interamente ad uno dei padri fondatori della "musica del diavolo": Robert Johnson.

14 brani (tutti scritti da Johnson) reinterpretati, con rispetto ed entusiasmo, dal grande Slowhand, accompagnato da Steve Gadd alla batteria, Nathan East al basso, Billy Preston all'Hammond, Andy Fairweather Low alla seconda chitarra (insieme a Doyle Bramhall II) e Jerry Portnoy all'armonica. Solo in Traveling Riverside Blues c'è un "cambio della guardia": alla batteria passa Jim Keltner e al basso Pino Palladino.

E' un piacere riascoltare il buon Clapton suonare blues in questo modo e, ogni tanto, sembra di riascoltare la chitarra dei primi dischi con i Bluesbreakers di John Mayall.

Disco splendido.

Però, in questa occasione, vorrei fare un appunto ai dannati fans del buon Eric che si dividono in due nette fazioni: quelli che quando incide un disco di canzoni sbuffano dicendo che si è dato al "commerciale"; e quelli che ad ogni ritorno al blues esclamano "oh, no! Ancora un disco di Blues!".

Allora! Cosa diavolo volete da questo povero musicista che da 38 anni sforna dischi e capolavori?

 
 Informazioni 
 

Furio Sollazzi

Pavia, 09/04/2004 (1819)

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