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Pagina inziale » Ambiente » Articolo n. 194 del 8 agosto 2000 (2314) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
Zanzare e pesciolini
Zanzare e pesciolini

Interno notte, caldo sì ma sopportabile, si potrebbe anche dormire se non fosse per quel maledetto ronzio... tra poco verrà sferrato l'attacco del nemico pubblico numero uno delle estati pavesi: la zanzara!

Ditteri ematofagi, niente di più, piccoli insetti che succhiano il sangue e per farlo tediano l'uomo con punture dal fastidioso prurito. Hanno un ciclo vitale suddiviso in quattro stadi: uovo, larva, pupa e adulto. A succhiare il sangue è la zanzara femmina; le servirà per far maturare centinaia di uova che deporrà poi sulla superficie dell'acqua o su suoli umidi destinati ad essere sommersi.

Dalle uova si sviluppano larve a vita acquatica che, attaccate al pelo dell'acqua, respirano mediante sifoni ossigeno atmosferico e sono quindi in grado di resistere anche ad acque inquinate in cui non sopravvivono i loro predatori. Trasformatesi in pupe, vivono un breve periodo senza alimentarsi, una fase questa in cui sono inoltre particolarmente resistenti agli insetticidi.

...nelle paludi delle zone malariche si immettono le gambusie, piccoli pesci ghiottissimi delle larve delle zanzare... da La domenica dell'Agricoltore del 17 agosto 1930

Constatato che i repellenti, chimici o naturali che siano, non sono più sufficienti a risolvere l'annoso problema, anche per contrastare la possibilità di trasmissione e diffusione di malattie infettive, si sono rese indispensabili misure preventive atte a impedire lo sviluppo dei piccoli vampiri. Ecco cosa la Asl, con fondi regionali e collaborazione del dipartimento di Ecologia del territorio e degli ambienti terrestri dell'Università di Pavia, ha sperimentato nella nostra provincia.

Trattamento con Bacillus thuringiensis

Sperimentato nel '98 in risaia, ha dato buoni risultati, ma l'elevato costo del bacillo e la possibilità che venga inattivato dall'inquinamento, anche se minimo, dell'acqua e dalla luce del sole fa' sì che non risulti essere il trattamento migliore.

Trattamento con tensioattivi

Sperimentato in caditoie stradali nello stesso anno è attualmente in fase di approfondimento. Queste sostanze dovrebbero agire aumentando la tensione di superficie dell'acqua cosicché le larve di zanzara non riescano a perforarla con il loro sifone respiratorio.

Trattamento con Gambusia affinis

Gambusia

Si tratta di un piccolo pesce (massimo 6 cm), originario del Nord America, che venne introdotto in Italia negli anni '20 come arma biologica nella lotta alle zanzare che causavano la malaria. I risultati della sua sperimentazione, attuata nelle risaie pavesi nel '98 e nel '99 con il supporto della cooperativa Don Albertario di Filighera, sono stati eccellenti. Con un dosaggio di 1000 pesciolini per ettaro, capaci di divorare ognuno fino a 150 larve di zanzara al giorno, si è ottenuto, nell'arco di un mese, il 100% di abbattimento del dittero infestante!

Unico neo? Il costo delle gambusie: 100 lire l'una. Se si trovasse però la struttura adatta per farle "svernare" dopo il prosciugamento delle risaie, le gambusie, aventi per altro un'elevata capacità riproduttiva, potrebbero essere riutilizzate di anno in anno. La Regione Piemonte, che da tempo ha adottato questo metodo di lotta biologica, ha raggirato l'ostacolo: in inverno i pesciolini nuotano nelle piscine pubbliche...

 
 Informazioni 
 

Sara Pezzati

Pavia, 08/08/2000 (194)

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