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Farefestival: Omara Portuondo
Farefestival: Omara Portuondo

FareFestival, dopo lo splendido concerto di Noa che, Venerdì, ha inaugurato la rassegna nella prestigiosa cornice del Castello Visconteo di Pavia prosegue Martedì 25 Maggio con il concerto di Omara Portuondo

Abbiamo avuto il piacere di ascoltarla proprio a Pavia, nel 2001, durante la II^ edizione di Fare Festival, aperta dal gruppo dei Buena Vista Social Club. Riscoperta dall'omonimo film di Wenders, Omara Portuondo ha al suo attivo una lunga carriera artistica iniziata in giovane età, prima come ballerina sulle orme della sorella, e poi come cantante nel Cuarteto Las d'Aida. Se le canzoni tradizionali cubane inserite nel film di Wenders le hanno dato la popolarità a livello internazionale, la sua storia di cantante a Cuba è molto più lunga e complessa. Nei primi anni Cinquanta interpretava gli standard di jazz americani con un gruppo di amici che includeva fra gli altri Cesar Portillo de la Luz, José Antonio Mendez e il pianista cieco Frank Emilio Flynn. Poi arrivò la bossa nova, che Omara inizia a cantare contaminandola con il jazz, creando uno stile, il filin (da feelyng), interpretato con il nome "americaneggiante" di Miss Omara Brown.

Omara Portuondo

Nel 1952 forma un quartetto (Las Daidas) composto da sole donne che prese il nome dalla pianista Aida Diestro, destinato a diventare il più importante gruppo femminile cubano. Per il debutto come solista bisogna aspettare il 1959, quando la Portuondo incide Magia negra, un album ancora una volta incentrato su contaminazioni tra musica cubana e jazz, in cui spicca una versione di Caravan (Ellington). Quando nei primi anni Sessanta si delinea la crisi cubano-americana, Omara sta cantando in un locale di Miami insieme alla sorella e, al contrario di quest'ultima, decide di rientrare precipitosamente a Cuba. Diviene in breve tempo un'autentica stella e viene inviata a rappresentare il suo paese al Sopot Festival polacco, in cui canta Como un Milagro di Juanito Marquez. Autentica ambasciatrice della musica cubana, Omara Portuondo tocca tutti i generi musicali: il son, il filin, il bolero, la canzon tradizionale, il jazz.

Nel 1996, durante le riprese del film di Wenders (e l'incisione del disco omonimo) ricomincia per lei (come per molti altri dei partecipanti a quell'operazione) una nuova vita artistica. Omara partecipa ai leggendari concerti ad Amsterdam e a New York (Carnegie Hall) e riprende a fare tournè all'estero (come negli anni '70).

Nel 2000, in coincidenza con l'uscita dell'album "Buena Vista Social Club presents… Omara Portuondo", intraprende un nuovo ciclo di tournè (2000-2001) insieme a Rubén González, Orlando 'Cachaito' Lopez, Manuel 'Guajiro' Mirabal, Jesus 'Aguaje' Ramos, Eliades Ochoa, Compay Segundo, Manuel Galbán e Ibrahim Ferrer.

Nel 2002 Omara ritorna con un "solo world tour" e nell'Autunno dello stesso anno si esibisce al Jazz Festival in Giappone, accompagnata da Michael Brecker, Herbie Hancock, John Patitucci, Wayne Shorter e Danilo Pérez.

Omara Portuondo

Omara ha da poco pubblicato un nuovo disco "Flor de Amor", il secondo album da solista pubblicato per la World Circuit dalla grande cantante cubana. Per questo attesissimo album (che giunge dopo il successo di BUENA VISTA SOCIAL CLUB PRESENTS…OMARA, pubblicato nella primavera 2000) Omara ha collezionato una serie di lettere d'amore in musica nelle quali la sua voce straordinaria è supportata da una combinazione di atmosfere cubane e brasiliane. L'album è stato ancora una volta registrato a L'Avana, nei leggendari EGREM Studios con un cast stellare di musicisti. Il suono ricco e raffinato è al servizio della voce di Omara e di canzoni che spaziano tra vari generi della musica cubana, culminando in una tenerissima e fascinosa interpretazione in portoghese di 'Casa Calor', un brano scritto appositamente per lei dal grande artista brasiliano Carlinhos Brown.

 
 Informazioni 
 

Furio Sollazzi

Pavia, 24/05/2004 (1940)

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