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Fare festival i primi due concerti
Fare festival i primi due concerti

Graziati dalla pioggia, ma con temperature non ancora da concerti all'aperto, si sono svolti, nel cortile del Castello Visconteo, i primi due concerti della 5^ edizione di FareFestival, tradizionale appuntamento con le più diverse realtà musicali del pianeta, organizzato dal Settore Cultura del Comune di Pavia in collaborazione con l'Accademia di Voghera.

Il primo è stato quello di Noa, tenutosi Venerdì 21 Maggio.

Concerto, oltre che splendido, pregno anche di significati: con questo concerto Noa ha dato l'addio alle tournè e al suo pubblico. La sua gravidanza (giunta ormai al settimo mese) e le cure che vorrà dedicare alla futura figlia la terranno lontana dalla musica per almeno un anno.

E poi, il momento storico particolare che vede Isrlaele e Palestina al sommo di una follia dilaniante la porta a rivolgere appelli accorati affinchè tutto ciò finisca, in nome di una pace e di una convivenza che sembra ben lungi dall'arrivare.

Ma torniamo al concerto: lei, minuta, con una completo nero aderentissimo che le evidenzia ancora di più il "pancione", sul palco è una presenza immensa, leggera ed eterea come la sua voce, ma incisiva e struggente come la lama di un bellissimo pugnale. Accompagnata da Gil Dor (il famoso chitarrista che l'ha scoperta e lanciata) e da Eohar Fresco (un percussionista che definire "incredibile" è dir poco) ha offerto un concerto "antologico" in cui (lei stessa ha dichiarato così) andare a pescare le perle migliori dallo scrigno della sua produzione discografica.

E così canta Today ,Motor Lullabies e Eye in the sky ( da Now), Space (da Calling), I don't Know, Uri, Child of a Man e Mishaela ( da Noa), The Beauty of That ( da Blue Touches Blue) e un altro paio di brani da First Collection, da cui trae anche Shalom, canzone in cui la parola Pace, in israeliano e in palestinese, viene cantata assieme al pubblico.

"Sono contenta di terminare qui il mio tour; il posto è molto bello e le mie due metà stanno bene (avvicina il microfono alla pancia) Vedete? Anche Lei è tranquilla".

Per i bis , oltre agli "accenni" di canzoni a richiesta, ci regala due canzoni che non erano previste dalla scaletta: due incredibili versioni in napoletano di Jo te vurria vasà e Santa Lucia.

Dopo un ultimo discorso, in cui parla della petizione (non politica) con cui stanno raccogliendo firme congiunte di israeliani e palestinesi che implorano i loro governanti "sordi" di porre fine alla guerra, incanta tutti con una toccante versione del tema del film di Benigni La Vita è Bella.

Martedì 25 Maggio, invece, è stata la volta di Omara Portuondo.

Omara Portuondo

La regina della canzone cubana è tornata a Pavia a distanza di tre anni dal precedente concerto che l'aveva vista, sul palco di FareFestival, in compagnia degli altri musicisti dei Buena Vista Social Club.

Questa volta però (e mi sto chiedendo ancora perché) non ha trovato la folla eccitata del concerto precedente.

Questa mattina, aprendo la posta, ho trovato questo commento al concerto, inviatomi da un lettore; ve lo riporto perché è emblematico: "Concerto strepitoso! Nonostante la Sua veneranda età ha una voce potente e calda, gli strumentisti semplicemente fantastici. Peccato che i Pavesi si siano persi questo evento".

Accompagnata da un'orchestra di ben 16 elementi (fiati, percussioni, coriste e violiniste) in cui spiccavano Papi Oviedo al tres (la chitarra tradizionale cubana), Swami Jr. dal Brasile alla sette corde, e Carlos Emilio alle chitarra elettrica.

Lei è sempre un personaggio incredibile: se la voce trema un po' nelle presentazioni dei brani (moltissimi quelli tratti dal suo ultimo CD Flor de Amor), quando canta ha ancora tutta la sua potenza e le mille sfumature di espressività.

E poi non rinuncia a ballare e trascina con sé anche il pubblico che non resiste e si porta fuori dal tendone che ospita il concerto per cominciare a dimenarsi al ritmo della musica latina.

Grande concerto, ricco di suggestioni, che lascia un pubblico entusiasta.

Qualcuno la rincorre sino al camerino per lanciarle un ultimo "Omara, ti amo moltissimo! Voglio ballare con te!".

Lei si gira, sorride sorniona e gli risponde "Grazie, sarà per la prossima volta".

 
 Informazioni 
 

Furio Sollazzi

Pavia, 26/05/2004 (1949)

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