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Pagina inziale » Musica » Articolo n. 1957 del 28 maggio 2004 (1821) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
Il primo cd dei Macadam
Il primo cd dei Macadam

Recensione a tempo di record, questa: ho ricevuto il CD ieri sera e oggi (Venerdì) riuscirete già a leggerla. Ho voluto pubblicarla subito perché essendo oggi il compleanno di Betty Verri (la cantante del gruppo) ne approfitto per farle tanti affettuosi auguri!

I Macadam (nuova identità assunta dal gruppo degli ex-Big Time) sono un gruppo eletroacustico che presenta (ormai) un repertorio composto in gran parte da composizioni originali del bassista/chitarrista Ivano Grasselli; con lui ritroviamo Betty Verri (voce e chitarra) e Stefano Gianini alla batteria (loro tre formavano il nucleo della Lorenzo Riccardi Band). Maurizio Vitagliani si occupa di chitarre e mandolini, mentre Nicola Cioce (oltre a suonare chitarra e percussioni) rappresenta (insieme a Betty) una delle due voci principali del gruppo.

Dopo mesi e mesi di lavoro (e di ripensamenti) hanno finalmente pubblicato il loro primo CD che porta semplicemente il loro nome: Macadam.

Nell'album i Macadam mixano la loro precedente esperienza acustica con la ritrovata vena elettrica che ha caratterizzato gli ultimi concerti del gruppo.

Ivano Grasselli si dimostra un nuovo autore interessante e il gruppo propone arrangiamenti originali.

Registrato e mixato presso i Cantieri Musicali di Stefano Cattaneo e il Just Recording Studio di Max Lotti, l'album (in effetti un mini-album) presenta cinque brani.

Storie del perduto amore e Ciglio Spostato, i primi due brani, pur pagando il loro tributo a Waits, Capossela e Avion Travel, mostrano una loro originale personalità.

Quello che subito si mostra evidente è la capacità espressiva raggiunta da Nicola Cioce, degno "allievo" di Beppe Servillo.

Lisbona (l'avevo già ascoltata durante i concerti) è uno dei brani più riusciti e convincenti in cui le voci di Nicola e Betty si rincorrono, si uniscono, si rispondono e narrano suggestioni che ricordano, qua e là, lo scrivere di Riccardi.

I Macadam

Scrivi è la vera perla di questo mini-album: il perfetto amalgama di tutta la musica che ha influenzato questo gruppo; una sintesi perfetta della mediterraneità e di tutte le influenze anglofone che le varie diramazioni del rock e del folk possono dare.

Il quinto brano, Timido Man, tra Cammariere e Caputo, presenta una buona base musicale con un bell'assolo di chitarra acustica ma il testo non mi convince del tutto e, in alcuni punti, trascina il cantato in forzature che frenano la canzone.

Credo che possano essere soddisfatti del prodotto finale che è sicuramente ben registrato, suonato e cantato "come si deve" e rappresenta un'ottima carta di presentazione per questo gruppo e, soprattutto, per Ivano come autore di canzoni.

Venerdì 28 suonano a Spaziomusica.

Tra i brani, ho scelto Scrivi per darvi un esempio dela bontà del disco.

 
 Informazioni 
 

Furio Sollazzi

Pavia, 28/05/2004 (1957)

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