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Pagina inziale » Musica » Articolo n. 2050 del 28 giugno 2004 (2454) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
Paolo Bonfanti incide in italiano
Paolo Bonfanti incide in italiano

Beh, cosa c'è di strano nel fatto che un italiano incida dischi nella propria lingua? Di strano c'è che a farlo è una delle nuove stelle del blues "made in italy" che a questo genere di musica ha dedicato tutta la propria carriera e la totalità delle energie e, di norma, il blues si incide (anche in Italia) in lingua inglese.

Paolo Bonfanti, storico bluesman italiano già leader dei Big Fat Mama, ha dato alle stampe per la Sciopero Records il mini-lp intitolato "Io non sono io", lavoro completamente cantato in italiano e scritto in collaborazione con la band La Rosa Tatuata.

Alla registrazione del Cd hanno preso parte Rosalba Grillo al basso, Alessandro Pelle alla batteria, Giorgio Ravera alla programmazione e Andrea Cavilleri al contrabbasso.

"...non chiedetemi (o chiedetevi) il perché di un disco con testi non in inglese dopo così tanto tempo e nemmeno perché proprio ora. La mia non è una scelta dettata da ragioni commerciali o di tipo extra-artistico; semplicemente dopo aver scritto un po' di materiale per e con i miei amici della Rosa Tatuata, la cosa mi ha preso la mano ed ho voluto provare a scrivere qualcosa che potessi utilizzare per me stesso".

Tra i brani di sua composizione ha anche voluto inserire un brano di Natalino Otto, Baixinn-a: un brano minore che riscopre oggi la sua freschezza.

Così come De longo in gìo ricorda come il dialetto genovese, oltre il Crueza De Mà di De Andrè, sia un idioma dotato di fascino e musicalità.

La musica che esce da questo mini-CD è intrisa di America, mediata da italianità: un po' come un emigrante che fa sua la musica del paese che lo ospita.

C'è il blues (ovviamente), ma c'è anche lo swing, la west-coast, gli Eagles e la canzone popolare.

Bonfanti si diverte…e diverte chi lo ascolta, ricordando comunque che la bravura di chi suona non è cosa da poco.

In effetti, cercare di tracciare una biografia di Paolo Bonfanti, porta ad una montagna di notizie che, anche riassunte, formano un curriculum impressionante.

Genovese, classe 1960, ha iniziato a suonare la chitarra nel 1975 con alle spalle studi di teoria musicale, armonia e pianoforte. Nell'estate 1986 ha seguito un corso al Berklee College of Music di Boston. E' laureato al D.A.M.S. di Bologna con una tesi sul Blues.

Paolo Bonfanti

Dal 1985 al 1990 è stato il front man di uno dei gruppi più importanti della scena rock-blues italiana, Big Fat Mama, con cui ha inciso tre LPs (l'ultimo un doppio dal vivo), ha suonato nei principali club della penisola e nelle più importanti manifestazioni musicali (Milano Blues Festival, opening act per Johnny Winter; sempre a Milano opening act per Pogues, Stevie Ray Vaughan e Los Lobos; Rock Targato Italia trasmesso da Italia 1; Sanremo Blues trasmesso da RAI 1, ecc.) e collaborato con importanti musicisti italiani ed americani.

Con alcune leggende viventi del British Blues, come il saxofonista Dick Heckstall-Smith (Colosseum, Alexis Korner, John Mayall), il batterista Mickey Waller (Jeff Beck, Ron Wood, Rod Stewart) ed il bassista Bob Brunning (Savoy Brown) ha formato il gruppo Downtown con il quale si è esibito in Italia ed all'estero

L'attività concertistica è quindi continuata con la propria band (opening act per Holmes Bros., Stephen Bruton, Lucky Peterson, Son Seals, Dave Alvin ecc.; tournées con Dirk Hamilton, Fred James, Roscoe Shelton), da solista (opening act per John Hammond, James Cotton, Dirty Dozen Brass Band; collaborazione con David Essig), con Red Wine, uno dei più importanti gruppi bluegrass europei, con i quali ha collaborato anche in disco, con Beppe Gambetta (Lugano Blues to Bop con Steve Kaufman, trasmesso dalla Televisione Svizzera Italiana; tournée europea nell'estate 1992 con Gene Parsons, ex Byrds), con Fabio Treves in duo (opening act per Junior Wells al Torino Blues Festival, ZZ TOP a Milano) e con la Treves Blues Band. Sempre con Treves ha partecipato alle trasmissioni "Segnali di fumo" (Videomusic) e "Good Vibrations" (Tele +). La band si è esibita, nell'aprile 2001, al prestigioso "CHESTERFIELD CAFE'" di Parigi.

A ciò si sono affiancate un'intensa attività didattica, alcuni articoli e trascrizioni per riviste specializzate, la pubblicazione per la Bèrben di Ancona di un metodo per chitarra country-rock scritto a quattro mani con Beppe Gambetta e la produzione artistica per alcune rock-band italiane (The Groovers, La Rosa Tatuata).

Nel dicembre 1992 è stato pubblicato il primo CD da solista, "On My Backdoor, Someday", per Club de Musique Records, prodotto e mixato a Nashville da Fred James che appare come ospite con la moglie Mary Ann Brandon, Gene Parson e Fabio Treves. Del marzo 1994 è la partecipazione (unico musicista italiano) alla rassegna "South by Southwest" ad Austin, Texas, che precede di poco l'uscita di "The Cardinal Points", registrato in parte ad Austin, con Davis McLarty (Joe Ely), Jimmy Pettit (Joe Ely, John Campbell), David Grissom (Joe Ely, John Mellencamp), Michael Ramos (John Mellencamp, Bodeans) ed in parte in Italia, con David Essig, Fabio Treves, Piero Leveratto e naturalmente, la Paolo Bonfanti Band. A fine '96 è uscito "Tryin' to Keep the Whole Thing Rockin'", che testimonia il valore della Band nelle sue esibizioni dal vivo.

L'anno 2000 segna un nuovo capitolo discografico: "On the Outside", un altro lavoro intriso della solita passione viscerale per la musica degli U.S.A.; dal blues al roots-rock, dalla canzone d'autore al country e bluegrass, con la partecipazione, tra gli altri, di Red Wine e del grande songwriter Jono Manson.

Nel 2001 produzione artistica per il cd di Fabio Treves "Blues again".

Nel settembre 2002, tour U.S.A. con il gruppo blue grass RED WINE.

Nel febbraio 2003 esce "Gamblers", registrato in New Mexico, U.S.A., a quattro mani con JONO MANSON. Nel tour di presentazione (marzo 2003) JOHN POPPER, mitico armonicista dei BLUES TRAVELER, ha partecipato ad alcuni concerti.

Dopo il successo delle date di luglio 2002, un'altra tournée con il grande ROY ROGERS, chitarrista slide e produttore di John Lee Hooker.

Nel 2004 impariamo a conoscerlo, oltre che come membro dell'insolito gruppo degli SlowFeet (abbiamo avuto modo di ascoltarli proprio qui a Pavia in occasione di una serata di FareFestival), anche como nuovo autore di testi blues in italiano.

 
 Informazioni 
 

Furio Sollazzi

Pavia, 28/06/2004 (2050)

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