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Pagina inziale » Musica » Articolo n. 220 del 23 febbraio 2001 (3584) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
Quèi ad la barcéla
Quèi ad la barcéla

Canzoni in dialetto pavese? Il primo nome che viene in mente è quello dei Fiò Dla Nebia, ma a Pavia non ci sono solo loro. Da ormai dieci anni esiste anche un altro gruppo musicale: Quèi Ad La Barcéla.

Mentre i Fiò Dla Nebia si indirizzano verso la commistione fra tradizione e rock facendo uso del dialetto come altri gruppi quali i Van De Sfoos o i Pitura Freska, Quèi Ad La Barcéla restano nella tradizione della canzone popolare, della melodia riscoperta, usando anche strumenti ormai desueti come la corda da bucato stesa tra un manico di scopa ed un secchio.

E' curioso notare come i due leader delle formazioni pavesi (Silvio Negroni e Luigi Rognoni) siano "partiti" insieme in un gruppo beat del 1964: gli Sharks.

Rognoni, oltre ad essere il "motore" del gruppo musicale, è anche socio fondatore del circolo "Quèi Ad La Barcéla", un'associazione nata (come racconta il presidente Roberto Sollazzi -noto avvocato ... e mio zio) in una notte stellata davanti ad un tavolo carico di libagioni. Il circolo (che ha sede a Travacò Siccomario) ha come scopo la raccolta di materiale (poesie, canzoni, storie, tradizioni) popolare pavese e la sua diffusione. Così, da un gruppo di amici al bar, si è formato un circolo culturale che in questi anni ha ricevuto parecchi riconoscimenti per l'opera svolta. Il gruppo musicale è parte integrante dell'attività del circolo.

Dopo aver pubblicato quattro cassette con le canzoni raccolte (e scritte) nell'arco degli anni, sono finalmente arrivati ad incidere un CD.

Gli Sharks

Rispetto alle precedenti produzioni, qui si presenta una novità di rilievo: il bravo Gigi Rognoni è affiancato e sostenuto dall'opera di un musicista "new entry", Mimmo Longhi.

Longhi, dopo aver suonato a lungo in vari gruppi (le Origini, Johnny Sax ecc.) aveva smesso l'attività di musicista per intraprendere prima quella del ristoratore (Il Mago) e poi quella di commerciante di Strumenti Musicali (Longhi Musica). Quando mi ha consegnato il CD mi ha confessato con aria complice "Sai, si dice sempre di aver smesso...ma poi, appena si può, si suona ancora...perchè è troppo divertente!".

Così Mimmo ha suonato e arrangiato tutti i brani (cantandone anche tre) con quello stile tra il pop e lo swing che gli è più congeniale.

Ne è risultato un disco forse meno ligio alle tradizioni ma sicuramente più "leggero" e godibile.

Tredici i brani, tra il recitato e il cantato, che compongono il disco; i testi (tutti in dialetto pavese) sono stati scelti tra composizioni originali e poesie di Gambini, Casali, Sollazzi, Morani.

 
 Informazioni 
 

Furio Sollazzi

Pavia, 23/02/2001 (220)

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