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Pagina inziale » Musica » Articolo n. 236 del 12 novembre 2001 (1914) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
Paul McCartney - Driving rain
Paul McCartney - Driving rain

Sono ormai due giorni che ascolto Driving Rain, l'ultimo CD di Paul McCartney appena arrivato nei negozi e, come beatlesiano, sono rimasto un po' deluso al primo ascolto, ma come critico ho riconosciuto immediatamente il "vero" genio musicale che trasuda dalle ultime composizioni di Paul.

E' vero, la prima cosa che risulta evidente è che la voce di Paul non è più quella che siamo abituati ad ascoltare, ma l'uomo ha ormai 58 anni e non più 20 ! E se la "sgranatura del timbro vocale, sulle prime, lascia un po' perplessi, ci si accorge poi che ne aumenta la drammaticità interpretativa.

Il Basso Rickenbacker di Paul McCartney

Il "nostro" ha anche cercato di "svecchiare" i suoni e gli arrangiamenti (come aveva già in parte fatto nel precedente Flaming Pie) e ci è riuscito grazie anche ad una coincidenza di riflusso epocale che vede tutti i nuovi gruppi rifarsi (chi più cjhi meno) proprio alla semplicità di suoni che avevano caratterizzato i primi Beatles. Un abbandono del pop che ne ha caratterizzato gli anni '80 per un ritorno deciso al rock più diretto delle origini.

Paul McCartney

Il genio si rivela però nella facilità di scrittura che Paul mantiene intatta, sfornando motivi semplici che, all'inizio, sembrano scivolarti addosso ma che poi ti si piantano dritti in testa e nel cuore per non andarsene più.

Quattro giovani sconosciuti ad accompagnarlo nel disco ed il figlio coautore di due brani sono i soli compagni di viaggio. In questo Paul rivela una chiara nostalgia per il periodo del "gruppo" ed una riscoperta del suo ruolo di bassista.

Il Basso Hofner di Paul McCartney

La cosa veramente brutta è la copertina. Nel tentativo di allinearsi con la tendenza tutta americana di realizzare copertine decisamente brutte e povere e di seguire il filone "minimalista", Paul ha realizzato un libretto con foto che di artistico (nell'effetto sgranato dei pixel) hanno proprio poco ma, in compenso, ricco di notizie sul dove, come e con quali strumenti sono stati incisi i brani.

  • From A Lover To A Friend è uno dei gioielli dell'album: un vero McCartney d.o.c.!
  • Driving Rain, altro gioiellino, raccoglie l'essenza del Macca più immediato e commerciale che nasconde invece una complessità armonica degna di un grande compositore di successi. Se l'ascoltate bene ci sono anche reminescenze Brian Wilsoniane tanto care a gruppi come gli High Llamas.
  • I Do, in cui compaiono anche i violini, ricorda un po' l'inizio di No More Lonely Night per trasformarsi in una di quelle ballate che hanno reso famoso Paul.
  • Riding Into Jaipur è un brano che sarebbe piaciuto molto ad Harrison per le influenze indiane. Ancora una volta Paul dimostra di essere molto attento alle ultime tendenze musicali. (vedi Nitin Sawhney e Talvin Singh).
  • Le altre canzoni si dibattono tra rock essenzili, ballate e semi-strumentali tutti tesi ad indicare in nuovo corso di McCartney.

    Il disco si conclude con la bonus-track Freedom: una sorta di Give Peace a Chance scritta in tutta fretta per essere cantata al concerto benefico tenuto a New York a favore delle vittime delle Twin Towers.

    In definitiva direi che non è un bell'album di McCartney, ma sarebbe uno splendido disco se ad inciderlo fosse stato qualcun'altro.

     
     Informazioni 
     

    Furio Sollazzi

    Pavia, 12/11/2001 (236)

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