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Pagina inziale » Ambiente » Articolo n. 2532 del 21 dicembre 2004 (3172) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
'Olio', incenso e mirra
'Olio', incenso e mirra

Oro, incenso e mirra, come tutti ben sappiamo, erano i doni che i Re magi portarono con sé dall'Oriente per rendere omaggio a Gesù Bambino.. Lasciamo ad altri il compito di trattare il discorso oro e curiosiamo, invece tra incenso e mirra che, sottoforma di bastoncini, coni e grani o di olio essenziale e profumo, ancora , e forse soprattutto, oggi, fa così "tendenza" regalare per Natale.

Nell'antichità l'incenso e la mirra erano sostanze molto preziose, quasi miracolose, che venivano bruciate nei riti religiosi nella convinzione che il loro profumo mettesse in comunicazione la propria anima con gli dei. Al filo del fumo che si innalzava nell'aria si associava l'idea di congiunzione tra cielo e terra, un'asse del mondo in grado di trasportare all'attenzione della divinità le preghiere degli uomini.

Gli antichi Egizi usavano l'incenso, mischiato alla mirra durante la preparazione delle mummie. In Grecia e nell'Impero Romano gli incensi erano bruciati nei cerimoniali poiché si credeva che gli Dei non si sarebbero mai opposti alle richieste inoltrate mediante tali fumigamenti. Bruciare l'incenso era un'usanza diffusa in tempi lontani anche in India e in Cina; mentre in Italia, già adottata da Etruschi e Romani, venne dapprima contrastata dalla Chiesa e poi adottata nel Messale e nella Liturgia... Secondo la tradizione cristiana inoltre, la mirra sarebbe stata utilizzata unitamente all'aloe nella preparazione dell'unguento per il corpo di Cristo, prima della sua sepoltura.

Ma cosa sono incenso e mirra?
L'incenso e la mirra sono resine secrete da piante legnose appartenenti alla famiglia delle Bursenacee: dalla Boswellia carterii il primo e Commiphora myrrha, originaria del Medio Oriente e dell'Africa orientale, la seconda.
Entrambi si presentano in granuli o pezzetti dall'aspetto "vetroso" e di colorazione variabile tra il bianco sporco e il rossiccio, passando per diverse tonalità di giallo.
All'incenso vero e proprio, che in forma di gomma ancora grezza veniva bruciato grezza su carboncini ardenti, si miscelano oggi molte altre sostanze di varia origine (naturale - animale o vegetale - o sintetica) per creare quelli che, in mille e una fragranza, vengono genericamente definiti "incensi".

Molto comuni sono gli stick "made in Japan" prodotti con bastoncini di bambù impregnati di oli essenziali/vegetali oppure quelli dall'etichetta indiana confezionati impastando polveri di erbe, fiori o legni fissarli con oli, resine e collanti che permettano di fissarli al bastoncini o di modellarli in piccoli coni o gocce.

Dalla distillazione delle resine si ricavano le essenze impiegate negli oli essenziali, da impiegare per soprattutto massaggi, suffumigi, bagni generali o locali (anche sciacqui per problemi legati alla bocca nel caso della mirra) o semplicemente per profumare gli ambienti - mediante appositi diffusori o attraverso qualche goccia negli umidificatori dei termosifoni - e il corpo secondo le "prescrizioni" dell'aromaterapia (cura con gli aromi) o dell'aromacologia (neologismo per definire lo studio degli effetti degli aromi nella sfera psico-emotiva). Mirra ed incenso hanno proprietà terapeutiche simili: sono entrambi antisettici ed il loro profumo favorisce la meditazione e placa le ansie. La mirra in pasta (sfruttata nei saponi) viene inoltre poi usata per combattere la micosi della pelle.

 
 Informazioni 
 

La Redazione

Pavia, 21/12/2004 (2532)

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