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Pagina inziale » Oggi si parla di... » Articolo n. 2564 del 13 gennaio 2005 (1679) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
Lo smog non dà tregua
Tetti di Pavia

Anche nelle città della nostra Provincia ma in modo drammatico in altre aree della Lombardia, da settimane il PM10 è salito oltre i livelli di guardia; e questo anche nel periodo delle feste prima del grande rientro e con un traffico non ancora caotico. Il problema per noi ambientalisti non è aprire polemiche sterili (blocchiamo o no le auto, chiudere si o no Piazza Botta ); è garantire ai cittadini di non respirare aria inquinata e, quindi, non arrivare a questi livelli. E' una richiesta che rivolgiamo alle Istituzioni, in primo luogo alla Regione Lombardia ma che estendiamo anche alla Provincia e a tutti i Comuni.

Sulle cause, non ci possono essere più dubbi: a Pavia ad esempio, le industrie hanno chiuso da tempo e il riscaldamento è a metano per oltre il 90%. Le emissioni di Pm10 sono provocate dal traffico automobilistico. Negare il rapporto traffico - polveri - danni alla salute è solo malafede ed è deprimente un dibattito, molto simile a quello contro il divieto di fumare nei luoghi pubblici, che mette in alternativa la salute alla libertà individuale insensibile degli interessi della collettività.

Grandi passi sono stati fatti in questi anni, e segnali positivi come le domeniche di blocco del traffico coordinate fra le maggiori città della provincia (Pavia, Vigevano, Voghera, Mortara) vanno nella direzione giusta. Così pure, confidiamo che lo sviluppo scientifico possa portare a tecnologie più pulite. Rimangono però intanto, in un periodo calmo, i tanti giorni di superamento consistente (certo, non drammatico come a Milano, e meno male) della soglia di attenzione e di allarme per le polveri sottili che fanno seguito ai lunghi periodi di aria inquinata degli ultimi mesi del 2004 e che sicuramente precedono prossimi periodi di emergenza. E ricordiamo ancora la fotografia dal satellite Envisat che ritrae la pianura padana come una delle aree più inquinate del mondo per il biossido d'azoto.

A questo punto tutti devono riconoscere che l'obiettivo deve essere uno solo: impedire che l'aria sia irrespirabile per così lungo tempo.

La logica vuole quindi che non ci si perda in annunci e polemiche sterili ma si lavori in anticipo con politiche ambientali serie. Grandi politiche come il rispetto del Protocollo di Kyoto, la non concentrazione di centrali e 'abbandono di progetti per grandi infrastrutture per il trasporto esclusivamente privato su gomma; ma anche piccole politiche locali con l'obiettivo principe di ridurre sempre di più il traffico automobilistico.

  • E allora, perché le domeniche a piedi non sono molte di più delle tre programmate, perchè non tutte le domeniche? Quelle fatte dimostrano che i cittadini le apprezzano, usano molto di più il mezzo pubblico (300% in più), l'inquinamento scende e la città respira.
  • Perchè non bloccare oltre ai mezzi non catalizzati anche quelli catalizzati di prima generazione, Euro 1 che hanno anche 12 anni di vita e inquinano dalle cinque alle dieci volte in più di un'auto verde?
  • Perchè non pensare nei nostri Comuni a un buon regolamento per l'efficienza energetica degli edifici? Sul fronte dell'edilizia siamo tra i peggiori d'Europa: a parità di condizioni climatiche, le case italiane sprecano 2,5 volte in più di quelle danesi. Barcellona è stata la prima città in Spagna a varare un regolamento per l'eco efficienza degli edifici, puntando a ridurre gli sprechi e a riempire i tetti della città di pannelli solari, il suo esempio è stato seguito poi da tutta la Catalogna ed è ora una legge nazionale.
  • Perché tanta titubanza sulle targhe alterne nei momenti di emergenza? L'esperienza di Pavia dimostra che servono.
  • Perché finalmente non collegare la rete di piste ciclabili, realizzare le corsie preferenziali per i mezzi pubblici anche extraurbani e i parcheggi di interscambio ben serviti dal mezzo pubblico? Perchè non sostenere il car sharring e il car polling anche nelle nostre città? Perchè non abbandonare i progetti di autostrade inutili e inquinanti e invece potenziare il trasporto collettivo in primo luogo ferroviario e i metro leggeri? E infine perché, anziché continue lamentele, Istituzioni e categorie economiche non mettono in atto la distribuzione delle merci nei centri storici e in vaste aree della città, con mezzi elettrici?

Se poi questa prevenzione concreta non bastasse, allora si arrivi anche al blocco del traffico: ma immediato e efficace, quando l'aria è irrespirabile, con decisioni chiare e un'informazione puntuale e univoca ai cittadini.
Gli ambientalisti non sono fanatici del blocco delle auto, certo contiamo molto sulla prevenzione concreta e diffidiamo invece di quella solo annunciata. *Soprattutto siamo per il diritto e la libertà a respirare aria non inquinata.

 
 Informazioni 
 

Legambiente Provincia di Pavia

Pavia, 13/01/2005 (2564)

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