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Pagina inziale » Ambiente » Articolo n. 260 del 6 agosto 2000 (2707) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
Cicogne in città
Cicogne in città

Un laboratorio naturalistico all'aperto che costituisce un caleidoscopio di colori difficile da descrivere ed impossibile da elencare: aironi e cicogne, ma anche ibis scarlatti, fenicotteri rosa, tucani, piccoli colibrì, pesci, anfibi e mammiferi di varie specie, questa la realtà dell'oasi di Sant'Alessio. Una realtà attualmente diversa da quella pensata nel '73, anno in cui nacque come centro per l'allevamento e la reintroduzione di fauna selvatica in natura. Quello che avvenne in seguito mutò il destino di Sant'Alessio...

Gli animali allevati non poterono essere liberati, i tempi non erano ancora maturi per progetti di questo tipo, e vennero quindi ospitati in loco. Iniziarono a quel punto i numerosi interventi mirati alla ricostruzione ambientale e alla ricreazione dei diversi ecosistemi. Era necessario dedicare particolare attenzione alle relazioni tra le specie e tra queste e l'ambiente fisico. Si doveva completare un "puzzle" in cui prede e predatori erano tasselli che dovevano perfettamente inserirsi nella cornice del loro habitat.

L'esperimento ebbe successo. Ben inseriti nell'ambiente, gli animali si adattarono facilmente tollerando anche meglio del previsto la presenza dell'uomo. Fu così che Sant'Alessio si trasformò in un'oasi naturalistica, che aperta al pubblico nel '94, gode oggi, per la varietà di specie in essa racchiuse, di fama mondiale.

I successi che Sant'Alessio può vantare in termini di reintroduzione e ripopolamento.

Nel '94 vennero liberati i primi falchi pellegrini. Una settantina di cicogne bianche sono state inviate ad allevamenti Lipu piemontesi e, in parte, liberate in Lombardia; mentre una cinquantina di quelle nate e cresciute qui fa ancora parte degli ospiti fissi di Sant'Alessio e sono ormai così ben inserite da arrivare a nidificare perfino sui lampioni delle strade che attraversano l'abitato! Sono poi più di 250 i cavalieri d'Italia entrati a far parte dello schieramento lombardo, mentre dei diversi esemplari di oche selvatiche allevati, parte si sono involati e parte sono stati trasferiti in altri centri di riproduzione. Tra i fiori all'occhiello dell'oasi vi sono infine anche ibis eremiti e mignattai (5 dei quali liberati nel '96) che, "residenti" in Sant'Alessio, sono ormai impossibili da rinvenire in natura.

L'Amministrazione Provinciale di Pavia ne riconosce la valenza naturalistica, inoltre 10 ettari di oasi e 30 di area protetta costituiscono un "laboratorio natura" di considerevole importanza didattica.

Ambiente naturale vanto dell'oasi, è la garzaia (luogo di nidificazione delle colonie di aironi). Essa accoglie garzette, sgarze ciuffetto, aironi cenerini, aironi guardabuoi, che anni fa fecero di Sant'Alessio la prima dimora lombarda, e saltuariamente anche aironi bianchi maggiori. Una particolare struttura di vetri oscurati, consente al pubblico di arrivare a pochi metri dai nidi senza disturbare gli uccelli.

Decine gli ambienti, osservabili nel rispetto della fauna, ricostruiti in quest'oasi. Percorrendo i sentieri che si snodano tra stagni e paludi si possono ammirare curiose specie limicole (quelle che si procurano il cibo setacciando le fini sabbie con il becco, tra cui cavalieri d'Italia e avocette) e diverse specie di anatre: dalle marzaiole alle morette tabaccate, passando fra i coloratissimi germani reali ed alzavole e non scordando le pesciaiole, il cui nome la dice lunga sulle abitudini di caccia...

Molto particolare la ricostruzione di un tipico corso d'acqua lombardo, dalla sorgente alla lanca di pianura, che consente, attraverso un tunnel subacqueo, di spiare le specie ittiche più rappresentative delle varie zone, dalle trote dei tratti in corrente alle carpe e ai lucci delle acque lentiche. Da qui si passa allo stagno in cui nuota una coppia di castori e a quello dedicato alle tartarughe.

Per finire le voliere e le serre tropicali che ospitano, oltre a piante di ananas, vaniglia e cacao, passiflore, eliconie e ninfee giganti, anche farfalle, bradipi e uisiti (piccole scimmiette).

Novità di quest'anno sarà un museo interattivo a tema, neanche a dirsi, naturalistico.

 
 Informazioni 
Orari di apertura:
aprile - settembre: tutti i giorni, escluso il lunedì, dalle 10.30 alle 20.00 (ingresso fino alle18.30)
ottobre - novembre: solo domeniche e festivi dalle 10.30 alle 18.00
dicembre - gennaio: chiusura
febbraio - marzo: solo domeniche e festivi dalle 10.30 alle 18.00
Per informazioni:
Tel.: 0382/94139
Web: www.oasisantalessio.com
 

Sara Pezzati

Pavia, 06/08/2000 (260)

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