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Pagina inziale » Musica » Articolo n. 2623 del 28 gennaio 2005 (1917) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
Battiato chiude il cerchio
Battiato chiude il cerchio

Battiato chiude il cerchio e torna al Pop-Rock da cui era partito. E' questa, in sintesi, l'impressione che ho avuto assistendo al concerto che Franco Battiato ha tenuto mercoledì scorso a Pavia.

Concerto perfetto, ineccepibile. Bello l'impianto d'amplificazione e le luci; scenografie curate e videoproiezioni suggestive. Lui, con il suo ironico "aplomb", davanti all'entusiasmo del pubblico alla fine del concerto si lascia andare a scoperti sorrisi, alza le braccia e quasi corre sul palco.

Ero timoroso di trovarmi ad ascoltare un concerto magari un po' noioso, con elucubrazioni musicali classicheggianti e riferimenti a mistiche orientali; e invece mi sono trovato davanti un Battiato "scoperto", con tanta voglia di divertirsi, che ha ritrovato il rock delle sue origini e ne fa palese omaggio.

Dietro un velo (che cadrà alla fine del primo intervento musicale) appaiono le sagome dei componenti di un gruppo rock: si tratta di ragazzi giovanissimi (i padovani FSC, Davide Ferrario, Andrea Polato e Stefano Spallanzani) che pestano sugli strumenti come dei disperati (a volte fingono un po', visto l'uso frequente delle basi che però, nell'ottica della mistificazione di Battiato "mi stanno bene") e si affiancano ai collaudati tastieristi Carlo Guaitioli e Angelo Privitera e al bravo Giorgio Mastrocola alle chitarre (è lui che, in realtà, tiene su tutto l'impianto rock). Ai cori c'è Kumi Katanabe.

Sgalambro non appare di persona sul palco ma duetta con Battiato attraverso un video proiettato sullo schermo alle spalle dei musicisti.

La prima parte dello spettacolo è tutta dedicata all'ultimo album "Dieci Stratagemmi" ed è una ventata di semplicità diretta.. "Shock in my town..." e lo shock è tutto degli spettatori che si aspettavano tutt'altro genere di musica; ma restano subito conquistati e si lasciano trascinare.
Poi inizia una lunga carrellata attraverso tutta la carriera di Battiato: Meccanica, Strani Giorni, La Cura, Via Lattea, Voglio Vederti Danzare, Auto Da Fè, L'Animale, E Ti Vengo a Cercare, Cuccurucucu, Centro di Gravità Permanente, per arrivare ad un medley finale con Bandiera Bianca, Segnali di Vita, Gli Uccelli, Sentimento Nuevo.

Ad un certo punto chiama sul palco nientemeno che i redivivi Chrisma (sì, proprio Maurizio Arcieri - ex New Dada - e la moglie Cristina) per un revival di rock elettronico assolutamente credibile. Va persino a ripescare vecchi brani tratti da Pollution e Fetus. Di più non può fare.

Più di un'ora e quaranta di concerto in cui Battiato si è messo a nudo (ancora una volta) incurante del fatto di essere creduto o no e delle possibili interpretazioni che la critica o il pubblico possa darne.
Lui fa questo, semplicemente, e si diverte. Lascia agli altri trovare i significati (se ce ne sono) e le interpretazioni.

 
 Informazioni 
 

Furio Sollazzi

Pavia, 28/01/2005 (2623)

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