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Pagina inziale » Musica » Articolo n. 2625 del 28 gennaio 2005 (10530) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
Addio Johnny Sax
Addio Johnny Sax

Molti forse non lo conoscono, ma è stato sicuramente un protagonista della scena jazzistica italiana.
Si è spento il 22 gennaio Gianni Bedori, gentiluomo e poeta del jazz, conosciuto anche come Johnny Sax. Il musicista aveva 74 anni, era nato a Mantova, diplomato in clarinetto al Conservatorio di Bologna, milanese da mezzo secolo, una trentina i dischi incisi; abitava a Fizzonasco, in provincia di Milano.

Esponente di spicco della generazione jazzistica milanese di cui fanno parte Gaslini, Cerri, Basso, Valdambrini; è stato fra i primi a cimentarsi nel free-jazz collaborando prevalentemente con Giorgio Gaslini insieme al quale ha inciso vari album tra cui Nuovi Sentimenti (1966) e Fabbrica Occupata (1973). Inoltre ha inciso l'introvabile "Dedicated to Picasso" che nel '74 gli fruttò il Premio della critica jazz.
Ultimamente aveva acquistato e restaurato un vecchio "C" Melody (un sax a metà tra il contralto e il tenore, molto in voga fino alla fine degli anni '20), col quale l'anno scorso aveva inciso l'album Controtempo.

Un brano di sua composizione, "Jesus' Last Ballad", è stato inserito da Bill Evans nell'album Affinity.
Con lo pseudonimo Johnny Sax era poi divenuto molto noto anche nell'ambito della musica leggera e d'autore italiana partecipando a numerosissime incisioni. Tra le tante ricordiamo "Snoopy" e "
Piccolo Cielo".

Proprio in questa sua fase commerciale, si era servito di un nutrito gruppo di musicisti pavesi: Claudio Spiaggi, Paolo Buccelli, Silvio Danese, Mimmo Longhi, Massimo Maganza, Giorgio Bergonzi, Walter Casali, Lorenzo Cuzzoni.
Anche a me è capitato di suonare con lui (dovendo sostituire Cuzzoni, infortunato).
Non era certo un musicista che "montasse in cattedra" e facesse pesare il suo successo e la sua bravura; era veramente "alla mano", semplice, diretto, allegro e sorridente, ti faceva sentire subito a tuo agio, incitandoti, a volte, anche con complimenti.

Qui di seguito inserisco una "lettera" che Claudio Spiaggi ha voluto scrivere a nome di tutti i musicisti che avevano conosciuto Gianni Bedori e alla quale aderisco con piacere.

"Ciao caro Gianni non ti dimenticheremo mai.
Così potremmo salutarlo per l'ultima volta noi, nutrito gruppo di orchestrali pavesi, che con lui abbiamo collaborato intorno agli anni 70.
Ci ha lasciati qualche giorno fa Gianni Bedori, è salito nel suo "Piccolo cielo" che per accogliere questa figura di artista e di uomo, dovrà necessariamente farsi un po' più grande.
Fuori da ogni retorica, mi sento di dire che Gianni, noto al grande pubblico come Johnny Sax, lo pseudonimo con il quale si faceva chiamare per la parte commerciale della sua vita dedicata alla musica, è stato il musicista più eclettico e l'uomo più straordinario che io abbia mai conosciuto.
Per noi, ragazzi di Pavia, come era solito chiamarci, Gianni è stato senza dubbio un maestro d'arte, di mestiere e di vita, era un personaggio mite, buono e pacato, nessuno di noi lo ha mai visto perdere la calma in tanti anni di percorso fatto insieme attraversando l'Italia più volte in lungo e in largo.
Tutta la sua grinta e la sua energia affioravano solo quando saliva sul palco e si esprimeva con la musica, dal suo sassofono uscivano note graffianti e frasi dolcissime che ogni volta ci procuravano emozioni nuove.
Con la modestia che contraddistingue solo quelli grandi davvero, ad ogni concerto lui ci trasmetteva la sua stima al punto da far sentire un po' grandi anche noi.
Il jazz in genere non paga e perciò uno dei più bravi interpreti di questa musica d'elite ha dovuto scegliere la via commerciale; per un artista non è il massimo della realizzazione ma a noi ha dato la straordinaria opportunità di vivere un po' di Gianni Bedori.
Da tutti i ragazzi di Pavia: "Ciao caro Gianni non ti dimenticheremo mai
".

Claudio Spiaggi

 
 Informazioni 
 

Furio Sollazzi

Pavia, 28/01/2005 (2625)

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