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Pagina inziale » Musica » Articolo n. 2674 del 14 febbraio 2005 (1835) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
Madeleine Peyroux - Careless love
Madeleine Peyroux - Careless love

Sempre nella scia della riscoperta dello swing e del jazz, oltre agli interpreti maschili (Bublè, Cullum, Cincotti) e ai più noti femminili (Jones, Krall), si possono avere piacevoli sorprese.

Madeleine Peyroux, americana e francofila, si è affacciata sulle scene musicali a 25 anni cantando jazz, che a metà anni '90 non era proprio un genere che andasse per la maggiore. Madeleine si era fatta "on the road" (ha suonato anni per le stradine del Quartiere Latino di Parigi) proponendo grandi classici del jazz. Il suo disco di debutto, "Dreamland" (1996), ha goduto ai tempi di un riscontro di pubblico e critica davvero incredibile e memorabile è stata la sua versione della "Vie En Rose" di Edith Piaf.

Un po' meno credibile è il seguito della storia. Nel pieno del successo, Madeleine sparisce.per otto anni di silenzio, motivati dal fatto che il jazz "non tirava più".

Madeleine continua ad esibirsi nei club, da Los Angeles a New York, ma i tempi non sono maturi. Poi arriva Norah Jones, che focalizza l'attenzione di pubblico e critica su un genere che fino ad allora sembrava poter essere solo d'élite, il jazz.

Dopo Norah, e insieme a lei, ne sono venuti tanti(Micheal Bublé, Diana Krall), e fra loro c'è anche Madeleine Peyroux, ri-scoperta dalla Rounder Records nel 2003.

Un nuovo album, "Careless Love" con splendidi omaggi ai grandi del jazz: Bessie Smith "Careless Love", Elliott Smith "Between The Bars", Hank Williams "Weary Blues", Leonard Cohen "Dance Me To The End Of Love" e la Josephine Baker di "J'ai Deux Amours".

Vi segnalo anche, oltre a Dreamland e all'ultimo Careless Love, un disco uscito l'anno scorso e inciso in compagnia di William Gatison: il titolo è Got You On My Mind, edito dalla Waking Up Music.. Forse un po' più ruspante dei due "ufficiali" ma, a mio giudizio, quello più interessante.

 
 Informazioni 
 

Furio Sollazzi

Pavia, 14/02/2005 (2674)

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