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Pagina inziale » Cultura » Articolo n. 2677 del 14 febbraio 2005 (2149) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
Lo sguardo sulla realtà
Un'opera di Moroni

Gli Amici dei Musei sono in partenza per Bergamo, dove sabato prossimo, con soci e simpatizzanti dell'associazione, visiteranno la mostra attualmente allestita al Museo Adriano Bernareggi dedicata al pittore bergamasco Giovan Battista Moroni, una delle figure più rappresentative del panorama artistico italiano del Cinquecento.

Giovan Battista Moroni (1520-24 - 1579), figlio di Francesco Moroni, capomastro e architetto che svolge la sua attività tra Bergamo e Brescia, è grazie al padre che riesce ad essere introdotto nella bottega del celebre pittore bresciano Alessandro Bonvicino detto il Moretto.
La prima attività indipendente di Moroni si svolge a Trento, durante la celebrazione del Concilio. In questa città entra in contatto con la corte del Principe Vescovo Cristoforo Madruzzo, membro della famiglia di orientamento filoimperiale che ospita il Concilio tridentino.
Con lo scadere del Concilio si registra il rientro in patria del pittore che inizia a operare esclusivamente per la città e il contado bergamasco, affermandosi nel 1550-60 come il maggiore pittore di Bergamo.
A partire dall'inizio degli anni '60 il pittore risulta costantemente in contatto con il suo paese d'origine: Albino. Il ritiro albinese, lontano dal capoluogo e dai circoli letterari, coincide con un'evoluzione stilistica sorprendente. Si scalano da questo momento i dipinti di soggetto religioso e i ritratti più celebri del pittore. L'indagine psicologica e il grado di realtà raggiunto nel genere ritrattistico tocca uno dei culmini più alti dell'intero secolo.

Ed è sulla produzione artistica relativa a questa fase di "esilio albinese" che maggiormente si concentra la mostra "Giovan Battista Moroni. Lo sguardo sulla realtà 1560-1579".

A fianco della pittura religiosa un'ampia e articolata sezione della mostra raccoglie un cospicuo numero di ritratti dell'ultima fase di attività del pittore, selezionati tra gli esemplari più rappresentativi.
Nei ritratti tardi la superlativa semplicità della tavolozza, l'intonazione grigia e la morbida fusione atmosferica, che non sacrifica la nitidezza della rappresentazione, dipendono dagli avanzamenti di una maestria pittorica che colloca il Moroni ai vertici della pittura italiana del suo tempo.
Una sezione sarà dedicata alla produzione grafica del pittore, risalente in prevalenza ai suoi anni di esordio, mentre nella parte finale del percorso espositivo i ritratti e le pale sacre toccano il culmine di una sinfonia di grigi volta all'estrema semplificazione dei mezzi espressivi, testamento stilistico giunto direttamente nelle mani di Caravaggio.
Moroni morì improvvisamente lasciando interrotta la sua pala di più grandi dimensioni, il Giudizio Universale ispirato all'affresco di Michelangelo nella Cappella Sistina e custodito nel Chiostro di San Francesco.

 
 Informazioni 
Dove: Bergamo - Museo Bernareggi, Palazzo Moroni, Chiostro di San Francesco
Quando: sabato 19 febbraio 2005

Per informazioni e prenotazioni:
c/o Libreria Fox Book
C.so Mazzini, 2 - Pavia
 

La Redazione

Pavia, 14/02/2005 (2677)

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