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Pagina inziale » Oggi si parla di... » Articolo n. 2685 del 15 febbraio 2005 (1713) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
Lo smog non da tregua
Lo smog non da tregua

Siamo solo a metà febbraio e in Lombardia, in tutta la Lombardia, sono stati superati gran parte dei limiti definiti dall'Unione Europea per le polveri sottili e lo smog; limiti non individuati a caso ma individuati in rapporto ai danni che causano alla salute dei cittadini, specie alle categorie più deboli, anziani e bambini.

Finalmente si è mossa l'Europa, annunciando l'avvio di infrazione verso la nostra Regione, e ora è riconosciuta da tutti la gravità della situazione inquinamento dell'aria, già ben dimostrata dell'ESA (Agenzia Spaziale Europea) con la fotografia dal satellite Envisat che individua, con buona pace di Formigoni, la Lombardia una delle quattro zone più inquinate del Pianeta Terra.

Finalmente tacciono tutti gli ecosciettici, quelle categorie o quelle persone che per proprio interesse, per scarso senso civico e rispetto verso la salute di tutti, hanno in tutti questi anni ostacolato le misure antismog e di limitazione dell'uso dell'auto.

La situazione pur critica non è però senza via d'uscita e a noi ambientalisti sembra importante riconoscere l'attenzione che è stata posta alla qualità dell'aria che respiriamo da parte delle amministrazioni, di colorazione politica diversa, come i Comuni di Pavia, Voghera, Vigevano e Mortara e da parte dell'Assessorato all'Ambiente della Provincia di Pavia; per una volta il nostro territorio non è fanalino di coda in Lombardia, anzi può essere l'esempio virtuoso da seguire. Infatti Pavia città è tra le poche situazioni in Italia in cui nel 2004 ha rispettato almeno un parametro dei limiti definiti dall'Unione Europea, garantendo i 40 microgrammi per il PM10 giornaliero su base annua; purtroppo non garantisce i 35 giorni all'anno di non sforamento dei 50 microgrammi di Pm10.

Bisogna fare di più e in modo coordinato. L'inquinamento dell'aria è causato, nelle nostre zone, quasi totalmente dal traffico automobilistico; bisogna liberare le nostre città dalla morsa del traffico e garantire il diritto a respirare aria pulita e la libertà a muoversi. Le auto devono restare il più possibile fuori dalle città, - nei parcheggi a corona della città, abbandonando ogni progetto di parcheggio a corona del centro storico come quello sotto al Castello a Pavia - e nelle città ci si muove con mezzi non inquinanti, il mezzo pubblico, le biciclette, il car pooling e il car sharing, a piedi. Al tempo stesso anche la mobilità tra città e città deve essere garantita da un efficiente rete di trasporto pubblico e ferroviario decidendo di investire su queste infrastrutture evitando di buttar via soldi ad esempio per costruire una insensata autostrada Pavia-Broni-Mortara.
Ma un cambiamento così radicale, dando per scontata la volontà e l'intelligenza degli amministratori di sceglierlo, non si realizza dall'oggi al domani; la situazione è così compromessa che ancora per almeno un decennio dovremo convivere con l'emergenza inquinamento. Almeno però si mettano in atto misure coordinate e efficaci sia di prevenzione che di emergenza. E la strada da seguire è proprio quella indicata dal nostro territorio. Più domeniche a piedi e targhe alterne tutta la settimana per gran parte del periodo invernale, con orari e modalità uguali in tutte le situazioni. Non solo; più domeniche a piedi e targhe alterne con modi omogenei in tutto il Sud Lombardia come chiedono alla Regione Lombardia gli Assessori dei Comuni di Pavia, Lodi, Cremona e Mantova. L'Europa ci guarda e per la Regione Lombardia non c'è più margine per la politica dell'immagine e dell'annuncio; in ballo c'è lo sviluppo sostenibile dei nostri territori.

Gli ambientalisti non sono fanatici dei blocchi delle auto; certo contiamo molto che l'innovazione possa portare a tecnologie più pulite, che la prevenzione sia concreta e non annunciata, che nella settimana della firma del Protocollo di Kyoto nasca un indirizzo in materia d'energia diverso dalla insensata concentrazione delle centrali a Voghera e Sannazzaro de' Burgundi.
A questo punto però tutti devono riconoscere che l'obiettivo deve essere uno solo: impedire che l'aria sia irrespirabile per così lungo tempo.

 
 Informazioni 
 

Massimo Depaoli
Con Gianluigi Vecchi
Legambiente 'il barcé' circolo di Pavia

Pavia, 15/02/2005 (2685)

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