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Pagina inziale » Tavola » Articolo n. 27 del 4 febbraio 2002 (2002) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
Il carciofo
Il carciofo

Ortaggio di stagione per eccellenza: da marzo e per tutto il mese di aprile spopola sui banchetti delle verdure: Mammole romane, violetti di Toscana, Spinosi di Liguria (per la cronaca, io la Torta Pasqualina la preparo proprio con i carciofi...), il carciofo invita ad essere gustato e apprezzato nella sua semplicità.

Ricchi di sodio, potassio, calcio, fosforo, ferro, proteine e vitamine, i carciofi bene si prestano ad essere cucinati e serviti in molti modi: alla siciliana, alla romana, alla giudia, fritti, giusto per dare qualche suggerimento e per citare le ricette più conosciute, ma anche in una semplice insalata a crudo, quale condimento per una pasta, in torte salate o come semplice contorno.

Di origine araba la coltura del carciofo si diffuse in Italia a partire dal 1466, ma già gli antichi Egizi la conoscevano ed i Greci se ne cibavano comunemente.
Nel tempo si diffuse a tal punto da diventare, come spesso accadeva, un cibo prelibato da essere servito ai banchetti di corte dei regnati. In Italia la grande Caterina Dei Medici era particolarmente ghiotta e affascina da questo strano "fiore" di origini così antiche, e fu anche grazie al lei che il carciofo ebbe una larga diffusione in Toscana.

Infine una curiosità: è difficile abbinare il giusto vino ad un piatto a base di carciofi (visto il sapore quasi metallico dovuto all'alto contenuto di ferro); gli esperti suggeriscono un rosato per paste e riso; per frittate e carciofi fritti un bianco strutturato e morbido; per preparazione "a crudo"... solo acqua!

 
 Informazioni 
 

Delia Giribaldi

Pavia, 04/02/2002 (27)

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