Pavia e provincia: Pavese, Oltrepò Pavese, Lomellina, eventi, spettacoli e manifestazioni di Pavia e provincia
mercoledì, 23 settembre 2020 (897) Qual Buon Vento, navigante! » Entra


 
Articoli della stessa rubrica
» Squali, predatori perfetti"
» Pretesti per una mostra. Sergio Ruzzier a Pavia
» Lady Be Mosaici Contemporanei
» Oltre lo sguardo
» Looking for Monna Lisa
» Attraverso i nostri occhi
» Un patrimonio ritrovato
» Spazio sospeso
» Hokusai, Hiroshige, Utamaro. Capolavori dell'arte giapponese
» EXIT hotel fantasma in provincia di Pavia
» Colore e tempo
» Il paesaggio geometrico italiano di origine Romana
» Per un capriccio. 12 opere per Paolo Della Grazia
» "I colori della speranza"
» Sopra il vestito l'arte:dialogo d'artista
» Prima che le foglie cadano
» La bellezza della scienza
» Mostra "Natura ed artificio in biblioteca"
» Schiavocampo - Soddu
» De Chirico, De Pisis, Carrà. La vita nascosta delle cose

Vedi archivio

 
Altri articoli attinenti
» Vacchi e Bossini agli Incontri Musicali del Collegio Borromeo
» Carnevale al Museo della Storia
» Leonardo e Vitruvio. Oltre il cerchio e il quadrato
» Vittorio Sgarbi e Leonardo
» Narrare l'Antico: Sole Rosso di Grazia Maria Francese
» Squali, predatori perfetti"
» Visual Storytelling. Quando il racconto si fa immagine
» I linguaggi della storia: Il formaggio e i vermi
» Giornata della memoria. Il cielo cade
» Pretesti per una mostra. Sergio Ruzzier a Pavia
» La Storia organaria di Pavia
» Postazione 23
» Libri al Fraccaro
» Il "Duchetto" di Pavia
» La cospirazione dei tarli
 
Pagina inziale » Cultura » Articolo n. 3021 del 16 maggio 2005 (1935) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
Altri cieli, altri colori
Venezia - Olio su cartone 50 x 70

Dopo quasi cinquant'anni, Flangini torna a Pavia. La città che lo ha ospitato nel 1959 gli dedica una significativa mostra - Altri cieli, altri colori - che fa seguito a importanti eventi: una lunga serie di esposizioni in Italia e all'estero, tra le quali vale la pena ricordare la partecipazione, su nomina del Ministero degli Esteri, a Europalia 2003 in rappresentanza dell'arte italiana. Viene così confermato il rinnovato interesse per questo artista eclettico che all'arte, nelle varie espressioni (teatro, ceramica, grafica, pittura), dedicò la sua esistenza.

A Pavia sono esposte pitture, opere teatrali e locandine oltre a disegni inediti sul paesaggio fluviale, foto e lettere di celebri personaggi del tempo legati all'artista da rapporti di stima e d'amicizia.
Sono esposti su gentile concessione della Fondazione Corriere della Sera alcuni disegni tratti dall'Archivio Storico del Corriere della Sera, eseguiti per Il Romanzo per Tutti, realizzati dall'artista negli anni di collaborazione con la testata milanese.

Sono gli anni dei viaggi all'estero, soprattutto in Francia, Belgio e Olanda, ma i legami con la Lombardia rimangono molto forti. Infatti fa parte del Centro Artistico San Babila e del gruppo La Colonna. Alle iniziative promosse da La Colonna prendono parte anche Guttuso, Migneco, Zigaina, Birolli e Sassu. Flangini li conosce e frequenta, ma la sua ricerca si sviluppa in modo autonomo.
Artista versatile e colto, pittore di forte carattere e acuta sensibilità, si dedica per molti anni al teatro.

Le Perle - Olio su tela 90 x 70

L'appuntamento è l'occasione per una ricognizione storica e critica sull'artista, utile per capire anche la sua visione dell'uomo, essere fragile e impotente, in balia della natura. Il suo è un profondo pessimismo tramutato in tormentata rassegnazione.
La presenza dell'uomo non è sempre necessaria a Flangini per manifestare il proprio sconsolato sentimento della vita. Molte volte la figura umana è assente, ma i paesaggi del Nord, sia quelli urbani e industriali, sia quelli agresti, si intonano perfettamente con lo stato d'animo dell'autore. E il risultato non muta.

La mostra realizzata con la collaborazione del Settore Cultura del Comune di Pavia e presentata ieri da Rossana Bossaglia, è arricchita dalla proiezione de Il teatro della pittura, cortometraggio su Flangini e il suo tempo, e dal Catalogo Generale delle opere, edito da Grafica Monti.

Nota biografica di Giuseppe Flangini (Verona, 1898-1961)
Conseguito il diploma alla Scuola Normale A. Manzoni di Verona il 27 giugno 1916, iniziò presto la professione di insegnante elementare che continuò anche dopo il suo trasferimento a Milano, avvenuto nel 1944. Fino a quel momento Flangini fu per così dire, polivalente: pedagogo o insegnante, commediografo, pittore, disegnatore, dotato di uno strano potere in ogni campo si cimentasse. Disegnò manifesti e copertine di libri, ma soprattutto si dedicò alla pittura e al teatro collaborando con la rivista teatrale Controcorrente.

La sua prima esposizione fu quella, significativa per il clima culturale del periodo, organizzata dalla Società di Belle Arti a Verona nel 1921. Da quell’anno partecipò, tranne qualche breve interruzione, a tutte le biennali nazionali fino al 1959.

A Milano insegnò fino al 1950: in seguito lasciò la scuola e si dedicò completamente alla pittura, avviando scambi epistolari e animate discussioni a Milano, al Centro Artistico San Babila di Corso Venezia (con Lilloni, De Rocchi, Labò, Bartolini, Contardo Barbieri, ecc.) e a Forte dei Marmi con Carlo Carrà. I suoi viaggi all’estero erano iniziati nel 1922, ma divennero presto annuali pellegrinaggi estivi alla ricerca dei luoghi che avevano ispirato gli impressionisti. Solo nel '46 incominciò il suo Wanderung, fino ad allora appunto limitato all’estate, nei Musei di Parigi, Bruxelles, Bruges, Amsterdam, Monaco alla ricerca dei maestri ideali. A partire dal 1950 approfondì la matrice espressionistica della sua pittura.

Durante una delle permanenze estive a Ostenda aveva stretto amicizia con Ensor con il quale, in numerose occasioni, si trovò a discutere d’arte. Quadri come Kermesse, cioè la rappresentazione delle feste popolari mascherate, sono l’ideale omaggio al maestro, ma soprattutto l’approfondimento di un tema, la maschera, molto caro a Flangini, uomo di teatro.

Gli ultimi anni di Flangini, dal 1959 al 1961, furono caratterizzati dalla nascita di un nuovo e felice cromatismo riconducibile alle esperienze dei fauves e di Vlaminck in particolare. Faro di Ostenda e soprattutto Mulino a Bruges, ultima opera dell’artista rimasta incompiuta sul cavalletto del suo studio alla sua morte, restano come testimonianza del perdurare di una ricerca ancora aperta e vitale (A. Di Lieto).

 
 Informazioni 
Dove: Santa Maria Gualtieri, Piazza della Vittoria - Pavia
Quando: dal 12 maggio al 2 giugno 2005, nei seguenti orari:
dal martedì al venerdì 16.00-19.00, sabato e domenica 10.00-12.00, 16.00-19.00 Ingresso: libero

Per informazioni e prenotazioni:
Tel.: 0382/399372
02/9609556 (per visite guidate per scuole e percorsi di gioco)
 
 
Pavia, 16/05/2005 (3021)

RIPRODUZIONE VIETATA
www.miapavia.com è testata giornalistica, il contenuto di queste pagine è protetto dai diritti d'autore.
In caso di citazione o utilizzo, si prega di evidenziare adeguatamente la fonte.



MiaPavia è una testata giornalistica registrata, © 2000- 2020 Buon Vento S.r.l. - P.I. IT01858930181
Tutti i diritti sono riservati - Chi siamo - Contatti - Mining pool