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Pagina inziale » Musica » Articolo n. 305 del 14 agosto 2001 (2040) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
...A Proposito di George Harrison
 ...A Proposito di George Harrison p>Non è certo la prima volta che la stampa ricama storie fantasiose su malattie e morti di uno dei Beatles, ma questa volta il Daily Mail (un tempo prestigiosa testata britannica, oggi ridotto a poco più di un tabloid scandalistico) l'ha fatta grossa. Per tutta l'Estate ha seminato panico e cordoglio tra i fans (e non solo) di tutto il mondo (visto che la notizia è stata ripresa da tutte le testate mondiali) con una serie di articoli in cui si raccontava che George Harrison, dopo essere stato ricoverato in una clinica di Bellinzona per un certo periodo (periodo nel quale aveva preso in affitto una casa a Luino/Italia) era stato dimesso con una diagnosi di tumore al cervello definito "terminale e incurabile". Riportava anche la dichiarazione di Harrison secondo cui era rassegnato a pochi mesi di vita e si preparava a morire con serenità.

Tra le testimonianze veniva citata anche quella di George Martin che dichiarava quanto la filosofia indiana seguita da Harrison lo aiutasse ad affrontare la morte.

Ebbene ... era tutta una bufala!!!

Una cosa così macabra, di cattivo gusto ed insistente non si era mai vista neppure ai tempi in cui si sosteneva che McCartney fosse morto in un incidente stradale e fosse stato sostituito da un sosia.

In ogni caso è stato chiarito il modo in cui questa operazionaccia di pessimo giornalismo è stata gestita.

Allora, George (è vero) in questi ultimi anni ha subito due operazioni per la presenza di tumori; vero anche che è stato a Luino e Bellinzona per un ciclo di chemioterapia, ma questo era stato fatto per metterlo al sicuro da eventuali metastasi derivanti dall'ultima operazione. La conclusione dei medici di Bellinzona è stata che, essendo in buona salute, il paziente poteva tornarsene tranquillamente a casa. La frase "non è ancora nostro paziente" detta da uno dei medici è stata presa come un'ammissione di futuri ricoveri da parte di un redattore del Mail che ha "lanciato il sasso" del nuovo tumore.

Non contento, è andato a rimestare tra le dichiarazioni di amici e conoscenti in cerca di frasi "illuminanti" e, appropriandosi di un'intervista rilasciata da George Martin ad un emittente televisiva, ha estrapolato una frase detta rispondendo ad una delle 49 domande formulate. Alla domanda "come sta George?" , in effetti, Martin avrebbe dato una risposta articolata che spiegava come, nonostante negli ultimi tempi ne avesse passate di tutti i colori (due operazioni, l'accoltellamento, le cure), stava abbastanza bene e, comunque, la filosofia indiana di cui da anni era seguace, lo aiutava a prendere le avversità con molta serenità in quanto persino la morte, per questo genere di pensiero, è un evento naturale che non deve preoccupare.

Messo alle strette dal resto della stampa inglese che cercava di scovare la verità in un cumulo di menzogne che continuavano ad essere pubblicate dal Mail nonostante le smentite di tutti (compreso lo scandalizzato e dispiaciuto Harrison), il redattore incriminato ha sostenuto per un po' di essere in possesso dei nastri su cui comparivano le dichiarazioni da lui citate ma, alla fine, pochi giorni fa si è dimesso.

In realtà Harrison si è rimesso al lavoro sul suo nuovo album di cui ha già inciso parecchio materiale. Per buona pace di tutti.

 
 Informazioni 
 

Furio Sollazzi

Pavia, 14/08/2001 (305)

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