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Pagina inziale » Musica » Articolo n. 3338 del 5 settembre 2005 (2105) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
Marton: ottimo inizio.. e poi?
Tolo Marton

Venerdì scorso si è tenuto il concerto inaugurale della sesta edizione di Fare Festival, quest'anno dedicata alla musica Blues. Concerto che si è dimostrato un ottimo inizio.

Piazza della Vittoria era gremita di gente (più di mille persone), il tempo meteorologico è stato clemente (le zanzare, anche) e l'atmosfera che si respirava era davvero piacevole.
Tantissimi i musicisti presenti tra il pubblico: già, perche il protagonista del concerto, Tolo Marton, è sì fuori dal grosso giro commerciale (e quindi non tanto conosciuto presso il pubblico generico) ma vanta in compenso molti ammiratori ed estimatori proprio tra i musicisti, che meglio sanno apprezzarne i virtuosismi tecnici.
Tolo Marton si era già esibito a Pavia e, durante il concerto, ha voluto dedicare un brano allo scomparso Bruno Morani, gestore (un tempo) del locale che lo aveva ospitato. Il pubblico si è lasciato affascinare da un concerto sincero e suonato con "trasporto".

Marton, il cui stile ricorda molto quello di Jimi Hendrix e di Rory Gallagher, ma con una pulizia di suono maggiore e un tocco personale, ha eseguito soprattutto (fa eccezione la bella cover di Hear Me Calling dei Ten Years After) brani di propria composizione: blues che lasciavano ai tre musicisti (con lui, sul palco, c'erano Andrea De Marchi alla batteria e Alex Marinoni al basso) ampi spazi per l'improvvisazione in linea con il genere suonato e con il tipo di formazione "a tre" che caratterizzava anche i due musicisti a cui più Marton si ispira e gruppi come i Cream o i Blodwin Pig di Mick Abrahams, che avremo l'opportunità di ascoltare nell'ultima serata del Festival.

La maglietta del Jimi Hendrix Electric Guitar Festival

Musica, musica e solo musica dal palco: concessioni allo spettacolo... zero.
Tolo Marton si esprime con le dita e con il suono e non con il corpo; ma la gente quasi non se ne è accorta, ammaliata da quei suoni lunghi ottenuti con il potenziometro del volume della sua Fender Stratocaster o dalle scale nervose dei brani più rock.

Guardandolo da lontano, sembra quasi che il tempo per lui non passi mai; solo stando sotto il palco ci si accorge che gli anni passano per tutti, anche per lui e per la sua maglietta (ormai un po' stinta) ricordo-feticcio del Jimi Hendrix Electric Guitar Festival di Seattle (U.S.A) del '98, in cui aveva ricevuto il primo premio direttamente dalle mani di Al Hendrix, padre di Jimi.

Nine Below Zero

I prossimi concerti di Fare Festival sono in programma per domani e dopo. Il primo vedrà per protagonisti i Nine Below Zero. A inventarsi i Nine Below Zero, nome ripreso da una canzone del leggendario bluesman americano Sonny Boy Williamson, sono due ragazzi che arrivano sulle scene nel 1977: Dennis Greaves, voce-chitarra, e Mark Feltham, voce-armonica, che aveva abbandonato il gruppo per motivi di salute, e nel 2001 è tornato con loro sul palco.
Nato come una sorta di punk-blues, il loro stile si è avvicinato sempre più alle origini pur mantenendo carica e irruenza.
Hanno collezionato una serie di album, a partire dal debutto "Live at the Marquee", registrato nel celebre club londinese, seguito poi nel 1981 dal primo lp di studio, "Don't point your finger", fino al recente dvd "On the road again", contenente una performance che sprigiona il solito impagabile, febbrile divertimento.

John Renbourn

Mercoledì prossimo, invece, sarà la volta di John Renbourn. La storia della musica inglese acustica degli ultimi quarant'anni è stata attraversata da questo cantante-chitarrista londinese, classe 1944.
John Renbourn è un artista completo, con una produzione che ha coperto diversi ambiti; ritroviamo la musica medioevale e poi il Rinascimento, le radici folk e popolari dell'area britannica, ma anche l'Oriente. Il tutto coniugato al primo amore, quello che non si scorda mai, il blues. Il sodalizio con Bert Jansch, che poi sarà con lui alla fondazione dei Pentangle, costituisce un passaggio decisivo, proprio per l'amore comune e per i materiali blues che i due eseguono nel leggendario album in comune, "Bert & John" (1966).
Renbourn, una volta sciolti i Pentangle, continuerà ad effettuare "incursioni" nel blues, sia nelle esibizioni soliste, sia nella collaborazione con il chitarrista Usa Stefan Grossman.

 
 Informazioni 
Concerti
Dove: Piazza della Vittoria
Quando: martedì 6 e mercoledì 7 settembre 2005, ore 21.15


Altri appuntamenti

Vedi il calendario completo del Festival
 

Furio Sollazzi

Pavia, 05/09/2005 (3338)

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