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Pagina inziale » Musica » Articolo n. 3403 del 21 settembre 2005 (1847) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
Ligabue - Nome e Cognome
Ligabue - Nome e Cognome

Al Campovolo in 200.000 hanno assistito al mega-concerto del Liga, permettendogli di polverizzare tutti i record di pubblico precedenti. Contemporaneamente esce il suo nuovo cd (l'undicesimo album di Luciano Ligabue) Nome e Cognome.

Questo nuovo fenomeno di massa, tutto italiano, con troppi U2 nel cervello ma Springsteen nel cuore, "nipote" di Guccini e "cugino" di Vasco, ruspante come si conviene e tanto furbo da aver imparato la lezione dei grandi, ha sfornato un altro disco da alta classifica.

Se si riesce a passare oltre al tormentone dei suoi versi che finiscono tutti in Eeeeee Oooooo discendenti, resta un cantautore apprezzabile una solida ritmica rock di base e con delle fulminazioni notevoli nei versi "...dicono che devi proprio farti fuori/se vuoi fare il rock in qualche modo/che ti portiamo i fiori/ lì nel cimitero dei mitici... " (Happy Hour), "...e ci si sceglie per farselo in compagnia/quel viaggio in cui non si ripassa dal via" (L'Amore Conta), "...non ci sono più i petardi e nemmeno il Diario-Vitt/le bambine occhiate in chiesa, sono tutte quante spose"(Lettera a G), "...sono qui per l'amore/per difendere quello che so/per le rampe di lancio e lo sporco che riga gli oblò/che nel lancio ci siamo/ con la torre controllo lontana/con il bricco sul fuoco e la fiamma puttana.." (Sono qui per l'Amore).

Il Liga, ormai, scrive con penna esperta e pensa soprattutto al palco. Le sue sono canzoni che denunciano immediatamente un costrutto pensato per l'esecuzione dal vivo: la cassa che dà un pulsare facilmente seguibile con un battito di mani, i testi con la frase ad effetto ("..sei già dentro l'Happy Hour.."), facile da ricordare e da poter scandire tutti insieme, ecc. Detto questo, le canzoni sono ben costruite, ben suonate e funzionano alla grande (tranne un paio, che sono proprio brutte) e, in modo particolare, ci sono alcune ballate veramente molto belle.

Il disco si apre con una introduzione di grilli che anticipa Il giorno dei giorni, il singolo radiofonico che ha anticipato l'uscita dell'album; è un brano rock, tirato e potente che ricorda le chitarre degli U2 e alcuni vecchi brani dello stesso Ligabue.
Anche Happy Hour si rivela vincente (più nel testo che nella musica, un po' più scontata), mentre L'amore conta è la prima ballata dell'album ed è uno dei momenti più riusciti insieme a Lettera a G, dedicata allo scomparso cugino Gianni, e a Cosa vuoi che sia.
Il cd si chiude bene con una "sentita" Sono qui per l'amore, brano soft per chiudere un album che è molto più indirizzato al rock ma che, alla fine, offre il meglio quando diventa intimistico. Forse una ragione c'è.

 
 Informazioni 
 

Furio Sollazzi

Pavia, 21/09/2005 (3403)

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