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Pagina inziale » Musica » Articolo n. 3499 del 17 ottobre 2005 (1756) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
Cream: un grande ritorno
La copertina del cd

Il 2 maggio 2005 i Cream (Eric Clapton, Jack Bruce e Ginger Baker) si riunirono alla Royal Albert Hall di Londra, dove chiusero la loro carriera 37 anni fa. Uno strepitoso successo replicato per quattro sere con biglietti a prezzi proibitivi. I biglietti costavano fino a 300 euro, ma andarono esauriti all'istante. Chi ci è stato è rimasto folgorato, chi non ha potuto seguire il concerto può rifarsi con il doppio cd e il dvd Royal Albert Hall: 2,3,5,6 London 2005 in uscita in questi giorni.

I Cream si formarono nel 1966 e si sciolsero qualche anno dopo, nel 1968. In soli tre anni la band riuscì a produrre quattro album: Fresh Cream (1966), Disraeli Gears (1967), Wheels of Fire (1968; in reatltà metà disco è inciso dal vivo) e Goodbye Cream, assicurandosi un grande successo mondiale.
La band tornò adi esibirsi insieme per la prima volta nel 1993 quando fu celebrato il suo ingresso nella Rock and Roll Hall Of Fame di Los Angeles.

A 37 anni dalla fine della loro avventura, il concerto alla Royal Albert Hall li ha riuniti nuovamente sullo stesso palco in cui nel 1968 avevano dato l'addio ai loro fans.
I tre musicisti suonano che è una meraviglia; gli anni di esperienza non sono passati invano e, soprattutto, oggi non devono dimostrare niente a nessuno e se anche hanno perso quella loro irruenza iniziale e quella ricerca spasmodica dell'assolo più lungo, ne hanno guadagnato in finezza.

il concerto alla Royal Albert Hall

Clapton ha imparato a cantare (il suo ultimo album Back Home è più il disco di un cantautore che di un chitarrista), Bruce si è affinato e Baker si limita a bofonchiare.
Clapton, come sempre, quando suona blues dà il meglio di sé e in una formazione a trio è un piacere sentirlo improvvisare per tempi più lunghi di quelli canonici.
Brani che hanno il nome di White Room, Badge, Sunshine on your love, Spoonful, Rollin'and Tumblin' e Crossroads danno ancora i brividi se ad interpretarli sono i Cream in formazione originale.

Unico neo è Toad e l'assolo di Ginger Backer: capisco che l'età ponga dei limiti, ma allora perché non rispettarli evitando così di propinarci un interminabile assolo di batteria (e ve lo dice un batterista!). Per i primi 40 secondi viene da dire "Ah, sì, sta rifacendosi ai ritmi africani che l'hanno tanto affascinato...", ma dopo un po' il tutto diventa estremamente banale e ripetitivo.

A distanza di 37 anni ci si rende conto che la presunta rivalità con la Jimi Hendrix Experience era del tutto fittizia e gonfiata: due formazioni che avevano in comune solo il numero dei componenti ma che suonavano musiche molto diverse. La seconda era un supporto alla genialità marziana di un chitarrista che sconvolse il mondo, la prima era un ensamble di tre grandi musicisti che suonavano del british blues in maniera eccelsa.
Per questa ragione il risultato di questa reunion non risente molto degli anni passati: perché il blues non ha età.

 
 Informazioni 
 

Furio Sollazzi

Pavia, 17/10/2005 (3499)

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